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Tagliare le perdite in Borsa: quando è veramente necessario farlo!

tagliare le perdite in borsaTagliare le perdite in Borsa non è mai piaciuto a nessun investitore! E credo che tu, a meno che non sia un masochista, rientri a pieno titolo in questa categoria. Per fortuna vi sono alcuni casi in cui anche in presenza di una perdita non è necessario chiudere l’operazione! Se sei sbarcato su questo articolo e solo il pensiero di realizzare una perdita ti fa venire l’orticaria, allora mettiti comodo e leggi questo post! 

Tagliare le perdite: quando è necessario farlo!

Ogni strategia ha le sue regole! E pertanto non c’è un livello di perdita ideale per poter stabilire quando una operazione va chiusa in perdita senza se e senza ma!
Non per questo non possiamo trarre delle considerazioni generali importantissime e “salva capitale”! Un’operazione va chiusa ogni qual volta mette a rischio l’intero capitale! Generalmente una perdita del 20/30%, soprattutto se si investe sulle singole azioni, è già molto alta! Una soglia del genere non dovrebbe essere mai superata.
Chiaramente molto dipende anche dall’impostazione dell’intero portafoglio e dal peso che ha quello strumento all’intero del portafoglio stesso.
Importante anche è la struttura tecnica (l’andamento del grafico) e i fondamentali (dati di bilancio, business plan ecc. ecc.) dell’azione.

A volte è necessario tagliare le perdite già quando sono all’8%. Altre volte, invece, sulla base di considerazioni più ampie, e sempre in coerenza con la strategia adottata, è possibile mantenere aperte delle posizioni e gestire perdite più cospicue.
Ad esempio, se l’azione è scesa di molto, ma comunque ci sono le condizioni per nuovi ingressi, non ha senso tagliare le perdite. In teoria dovresti chiuderla per poi acquistare a prezzi più bassi. Dal punto di vista matematico non cambierebbe nulla. Potrebbe, invece, aver senso aumentare l’esposizione su quel titolo acquistando a prezzi più bassi.
“Mediare” il prezzo d’acquisto è un’attività molto rischiosa e andrebbe fatta solamente se la strategia ce lo consente e non per cercare di recuperare la perdita di prima! Ricordalo sempre!

Resta, però, sempre valido il messaggio di fondo: più alta è la perdita che sta registrando la nostra azione più alto è il rischio di compromissione dell’intero capitale.

Tagliare le perdite: quando non è necessario farlo!

La gestione delle operazioni in perdita è un aspetto molto delicato quando si opera su singole azioni o su strumenti finanziari che operano in mercati/settori di nicchia/specifici!
Oltre alle singole azioni, è, infatti, importante gestire le perdite quando si investe, ad esempio, in etf settoriali! Gli etf settoriali presentano una maggiore volatilità rispetto agli etf azionari “generici”.

Gli etf settoriali quando vanno bene, generalmente, danno più soddisfazione perché registrano degli incrementi maggiori di un comune etf azionario!
Il rovescio della medaglia è, invece, il rischio che possano invertire la rotta con decisione e per lunghi periodi di tempo!
Un esempio, potrebbe essere l’etf energetici. Per tantissimi anni hanno registrato un trend laterale/ribassista. Chi avesse investito su tale settore, senza gestire la perdita, avrebbe sicuramente registrato una perdita significativa.
In questi casi, si rende necessaria la dolorosa scelta di chiudere in perdita!

Discorso diverso, invece, quando si sceglie di investire su etf ad ampio “spettro d’azione”! L’esempio tipico è l‘etf azionario internazionale!

In questo caso, anche se il mercato dovesse registrare delle forti perdite, anche superiori al 20% potrebbe aver senso non tagliare le perdite.
Anzi, se si dispone di capitale è possibile aumentare pure l’esposizione! Soprattutto quando si verificano dei crolli forti in pochissimo tempo!
Gli operatori di mercato, sono irrazionali e spesso rispondono in maniera eccessiva alle notizie. Soprattutto alle brutte!
E’ molto probabile, quindi, che si registrino dei tracolli eccessivi, che almeno in parte potrebbero essere recuperati già nel breve termine.

Se odi tagliare le perdite, potrebbe essere utile investire anche in etf per aree geografiche. Ad esempio, un etf USA, piuttosto che un etf Europa. Anche se in questi casi, il rischio potrebbe essere sicuramente maggiore.
Ad esempio, negli ultimi 10 anni, mentre il mercato azionario USA ha registrato una forte crescita, il mercato Europeo non ha mai recuperato i massimi raggiunti nel lontano 2000!
Anche i mercati emergenti e asiatici offrono belle soddisfazioni quando intraprendono trend positivi. Ma all’improvviso possono virare verso il basso e restarci per un bel pò di tempo!

Cosa fare se non ami chiudere le operazioni in perdita

Se proprio non ti piace chiudere in perdita e quando lo fai ti viene il “fuoco di Sant’Antonio“, allora ti conviene investire in strumenti che coprono mercati più ampi possibili! Man mano che concentri i tuoi investimenti in settori/mercati specifici, il rischio di dover prendere la decisione tagliare le perdite aumenta progressivamente!
Prima di chiudere questo articolo è necessario però che ti faccia presente che chiudere le operazioni in perdita non è drammatico come pensi! Si tratta più che altro di un blocco psicologico più che di un problema matematico!
Stanco di essere gestito i tuoi capitali dalle banche? Voi prendere in mano il tuo capitale per ridagli la dignità che si merita?
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Buon investimento!

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