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Il day trading non e’ il modo di operare

Gestendo un sito di finanza, mi arrivano spesso domande
circa il possibile andamento di questo o quel titolo, ETF o
investimento soprattutto riguardo al breve termine.

Pur cercando di dare sempre una risposta, cerco anche
continuamente di sottolineare come prevedere l’andamento
dei vari investimenti nel breve termine in primo luogo non
e’ assolutamente facile e, comunque, dato l’elevato grado
di errore non porta a nulla a livello di rendimento complessivo
del portafoglio.

Il day-trading non è affatto il modo di operare.

Una ricerca fatta recentemente sui trader americani ed asiatici
sembrano confermare questa cosa.

Circa l’82% dei trader più attivi perdono denaro. Del residuo 18%,
poi, solo pochi riescono a battere un normale Buy and Hold.
Mediamente, i trader poco attivi con un turnover medio solo
del 2% l’anno (quindi praticamente degli operatori buy and hold)
ottengono un rendimento superiore del 50% rispetto agli operatori
con turnover medio del 258% l’anno.

Alcuni dei perdenti, in realtà, riuscivano a portare a casa un
rendimento positivo, ma poi commissioni, spread e tasse mangiavano
totalmente il rendimento portandolo in negativo. Questi tre elementi
sono un vero e proprio handicap per i day-trader.

Il risultato della ricerca sembra abbastanza eloquente. Fare day-trading
non è il modo di operare. Questo è il sunto della ricerca originale:
http://wallstreetwarzone.com/the-more-you-trade-the-less-you-earn/

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