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Investire e’ piu’ che sceglie se comprare questa o quell’azione

Come “titolare” di questo blog finanziario, mi arrivano continuamente
e-mail con domande circa le potenzialita’ di questo o quel titolo, di un
particolare settore o valuta.

Sebbene generalmente non mi tiro indietro nel dare un parere
(che pero’ non e’ mai un consiglio di investimento, bensi’, appunto,
solo un parere), voglio approfittare di questo post per chiarire
un concetto: “In linea generale, nessun consiglio, nessun parere,
nessun “suggerimento caldo” finira’ con l’arricchire chi lo chiede
“.

Investire e’ molto di piu’ che scegliere quale azione comprare
o quale settore e’ da preferire.

Il punto fondamentale su cui ogni investitore si deve concentrare
e’ come ripartire il proprio capitale tra diverse classi di investimento.

Quante azioni e obbligazioni si hanno in portafoglio, quanti mercati
emergenti e maturi, quanto oro e commodity, quanta parte del
portafoglio e’ legata all’euro e quanta a valute estere, sono elementi
molto piu’ importanti che non selezionare questo o quel titolo, questo
o quel settore, oppure di provare ad indovinare la performance
delle varie classi di investimento.

Solo dopo aver definito come allocare il capitale si puo’ passare
alla selezione titoli. La propria asset allocation determina un buon
70-80% del risultato complessivo realizzato dal proprio portafoglio,
pertanto e’ a questa scelta che l’investitore la maggior parte del tempo.

Come detto, una volta definita la propria allocazione si puo’ passare,
eventualmente, alla selezione titoli.

Su questo aspetto, non posso impedire a nessuno, ovviamente, di
provare a battere il mercato tramite la scelta dei titoli e dei settori
migliori.

Tuttavia, esistono statistiche molto consolidate che mostrano che in
un arco temporale molto lungo, diciamo 10 anni, una percentuale
veramente risibile di fondi gestiti battono il mercato. Con gli hedge
fund va un po’ meglio, ma anche qui la maggior parte sottoperforma
il mercato.

Se i professionisti della gestione, che pur con tutti i limiti dell’indistria
finanziaria hanno comunque accesso a strumenti, dati e informazioni
che non tutti i piccoli investitori hanno, non riescono a far meglio del
mercato, e’ difficile che possano riuscirci la maggior parte degli
investitori “fai da te”.

Per questo, la mia personale idea e’ che la maggior parte degli investitori
dovrebbero 1 – definire la propria asset allocation e 2 – usare prodotti
passivi e poco costosi come gli ETF per investire sulle classi di
investimento scelte.

L’aspetto interessante e’ che usando questi due accorgimenti gli investitori
non finiscono affatto per doversi accontentare di rendimenti inferiori rispetto
a quelli ottenuti dal risparmio gestito, ma riescono a fare molto meglio
di questo e persino meglio del mercato.

Una prova di questo e’, ad esempio, il nostro Lazy Portfolio all’interno
del servizio premium Trend e Strategie di Investimento. Con una sola
movimentazione annuale, la concentrazione sull’asset allocation e l’uso
di strumenti passivi come gli ETF, questo portafoglio è in crescita del 7,79%
dal settembre 2008 ad oggi, mentre l’indice europeo DJ Eurostoxx50 nello
stesso periodo sta perdendo il 10,92% (praticamente un distacco di oltre
18 punti percentuali in meno di due anni). E anche in questo 2010, il Lazy
Portfolio guadagna il 4,19% contro il -8,76% dell’indice europeo (13 punti
di distacco in cinque mesi).

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