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Il maestro dei traders si esprime sul money management

money management

Quelli di voi che sono dei trader “purosangue” (e io so che ci sono perchè ricevo mail da loro), probabilmente conosceranno John Murphy, autore del libro “analisi tecnica dei mercati finanziari“.

Non credo di esagerare se dico che questo testo è una sorta di “vademecum” o bibbia per tutti coloro che si avvicinano, conoscono o sono esperti di analisi tecnica.

Il grande successo di pubblico lo dimostra. Sebbene questo libro spenda, giustamente, una gran mole di pagine all’analisi del trend, delle figure tecniche, degli oscillatori e dei segnali tecnici, credo che una delle parti più importanti, a mio avviso la più importante, sia al capitolo 16, dal titolo: “Money Management and Trading Tactics”.

Oggi approfondiremo proprio l’aspetto del money management, che è indubbiamente uno degli aspetti più importanti non solo per i trader, ma anche per gli investitori.

Perché il money management è così importante

All’inizio el capitolo 16 del suo libro, Murphy scrive:

“Dopo anni trascorsi nel dipartimento ricerche di una società di broker, feci l’inevitabile passaggio al settore della gestione di fondi. In questo nuovo incarico, scoprii brevemente la grande importanza del “money management” (tecniche di gestione del portafoglio). In breve tempo capii la differenza tra implementare strategie di trading per gli altri ed implementarle per me stesso.

Mentre i modi di fare analisi tecnica dei mercati finanziari e determinare i punti di entrata ed uscita erano rimasti gli stessi, restai sorpreso nel vedere quanto influenzavano i risultati cose del tipo dimensionamento dei singoli investimenti o mix di portafoglio scelto”.

Quello che Murphy realizzò era l’importanza di elementi che vanno oltre il semplice determinare cosa comprare e quando.

Nel capitolo il trader va avanti, elencando quattro aspetti che ogni operatore dovrebbe tenere in considerazione.

Vedremo che non sono molto diversi da quello che ho sempre scritto quì e che operativamente implementiamo in Trend e Strategie di Investimento.

Money management trading, quattro punti da tenere fortemente in considerazione

1 – I fondi investiti non dovrebbero superare il 50% del capital e totale. Il resto dovrebbe restare depositato in titoli a breve scadenza (liquidità). Questo suggerimento altro non è che raccomandare di seguire una determinata asset allocation. Murphy si rivolge ad un pubblico abituato ad operare con futures e strumenti con leva, per questo l’entità del cash è così alta.

Chi opera semplicemente in azioni non ha bisogno di tenere così tanta liquidità. Tuttavia, un’adeguata porzione di cash ed obbligazioni non deve mai mancare. Questa componente “rallenta” la performance complessiva quando i mercati azionari corrono, ma offre stabilità e protegge in fase di discesa. In pratica, si riesce a stabilizzare il portafoglio rendendolo meno soggetto agli andamenti mercati finanziari.

2 – Ogni titolo non dovrebbe superare il 10-15% del portafoglio.
Questo significa che bisogna sempre tenere un certo quantitativo di titoli e non concentrarsi solo su due o tre.

Io personalmente raccomando persino di meno, non oltre il 5-10% su ogni singolo titolo. A meno che non sia un ETF ben diversificato come quelli su MSCI World, S&P500, MSCI Europe, ecc…

3 – Su un singolo titolo non rischiare oltre il 5% del totale portafoglio. Se un titolo rappresenta il 10% del tuo portafoglio, questo significa mettere una stop-loss del 50% o inferiore.

Anche in questo caso io suggerisco meno. Ad esempio, in Crescita e Rendimento la stop-loss è del 25%, che combinata ad un peso dei singoli titoli mai superiore al 10%, porta il rischio non oltre il 2,5%.

4 – Ogni singolo settore non dovrebbe pesare oltre il 20-25%. Questo è il principio di diversificazione tra settori. Comprare 10 titoli energetici non significa fare diversificazione.

Murphy poi va oltre elencando altri aspetti del money management, molti dei quali (ma non tutti) mi trovano daccordo.

La lezione è che i traders più bravi, persino il maestro dei traders, sentono la necessità di impostare una politica di portafoglio che li guidi nella gestione delle singole operazioni che possono anche essere di brevissimo periodo.

Buon investimento.

 

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