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Commissariamento della banca popolare di Bari: cosa succede ai risparmiatori?!

commissariamento della banca popolare di Bari

La banca d’Italia il 13 dicembre ha disposto a causa delle perdite accumulate nel tempo, il commissariamento della banca popolare di Bari.

Con tale azioni si è provveduto a sciogliere gli organi con funzioni di amministrazione e controllo ed avviare così l’amministrazione straordinaria dell’istituto.

Commissariamento banca popolare di Bari: cosa è successo?

Il commissariamento della banca popolare di Bari non è altro che la naturale conseguenza di anni di gestione finanziaria inefficiente, investimenti a rischio e acquisizioni sbagliate se non sospette!
Una delle operazioni che ha contribuito al dissesto della banca popolare di Bari è certamente l’acquisizione nel 2014 della mal messa banca popolare di Teramo che aveva spinto la banca di Bari a varare un aumento di capitale di 800 milioni di euro tagliando il valore delle azioni.

Il colpo di grazia è arrivato a fine settembre 2019 a seguito del fallimento del gruppo barese Fusillo, attivo nel settore edilizia e turismo. Tra i principali creditori del gruppo figura proprio la Banca Popolare di Bari.
Evento che ha portato ad una crescita esponenziale dei crediti deteriorati, i così detti Crediti Npl, che oggi ammontano a circa 2 miliardi di euro, compromettendo la già precaria situazione patrimoniale della banca popolare di Bari.
Da risparmiatore sicuramente ora ti starai chiedendo quali siano le conseguenze del commissariamento della banca popolare più grande del sud. Cerchiamo di analizzarle insieme nei prossimi paragrafi!

Commissariamento banca popolare di Bari: quali rischi per risparmiatori e investitori?

Il commissariamento della banca popolare di Bari che ha portato all’amministrazione straordinaria, è per definizione un provvedimento temporaneo, per cui le sorti della banca popolare sono ancora tutte da definire.

Sul tavole del governo diverse ipotesi. Al momento come chiarito da una nota dallo stesso istituto “la banca prosegue regolarmente la propria attività. La clientela può pertanto continuare ad operare presso gli sportelli con la consueta fiducia”. Non vi è al momento nessuna sospensione delle attività.
Il premier Conte ha espressamente affermato che saranno intraprese tutte le procedure necessarie per tutelare i risparmiatori.

Ad oggi, quindi sembrano non esserci rischi né per i depositanti né per la maggior parte degli obbligazionisti. Diversa è invece la posizione degli azionisti. Un intervento di  salvataggio pubblico potrebbe portare a un loro azzeramento e quindi ad una perdita secca totale per gli azionisti di quanto interamente investito!

Un brutto colpo che inevitabilmente richiama alla mente quanto già accaduto a chi aveva investito, anche raggirato dagli stessi dipendenti, nella banca Carige.

Insomma, se sei un correntista della banca popolare di Bari dovresti poter dormire sonni tranquilli. L’invito, però, è mantenere sul conto una liquidità non superiore ai 100.000 euro. Così, anche nell’ipotesi peggiore dell’applicazione del tanto temuto bail in, i tuoi risparmi sarebbero comunque tutelati dal fondo interbancario di tutela dei depositi.

Quali ipotesi sul futuro della banca popolare di Bari?

Come accennato sopra sul tavolo del governo al momento vi sono diverse ipotesi. Ipotesi che però stanno mettendo a dura prova l’esecutivo in quanto non sempre condivise!
C’è chi ipotizza l’ennesimo decreto salva banche che miri a ricapitalizzare la banca con un intervento da parte dello Stato attraverso la banca MicroCredito Centrale (controllata dal ministero dell’Economia e finanze) che apporterebbe un capitale di 250 mila euro.  Il presidente Conte rassicura che il fine è quello di creare, con un ingresso successivo nell’operazione del fondo interbancario, una sorta di “banca del sud” con investimenti a partecipazione pubblica.

La domanda che ci poniamo e se, qualora queste scelte siano condivise dalla maggioranza di governo, l’Europa consenta una manovra del genere?!

Ti ricordo che la nuova recente normativa sulla gestione delle crisi bancarie vieta l’intervento da parte delle Stato. Il salvataggio deve avvenire dall’interno della banca, da cui il termine normativa “bail in“.
Insomma, una bella gatta da pelare per il governo che oltre a gestire le lotte intestine, dovrà fare i conti con l’Europa!

Commissariamento della banca popolare di Bari: i nostri consigli per i risparmiatori!

La prudenza non è mai troppa. Senza farti prendere dal panico, l’invito, se hai un conto corrente attivo o investimenti presso questo istituto, di valutare la possibilità di andar via!

E’ anche vero che un’uscita di massa dall’Istituto aggraverebbe la situazione aumentano concretamente la possibilità di un fallimento!
Ma in questi casi bisogna guardare i propri interessi. Purtroppo, la recente normativa ha aumentato i rischi per i risparmiatori ed impone a tutti di avere un minimo di educazione finanziaria e di prendere decisioni adeguate per tutelare il proprio risparmio!

Perché no! Se hai della liquidità parcheggiata sul conto corrente o degli investimenti è il momento propizio per valutare la possibilità di investirli o costituirli con scelte più redditizie!

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Buon investimento!

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