Comprare ai minimi e vendere ai massimi: è davvero possibile?

comprare ai massimi e vendere ai inimi

Con i mercati che stanno avendo qualche debolezza dopo un lungo periodo di rialzo, qualche investitore sta iniziando a preoccuparsi.

Tutti gli investitori vorrebbero uscire prima di un ribasso, ma al tempo stesso partecipare ai rialzi. Tradotto, tutti vorrebbero comprare ai minimi e vendere ai massimi.

Il problema è che, di fatto, non è possibile farlo in modo consistente.

Vediamo la questione più in dettaglio.

Perché comprare ai minimi e vendere ai massimi è il sogno di tutti!

Dal 1950 ad oggi, un investimento sull’S&P500 avrebbe trasformato un dollaro in 160$, con un rendimento del 9% esclusi i dividendi.

Tuttavia, se durante i grandi cicli si fosse sempre comprato ai minimi e venduto ai massimi, lo stesso dollaro sarebbe diventato ben 1.512$. Un valore quasi 9 volte superiore.

Le operazioni sarebbero state queste:

Acquisto nel 1950
Vendita nel 1972
Acquisto ai minimi del 1974
Vendita ai massimi del 1987
Riacquisto ai minimi dello stesso anno 1987
Vendita ai massimi del 2002
Acquisto ai minimi del 2003
Vendita ai massimi del 2007
Acquisto ai minimi del 2009 e tenuta fino ad oggi.

Come puoi vedere, la differenza è notevole. Il problema è che non è realistica.

Nessuno riesce a comprare ai minimi e vendere ai massimi

E’ possibile comprare ai minimi è vendere ai massimi? La mia risposta è un categorico no!

Questo, infatti, è il business dei trader. Le statistiche dicono che solo una percentuale minima dei trader riesce a guadagnare. Una percentuale ancora più ridotta riesce a battere il mercato.

Warren Buffett, il più grande investitore di tutti i tempi, qualche volta ha comprato ai minimi. Tuttavia, raramente ha venduto ai massimi visto che molti suoi titoli sono in portafoglio da decenni. Ad esempio, Coca Cola è stata comprata per l’ultima volta da Buffett nel 1987 e da allora è stata sempre in portafoglio. Anche durante i ribassi del 2000-2002 e in quello del 2008.

Lo stesso vale anche per molti altri grandi investitori del passato.

Torniamo però un attimo ai trader. Ti ho detto che solo pochi riescono a guadagnare, giusto?

Bene, i pochi che guadagnano seguono per lo più un sistema di trend following. E il trend following prevede di non anticipare il mercato, quindi non comprare ai minimi e non vendere ai massimi.

Questo perché, correttamente, i sistemi di trend following presuppongono che sia impossibile identificare a priori massimi e minimi.

Col senno di poi, massimi e minimi sono facili da identificare. Il problema è che prima che siano evidenti difficilmente qualcuno riesce ad identificarli.

Comprare ai minimi e vendere ai massimi: quale alternativa?

Il Bull Market iniziato nove anni fa è cresciuto nello scetticismo. Molto di più rispetto ai Mercati Toro degli anni precedenti. In questi nove anni, centinaia di commentatori hanno più volte “chiamato” la fine del rialzo e l’inizio di una nuova fase ribassista, magari devastante.

Non sto nemmeno a dirti quale danno il tuo portafoglio avrebbe subito se avessi seguito questi consigli.

Al contrario, chi ha seguito il mercato ha avuto ottimi profitti.

Il mio suggerimento, quindi, è di non stare troppo a sentire chi dice che siamo sui massimi o chi dice che siamo sui minimi.

La cosa migliore è invece definire fin dall’inizio una buona asset allocation coerente con il tuo profilo di rischio. Questa allocazione rappresenta la parte “core” del tuo portafoglio. Poi, sulla base di indicatori di trend following di lungo termine, puoi aumentare o ridurre singole componenti.

Questa è anche la strategia che usiamo in Trend e Strategie di Investimento. Senza pretendere di prevedere il mercato, con questo sistema in questi anni i risultati sono stati molto buoni.

Buon investimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.