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Perché la gente continua a perdere soldi in Borsa

perdere soldi in Borsa

Perdere soldi in Borsa non è sicuramente un’esperienza piacevole. Eppure è una cosa che succede a molte persone.

Il motivo?

Semplice, perché la Borsa viene affrontata senza adeguata preparazione e conoscenza.

E quando dico questo non parlo solo di conoscenze e competenze tecniche. Certo, queste sono cose importanti, ma in realtà il vero problema è l’aspetto psicologico.

Oggi ti illustrerò quali sono i principali problemi che portanto gli investitori a perdere soldi in Borsa.

Ti anticipo subito che il principale problema psicologico è legato al drawdown del proprio portafoglio.

Fare soldi in Borsa è più facile di quanto si pensi

L’indice S&P500, l’indice di riferimento del mercato azionario americano, è stato calcolato a partire dal 1926. Allora era composto da sole 90 azioni.

Nel 1926 l’indice quotava (con i dovuti aggiustamenti) circa 17 punti, mentre oggi siamo a 2.541 punti, oltre i dividendi.

Complessivamente, il rendimento medio annuo è stato del 9,80% e nel 75% degli anni l’indice ha chiuso in positivo. Per la precisione, su 94 anni solo 25 si sono chiusi in rosso, mentre ben 69 sono stati positivi.

Con questi numeri si può pensare che perdere soldi in Borsa sia piuttosto difficile.

Invece succede l’esatto contrario. La maggior parte degli investitori non solo non riesce a battere il mercato e fare soldi in Borsa, non solo non riescono a guadagnare in Borsa anche poche migliaia di euro, ma finiscono proprio con il perdere soldi in Borsa. Spesso anche tutto.

Questo ha a che fare con l’aspetto emotivo.

Perdere soldi in Borsa dipende dall’emotività

I numeri che ti ho indicato in precedenza sull’S&P500, molto positivi per la verità, hanno un problema.

Questo problema è che non arrivano in modo lineare e stabile anno dopo anno. Anzi, sono frutto di oscillazioni a volte davvero molto sostenute.

Basti solo pensare cosa è successo quest’anno, quando in meno di un mese l’indice ha perso il 30%.

Queste forti oscillazioni generano molta instabilità nell’investitore.

Posso dirlo con ragionevole certezza, perché ormai opero in questo settore da 20 anni e scrivo questo blog da oltre 15. Centinaia, persino migliaia di abbonati che ho avuto in questi anni, mi hanno dato una certa esperienza in proposito.

Una parte di queste persone quando arrivano discese importanti reagiscono dicendo: “Basta, vendo tutto!”

Poi, quando i mercati salgono da diversi mesi o addirittura anni, vogliono comprare per partecipare alla festa. Magari vedendo qualche suo amico finanziariamente più preparato che sta guadagnando vuole avere gli stessi risultati

Così facendo, quello che si verifica è che si vende quando i prezzi sono bassi e si compra quando i prezzi sono alti.

Cioè il contrario di quanto si dovrebbe fare.

Perdere soldi in Borsa dipende da una mancanza di strategia

Se la parte emotiva gioca un ruolo determinante, altrettanto importante è la parte strategica.

Sempre tornando alle diverse domande che mi arrivano, tra le più gettonate ci sono:

  • Siamo scesi, è il momento di comprare?
  • Siamo saliti, è il momento di vendere?
  • Il governo o la FED ha annunciato questo e quello, può essere il momento di investire?
  • Che ne pensa del titolo X o del titolo Y? E’ uscita una news interessante!

La maggior parte, come puoi vedere, si concentra su “è il momento di…”. Quindi sul market timing.

Ma il market timing, lo dimostrano diversi studi, è una delle cose meno importanti. Primo perché nel lungo periodo il rendimento del mercato tende ad assorbire un eventuale errore di timing. Secondo, perché è sostanzialmente impossibile azzeccare con costanza il timing.

L’altro aspetto è la selezione titoli. Comprare questo e quel titolo. Questo aspetto diciamo che è più importante del market timing. Investire nei titoli giusti può, effettivamente, fare una certa differenza.

Ma anche qui, non si ragiona in modo strategico. La selezione avviene sulla base di news e rumors. I titoli individuati raramente sono titoli di qualità.

In realtà, per fare soldi con la Borsa occorre ragionare in modo strategico.

Per prima cosa occorre definire l’asset allocation. L’asset allocation è la cosa più importante nel determinare il tuo rendimento.

Devi quindi per prima cosa definire quante azioni, obbligazioni, liquidità e investimenti alternativi (oro e real estate) detenere. Queste scelte determineranno con una buona approssimazione il rendimento atteso futuro. Ma anche il tuo profilo di rischio.

E più il profilo di rischio derivante dall’asset allocation scelta si avvicina con la tua reale propensione al rischio, minore sarà il peso dell’emotività di cui parlavo prima.

Questo è il primo aspetto strategico da definire.

Il secondo è quello di prendere scelte adeguate per quanto riguarda la diversificazione.

Il tuo portafoglio deve avere adeguata esposizione sia a diversi settori, sia ad aziende che operano su mercati geografici diversi.

Basta perdere soldi in Borsa! Fai la scelta giusta.

Smetti quindi di perdere soldi in Borsa!

Non farti prendere dall’emotività, non concentrarti su cose sbagliate.

Asset allocation, diversificazione e poi la giusta selezione dei titoli sono le scelte più importanti per il tuo portafoglio.

Se vuoi scoprire un buon punto di partenza, iscriviti subito al nostro corso gratuito via email INVESTITORE SMART.

Buon investimento.

2 pensieri riguardo “Perché la gente continua a perdere soldi in Borsa

  • 1 aprile 2020 in 18:31
    Permalink

    Brian Levit di Invesco mette in fila alcuni dati statistici per dimostrare, sostanzialmente, che all’investitore di lungo periodo il buy and hold, l’attendere che passi la tempesta, conviene.

    Levit prende tre intestitori tipo alle prese con la crisi del 2008/2009. Il primo rimane fermo con la sua asset allocation durante tutta la crisi. Il secondo esce dal mercato azionario nell’ottobre del 2008 e rientra dodici mesi dopo. Il terzo vende sul panico nel 2008 ed attende notizie positive, rientrando solo nel 2010.

    Chi avrà guadagnato di più? La risposta delle serie storiche è evidente, scrive Levit. A fine 2019, ipotizzando un investimento iniziale di 100 mila dollari, il primo investitore si sarebbe ritrovato 176mila dollari in più. Il secondo 44 mila dollari meno del primo ed il terzo, a dieci anni di distanza, non sarebbe ancora riuscito a recuperare il capitale iniziale.

  • 2 aprile 2020 in 11:00
    Permalink

    Esatto Ermanno. Conclusioni abbastanza prevedibili (anche se mi sarei aspettato meno differenza con il secondo investitore).

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