Finanza Comportamentale

E’ opportuno usare una strategia contrarian per investire?

strategia contrarian per investire

Molto spesso gli investitori comprano quello che è “hot”, cioè di cui tutti parlano e che tutti vogliono comprare. Altri investitori, invece, adottano un approccio contrarian e cioè preferiscono investire in ciò che nessuno vuole.

Quale dei due approcci è il migliore e porta ai migliori risultati?

Oggi te lo spiegherò in questo articolo.

Perché adottare una strategia contrarian per investire!

Prima però è il caso di vedere in cosa consistono queste strategie.

La prima, cioè quella di comprare quello che sta salendo e che tutti comprano, è piuttosto semplice. Praticamente basta fare quello che fa la massa. Un po’ come comprare i titoli tecnologici nel 1999/2000. Facile, no?

Un po’ più complessa e meno immediata la strategia contrarian.

In cosa consiste questa strategia?

Immagina che un settore o una classe di investimento sia in calo continuo da due o tre anni. Dai precedenti massimi, l’indice che replica questo settore o classe di investimento ha perso il 60%. Sui giornali e sui siti internet tutti raccomandano di non investire più in quel settore.

Ecco, se uno ha coraggio per investire in una situazione del genere, allora sta adottando una strategia contrarian per investire.

Di casi come questo la storia ne è piena. Nei primi anni ’80, prima che il mercato azionario iniziasse un Mercato Toro di 20 anni, giravano articoli dal titolo: “L’Equity è morto!” o “La fine dell’azionario”.

Sul finire degli anni ’90, con la tecnologia che monopolizzava tutto, nessuno era interessato all’immobiliare. Beh, da fine anni ’90 a metà anni 2000 l’immobiliare invertì ed andò in bolla verso il 2006/2007. Una situazione abbastanza simile, solo qualche anno dopo, per l’oro. Anche il petrolio a fine anni ’90 era crollato a 20$ al barile e non attirava più l’attenzione di investitori ed imprenditori. Dopo poco tempo la situazione cambiò e nel 2008 ritrovammo l’oro nero a 140$ al barile. Più recentemente, l’azionario USA (e non solo) arrivò ai minimi nel 2009, livello da cui poi è più che triplicato.

Insomma, sembra che la strategia contrarian offra davvero dei bei rendimenti.

Ma queste sono veramente le strategie migliori per investire?

No, non lo sono ed ora ti spiegherò perché.

Perché adottare una strategia contrarian per investire non è la scelta migliore!

Innanzitutto, è ovvio che la prima strategia, cioè comprare quello che è di moda, è sbagliato. Anzi, è la tipica strategia del “parco buoi”. Si legge qualcosa su internet, si vede che un settore ha fatto +200 o +300% negli ultimi anni e si va a comprare. E’ molto probabile che dopo un po’ di tempo quell’investimento inizierà a scendere, se non addirittura a crollare.

Ma anche l’approccio contrarian non è un’ottima scelta se non ben gestito.

Infatti, come diceva l’economista J.M.Keynes: “Un investimento può restare sopravvalutato per molto più tempo di quanto tu puoi restare solvibile”. Che poi, girando la frittata, vuol dire anche che un investimento può scendere per molto più tempo di quanto tu puoi psicologicamente sopportare la perdita.

Quindi, shortare un investimento ritenuto sopravvalutato o comprare uno ritenuto sottovalutato può portare risultati tutt’altro che positivi. E, comunque, può essere difficile gestire la perdita.

Prendiamo ancora all’oro nel corso degli anni ’80 e ’90. Il metallo giallo fece un picco nel 1981 prima di iniziare una discesa di ben due decenni. Molti contrarian iniziarono a ritenere l’oro sottovalutato già da metà anni ’80. Erano soprattutto i catastrofisti a pensarlo, tra cui quelli che credevano che il nuovo sistema finanziario iniziato dal 1971, quando Nixon sganciò il valore del dollaro dall’oro, non fosse sostenibile e presto sarebbbe “esploso”. Beh, ci vollero più di 10 anni prima di vedere l’oro tornare a salire.

Tu saresti riuscito a reggere per più di 10 anni?

Strategia contrarian: sì, ma con degli accorgimenti

Nel nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento utilizzo personalmente delle analisi contrarian, ma poi quando si tratta di mettere in piedi delle strategie di investimento utilizzo sempre diversi accorgimenti.

Il primo è l’uso delle stop-loss. Se sbagli la tua scelta contrarian, con una stop-loss limiterai comunque i danni.

Paradossalmente, ti dico che è addirittura meglio usare la strategia del parco buoi ma con l’applicazione delle stop-loss, piuttosto che la strategia contrarian senza.

Infatti, se entri in un mercato in bolla magari non entri proprio nella fase finale e quindi riesci a cavalcare qualche mese di follia collettiva. La stop-loss, poi, potrà proteggere i tuoi profitti, a patto di usare una stop-loss dinamica.

Invece, con una strategia contrarian senza stop non hai protezione.

Un secondo accorgimento è quello di guardare sempre il trend. Quindi, ok l’approccio contrarian, ma attendere sempre che il mercato abbia preso atto della sottovalutazione di un investimento e abbia messo in piedi un’inversione di trend, almeno negli ultimi 2-3 mesi.

Quindi:

  1. Usare sempre stop-loss su investimenti che vengono da anni di ribassi
  2. Attendere sempre un’inversione del trend, almeno sul breve-medio termine

Con questi accorgimenti, anche la strategia contrarian per investire può portare a buoni risultati.

Buon investimento.

 

2 Comments
  • Educazione Finanziaria
    Ott 6,2017 at 10:45

    Buongiorno Alex. Questi accorgimenti sono sempre validi e, in generale, andrebbero applicati a tutti gli investimenti.

  • Alex
    Ott 6,2017 at 08:57

    Effettivamente anche l’approccio contrarian implica un risvolto psicologico, ovvero saper resistere dopo l’acquisto ad un mercato che scende.
    Una domanda.
    Si fa riferimento nel post anche all’andamento delle commodities (oro, petrolio) e degli immobili.
    Laddove però il mercato non è ciclico, come per esempio per il petrolio o per quei beni la cui domanda è anelastica o anticiclica, ritieni che siano comunque applicabili gli accorgimenti indicati per la strategia contrarian, oppure solo per andamento ciclici tipici dell’azionario?

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