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Che cos’è Swift? E perché per la Russia sarebbe un grave danno restarne fuori?

swiftPurtroppo quelle che sembravano solo minacce si sono tradotte in fatti!

E alla fine Putin, dopo tanti avvertimenti lanciati in maniera più o meno chiara all’Ucraina, ma anche al resto del Mondo, ha attaccato vita in Europa ad una delle più pesanti guerre dalla fine del secondo dopo guerra.
In risposta a questo drammatico atto, molti paesi occidentali hanno iniziato a varare severe sanzioni alla Russia. Tra queste ha avuto molta risonanza, l’aver tagliato la Russia fuori dallo swift. Ma cos’è lo Swift? Perché tagliare fuori la Russia dallo Swift è da considerarsi una sanzione severa?

Cosa significa SWIFT?

Swift è l’acronimo di Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication e indica una società cooperativa fondata nel 1973 con sede a Bruxelles, che andò a sostituire il vecchio telex.
In pratica, si tratta di un sistema di messaggistica sicuro, usato oggi come standard da oltre 11mila istituzioni finanziarie per inviare comunicazioni e ordini di pagamento, per un traffico stimato in circa 42 milioni di messaggi ogni giorno.

Sospendere il codice SWIFT per un intero Paese, significa impedire alle banche di quello Stato di effettuazione  transizioni finanziarie con il resto del mondo. In altri termini, per la Russia significherebbe che le proprie banche sarebbero tagliate fuori dal circuito internazionale delle transizioni finanziarie, compromettendo non poco la propria operatività.
Ma prima cerchiamo di capire qualcosa in più sul meccanismo di funzionamento dello Swift. A tal proposito, dobbiamo inserire nel nostro discorso un altro termine: BIC (non c’entra nulla con la penna che usi per scrivere, non fare confusione, mi raccomando! 😉

Cos’è il codice BIC una banca?

Perché una banca possa far parte del sistema Switf, deve avere un BIC. L’acronimo BIC sta per Bank Identifier Code ed è un codice che viene assegnato dalla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication (SWIFT) per identificare un determinato tipo di banca.

È composto da 11 caratteri, che possono essere divisi in quattro blocchi:

  • AAAA: codice identificativo dell’istituto bancario a livello globale;
  • BB: identificativo della nazione (IT nel caso dell’Italia);
  • CC: identificazione della città (il secondo carattere di questa cifra può essere un numero e rappresenta alcune informazioni aggiuntive);
  • DDD: codice del ramo bancario (quando è assente questa sequenza, o è segnalata come XXX, ci si riferisce agli uffici centrali della banca).

A differenza del codice IBAN, che è facilmente recuperabile attraverso il contratto di conto corrente o nel proprio Internet banking, trovare il codice BIC potrebbe non essere un’operazione semplice. Si può in ogni caso consultare il sito della SWIFT, dove è possibile trovare i codici BIC di ogni banca.

A cosa serve il codice BIC?

Il codice BIC viene affiancato all’IBAN per effettuare transazioni a livello internazionale. Tuttavia, viene utilizzato per indirizzare il denaro verso il giusto canale senza errori. Infatti, se si sbaglia a digitare l’IBAN, e quest’ultimo è sì sbagliato ma esistente, i soldi verranno accreditati sulla base dell’IBAN riportato al momento del pagamento, nonostante nome e cognome del beneficiario non coincidano.
Per questo è stato introdotto un codice personale che identifica univocamente un numero di conto, per tutelare il cliente quando esegue o riceve un bonifico.

Inoltre, il codice BIC è utile per individuare al primo sguardo il Paese di provenienza di un istituto bancario, un’informazione molto utile quando si devono applicare degli oneri o si vuole conoscere il regime di tassazione al quale uniformarsi.

BIC e SWIFT sono la stessa cosa?

Spesso BIC e SWIFT sono considerati come sinonimi, ma abbiamo visto che in realtà tra i due acronimi c’è una differenza.
Il BIC rappresenta infatti il codice, mentre l’acronimo SWIFT si riferisce alla società che rilascia il suddetto codice e che controlla i trasferimenti internazionali. Tuttavia nella pratica sono interscambiabili.

Russia fuori dallo Swift? Quali conseguenze?

Come puoi intuire buttare fuori la Russia da questo circuito significa interrompere transazioni finanziarie e quindi limitare di botto anche il commercio da e verso questo Paese, con pesanti ripercussioni sull’andamento dell’economia.
Tuttavia, la banca centrale russa dispone di un proprio sistema di pagamento, MIR, che intermedia circa il 25% di tutte le transazioni nazionali con carta. Insomma, questo circuito secondario ci metterebbe una “pezza” ma se non potenziato riuscirebbe a far ben poco. Oltre a restar fuori la maggior parte delle transizioni intra-Russia, non sarebbero più possibili quelle con il resto del mondo.

Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo Medvedev, ha addolcito la pillola, sostenendo che, con l’esclusione da SWIFT le transazioni finanziarie “sono più difficili, ma non è una catastrofe”!

Il problema è che nel caso della Russia ci sarebbero anche pesanti ripercussioni internazionali – basti pensare all’esposizione delle banche italiane e francesi verso Mosca o all’export, specialmente quello tedesco. Ma soprattutto pesa, ancora una volta, il tema dell’energia: congelare le transazioni con la Russia significherebbe per l’Occidente rinunciare a gas e petrolio al ritmo di 700 milioni di dollari al giorno.

Infine, c’è il timore che l’esclusione da SWIFT incoraggerebbe la Russia, e magari la Cina, a sviluppare sistemi alternativi.

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