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Andare in pensione: perché devi costruirti un capitale di riserva?

Andare in pensione per molto tempo non ha avuto un grande impatto in termini finanziari per noi italiani. Le pensioni retributive garantivano un buon livello di copertura dell’ultimo reddito, il tutto non troppo legato ai contributi versati.

Questo permetteva a gran parte dei nuovi pensionati la possibilità di mantenere il proprio tenore di vita.

Di conseguenza, risparmiare non era poi così importante e, comunque, il risparmio accumulato poteva essere gestito senza troppi problemi, mettendo tutto in investimenti a rischio nullo e a rendimento altrettanto basso. Tanto, probabilmente, non si sarebbe mai usato, dato che la sua funzione era prettamente di “emergenza”.

Oggi, come molti di voi sanno, non è più così.

Andare in pensione: per la nuova generazione sarà diverso!

Con le pensioni retributive, pensare di coprire il 70-80% dell’ultimo stipendio con la sola pensione pubblica sarà estremamente difficile e possibile solo se andrai in pensione molto tardi e con una vita contributiva molto regolare.

Diverse proiezioni indicano livelli di copertura del 70%, ma questo prende spesso in considerazione i coefficienti di trasformazione attuali, che però, come stiamo vedendo, vengono spesso abbassati, o mantenuti stabili solo con più anni di contribuzione.

Scommetto che andare in pensione a 70 anni e passa non è proprio il tuo sogno!

Inoltre, se dai lavoratori dipendenti passiamo ai professionisti con casse private o imprenditori che hanno aliquote contributive più basse, i tassi di copertura scendono notevolmente.

I fondi pensione possono sicuramente aiutarti ad integrare la pensione pubblica. Infatti, visti anche gli sgravi fiscali che permettono di conseguire, ti suggerisco senza dubbio di iniziare a contribuire ad un fondo pensione appena possibile.

Ma il punto fondamentale è che, in ogni caso,

il capitale privato accumulato negli anni sarà fondamentale quando si tratterà di andare in pensione

Molti di noi riceveranno eredità o avranno un risparmio accumulato nel tempo. Probabilmente anche per te sarà così.

Visto che leggi questo blog, sai che suggerisco fortemente di risparmiare con costanza e costruire nel tempo un capitale. Sai anche che la decisione di farlo è la base per raggiungere la libertà finanziaria. Spero che tu abbia già iniziato.

Questa è solo la prima delle due fasi.

Accumulazione e Distribuzione

Nella gestione del proprio capitale, infatti, ci sono due fasi precise, l’accumulazione e la distribuzione:

  1. Nella fase di accumulazione, quello che fai è risparmiare costantemente ed investire. Grazie al tempo e alla magia dell’interesse composto, questo capitale crescerà, diventando molto più elevato rispetto alla somma dei versamenti che hai fatto
  2. Nella fase di distribuzione, andrai a prelevare il capitale accumulato nel tempo. Anche in questa fase occorre prestare attenzione e seguire delle regole.

Come ti dicevo, nella fase di distribuzione, non potrai più limitarti ad avere investimenti a rischio zero e a rendimento reale zero come un tempo. Perché se prelevi costantemente ad esempio il 6% del tuo capitale ogni anno, senza rendimenti dopo circa 14 anni lo avrai esaurito. E con l’età media che si sta alzando, una durata di 16 anni non è sufficiente a garantirti una vecchiaia serena.

Al tempo stesso, non puoi usare investimenti troppo aggressivi e volatili, perché in caso di ribasso importante di questi investimenti rischi di non avere poi fondi a sufficienza per i prelievi.

Quindi come gestire la situazione?

Beh, l’argomento è così importante che farò un altro post interamente dedicato. Oggi, intanto, spero che avrai capito perché è importante costruire un capitale di riserva oltre alla normale pensione pubblica.

Inoltre, non perderti il mio corso gratuito in 7 email INVESTITORE SMART, che contiene informazioni utili per il tuo capitale sia durante la fase di accumulazione, sia durante quella di distribuzione.

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