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Strategia buy and hold: è il miglior modo per investire?

strategia buy and hold

“Nel lungo termine, le azioni battono le obbligazioni e sono l’investimento migliore”.

“Nel tuo portafoglio, sia quello di investimento e sia quello pensionistico, le azioni non possono mancare, pena la perdita delle opportunità fornite dalla crescita mondiale”.

“Compra oggi l’intero indice e tienilo per venti o trenta anni. Lo stock picking e il market timing hanno un impatto del tutto marginale sul rendimento”.

Questi sono tre tra i tanti argomenti che portano ad una conclusione: il modo migliore per investire è la strategia buy and hold sull’intero indice azionario.

Dal 1980 ad oggi, negli USA innanzitutto e anche in Europa, questa è stata effettivamente la strategia migliore.

Ma è scontato che sarà sempre così?

Strategia buy and hold: le condizioni di partenza.

Tornando al 1982, i tassi erano sopra il 10% ed iniziava la fase discendente. Nel 2000 i tassi erano vicini all’1-2% e tendenzialmente in salita. La situazione oggi non è ancora cambiata.

Questo fa un’enorme differenza. Il mercato monetario condiziona in maniera decisiva quello azionario.

Nel 1982 i prezzi petroliferi erano ai massimi e si avviavano a scendere. L’esatto contrario accadeva nel 2000. Oggi la situazione non è cambiata.

Nel 1982 il Dow Jones quotava un multiplo ad una cifra, nel 2000 era sopra 30. Oggi molte cose sono cambiate, ma è ancora vicino a 16-17.

Nel 1982 l’investimento tramite titoli indicizzati era agli albori (in Italia praticamente sconosciuto), oggi c’è un’intera generazione di baby-boomers in America che ha affidato la sua futura pensione a fondi indicizzati ed ETF.

Quindi questa è la mia domanda: come puoi pensare di affrontare una determinata situazione con una strategia e soprattutto una scelta pratica ed operativa che ha funzionato bene quando le condizioni erano esattamente l’opposto?

Nessuno stratega militare lo farebbe. Nessun manager d’impresa lo farebbe. Perché dovrebbe farlo un investitore?

La strategia buy and hold su varie classi di investimento.

Ora lasciami spiegare: comprare un investimento e tenerlo per un periodo di tempo lungo resta ancora una buona strategia. Insomma, il buy & hold non è da accantonare.

E investire tramite ETF è ancora la migliore scelta per un investitore retail.

Ma decidere in che mercato essere e quando fa una grande differenza.

Un investitore avrebbe potuto usare nel 1970 i suoi 1.000$ per comprare 27,78 once d’oro a 36$ ciascuna. Nel 1980 avrebbe potuto vendere queste 27,78 once a 615$ (sono stato onesto, non ho scelto il picco di 850$ del 1981) e realizzare 17.084$.

A quel punto, i sui 17.084$ potevano essere investiti in un indice avente il Giappone come sottostante. Per la precisione, avrebbe potuto comprare 2,85 volte l’indice, che nel 1980 quotava 5994 punti. A fine decennio, con il Nikkei a 38916 punti, poteva vendere le sue 2,85 quote realizzando 110910$.

Nel 1990 era il momento di comprare 42,89 quote del Dow Jones, che quotava allora 2586 punti. Alla fine del decennio, nel 2000, il Dow Jones raggiunse 11041 punti e i 110910$ del nostro accorto investitore sarebbero diventati 473548$.

Questo è un rendimento del 22,53%, un rendimento alla “Warren Buffet”, realizzato in trent’anni con tre sole scelte.

Se avessi tenuto solo l’oro per trent’anni, nel 2000 avresti realizzato solo il 6,7%.

Ora è vero che nel 1970 non c’erano ETF/ETC sull’oro, ETF giapponesi, ecc… Ma oggi ci sono, quindi non ci sono limiti alle scelte d’investimento.

In ogni periodo ci sono investimenti diversi che hanno semplicemente più opportunità di crescere rispetto alla media e altri che ne hanno meno. Quelle del primo tipo sono gli investimenti a cui devi guardare.

Buy & hold e permanent portfolio: come migliorare la strategia buy and hold.

Naturalmente, non è facile individuare in anticipo quali saranno i migliori investimenti del futuro.

Questo però può essere risolto in parte adottando il concetto di permanent porfolio.

Secondo il permanent portfolio, il capitale viene diviso in quattro parti: azioni, obbligazioni, oro e liquidità. Investendo in queste componenti e ribilanciando ogni anno, si compreranno parzialmente gli investimenti man mano che questi scendono e si venderanno parzialmente man mano che essi salgono.

In questo modo, con poco sforzo, avremo sempr eun’esposizione sui diversi mercati. Li compreremo quando i prezzi scendono, li venderemo quando saliranno. Ma ne compreremo e venderemo sempre in piccola parte.

Naturalmente con questa strategia non riusciremo ad avere quel rendimento del 22% di cui parlavo prma. Ma nel lungo termine avremo comunque un buon rendimento e, soprattutto, una volatilità ridotta. Questo perché i vari investimenti, in termini di performance, tenderanno a bilanciarsi tra loro.

Se l’idea di essere investito nei mercati migliori in modo dinamico o se ti piace la strategia del permanent portfolio, allora puoi provare il nostro servizio Trend e Strategie di Investimento. Tramite ETF, ti aiutiamo ad essere investito nei mercati migliori e usiamo le migliori strategie per ottimizzare il tuo portafoglio, tra cui anche una simile al permanent portfolio.

Buon investimento.

 

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