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Commissioni fee: una tassa sulla volatilità che fa male ai risparmiatori!

commissioni feeCommissioni fee, l’incentivo sulle performance che tanto piace ai gestori dei fondi comuni! Attenzione, non stiamo criticando a priori la remunerazione dei gestori dei fondi. Chi lavora è giusto che venga pagato! Quello che non ci piace è l’escamotage, al limite dell’onesta, che molti gestori hanno creato nel tempo per accaparrarsi commissioni oltre il dovuto e senza giustificazione alcuna.
Ci possiamo permettere di essere così schietti perché di tutto ciò se ne è accorta anche l’ESMA (European Securities and Markets Authority), che è intervenuta per definire delle regole che lasciassero meno libertà ai gestori nello stabilire la logica di calcolo delle commissioni fee.

Commissioni fee: perché è una tassa ingiusta a tutto svantaggio degli ignari investitori?

Il primo aspetto da chiarire è che le commissioni fee sono delle vere è proprie “tasse”, o se vogliamo dirlo in maniera più elegante, è l’onorario spettante al gestore per le performance raggiunte dal fondo. Pertanto, le commissioni fee si distinguono dai più generici costi di gestione, ovvero tutti quei costi che il fondo addebita al risparmiatore e che sono necessari per garantire il normale funzionamento del fondo. Nota bene che i costi di gestione contengono già lo “stipendio” dei gestori.
Le commissioni fee si configurano pertanto come un bonus. Un pò come il premio produzione che riceve un impiegato/operario oltre lo stipendio base.
Anche in questo caso potrebbe non esserci nulla di strano. Perché condannare le commissioni fee se sulla stessa logica si basano anche i premi di produzione di impiegati ed operai?
Te lo spieghiamo subito!

logica di funzionamento delle commissioni fee
logica di funzionamento delle commissioni fee (fonte: sole 24 ore)

Le commissioni fee sono per prima cosa uno strumento asimmetrico. Se il fondo va bene (ma tra poco vedrai che questa condizione non è neanche necessaria) il gestore si  porta a casa un extraprofitto. Se il fondo va male, invece, a perderci è soltanto l’investitore!

Questa logica può portare il gestore del fondo ad operare con più azzardo. Tanto se le cose poi vanno male il suo stipendio base è già garantito. Al contrario si porta a casa un nel bonus calcolato sulle performance del fondo!

Commissioni fee: tanti soldi per il gestore anche se il fondo va male!

La vera beffa delle commissioni fee, è che in alcuni casi esse possono garantire un extra-rendimento al gestore anche se il fondo guadagna lo 0%! Si hai letto bene! Altro che commissioni di incentivo, altro termine utilizzato per rendere più digeribile e giustificabile la tassa legata al rendimento del fondo!

Nel grafico sipra puoi notare come il fondo a fine hanno abbia registrato una performance pari allo 0%. Infatti, a fine anno il valore del fondo è esattamente pari a quello di inizio anno. Durante l’anno, tuttavia, il fondo ha subito delle oscillazioni. Tali oscillazioni hanno permesso al gestore del fondo di ottenere comunque il proprio onorario!
Questo è stato possibile per due motivi:

  • La periodicità del calcolo della commissione fee. Più basso è il lasso di tempo intercorrente tra il calcolo di una commissione fee e l’altro, e quindi più alta è la frequenza annuale, maggiori sono gli incassi per il gestore
  • L’assenza di un high watermark. Il watermark è un livello di prezzo che solo una volta superato fa scattare la la fee per il gestore. Ad esempio se viene stabilito l’high watermark significa che il gestore, per ottenere una fee, deve battere il suo massimo assoluto.

Guarda il grafico, ti sarà tutto immediatamente chiaro! Il fondo con delle fees mensili e senza un high watermark ottiene una remunerazione ogni qualvolta che su base mensile il fondo supera il massimo registrato nel mese precedente. Questo significa che se il fondo durante il mese precedente registra una flessione che viene recuperata nel mese successivo, alla fine del secondo mese il gestore si porta a casa una bella  commissione fee!

Le nuove disposizioni ESMA sulle commissioni di performance

Come hai potuto notare, se il mercato è altalenante è tanto meglio per il gestore. Il fondo nell’arco dell’anno si troverà a superare diverse volte il massimo relativo precedente e questo significa tanti bei soldini per il gestore. Questo fa sì che le commissioni fee vengano anche soprannominate tasse sulla volatilità.

L’ESMA sembra che dopo anni si sia finalmente accorta di questo giochino messo a punto da diversi gestori. Le nuove disposizioni stabiliscono che:

  • Le commissioni fee potranno avere solo cadenza annuale e non trimestrale o mensile
  • Le fee saranno prelevabili solo nel caso in cui il fondo abbia registrato una performance positiva durante un periodo di almeno 5 anni
  • Ogni perdita precedente dovrà essere recuperata prima che il gestore possa ottenere il suo compenso sulle performance

Le nuove disposizioni a livello Europeo sicuramente danno una bella stretta ai gestori. Tuttavia, non pensi che nel tempo escogiteranno altre soluzioni per portare a casa cospicui guadagni?!

Perché ostinarsi con questi fondi comuni quando oggi puoi investire pagando molto meno e ottenendo molto di più?!

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Buon investimento!

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