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Asset allocation tattica, cosa cambia se sale l’inflazione?

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Le aspettative di inflazione sono costantemente aumentate nell’ultimo anno e sono ora al di sopra del livello pre-pandemia.

Anche i dati che arrivano dagli USA mostrano dei consuntivi ben oltre le stime precedenti.

Ciò ha portato ad una vivace discussione sull’impatto che l’aumento dell’inflazione, i rendimenti obbligazionari e il recente sell-off in alcune società di alto profilo e in rapida crescita potrebbero avere sui mercati finanziari. E, di riflesso, sull’asset allocation tattica, cioè quella di breve/medio periodo che viene implementata proprio in reazione ai cambiamenti sui mercati finanziari.

Inflazione in aumento, obbligazioni e asset allocation tattica

Non sorprende che l’inflazione sia più alta nel 2021 di quanto non sia stata negli ultimi anni.

La produzione in molti comparti è rallentata a causa della pandemia. Non solo, ma sul fronte delle materie prime e del petrolio, i bassi prezzi del 2020 hanno congelato gli investimenti. Quindi ora, con la domanda in crescita, la produzione stenta a soddisfarla.

Senza considerare, poi, lo shortage dei microchip, che sta condizionando ulteriormente i prezzi internazionali.

La domanda chiave che gli investitori devono porsi è se questa inflazione possa persistere.

Senza dubbio in questo momento i responsabili politici non hanno grandi preoccupazioni sull’inflazione. Di fatto, prezzi moderatamente in crescita per ridurre il valore reale degli accresciuti debiti pubblici sono persino auspicati.

In tale contesto, gli investitori dovrebbero abituarsi a tassi di inflazione maggiori.

Ma il problema vero sono le obbligazioni.

Poiché i rendimenti sono diminuiti negli ultimi anni, la durata delle obbligazioni di alta qualità è aumentata. Di fatto, gli emittenti hanno aprofittato per emettere titoli di durata decennale, trentennale e persino oltre. Questo, con l’obiettivo di trarre massimo profitto dal contenimento dei costi del debito.

Il risultato è che è aumentata la percentuale di obbligazioni particolarmente sensibili alle variazioni dei rendimenti.

Tutto il comparto obbligazionario è quindi più esposto all’aumento dei tassi. E questo pone un serio problema anche agli investitori, che potrebbero trovare necessario adeguare la loro asset allocation tattica.

Asset allocation tattica in un contesto nuovo

Finora i semplici portafogli cross-asset, come quelli che utilizzano un’allocazione 60-40 tra azioni e obbligazioni (e viceversa), sono stati particolarmente efficienti.

Questo perché queste classi di attività hanno avuto una correlazione negativa negli ultimi decenni. Quando le azioni hanno sofferto, le obbligazioni hanno registrato un rally e viceversa.

In questo modo, correzioni anche forti sull’azionario (più frequenti) sono state in buona parte compensate dai rally obbligazionari.

Le cose potrebbero però cambiare, perché se l’inflazione aumenta fortemente è meno probabile che ciò accada.

A livelli moderati di inflazione, le obbligazioni verrebbero vendute, ma le azioni sarebbero più resistenti grazie all’aumento degli utili.

Ma a livelli di inflazione più elevati, sia le azioni che le obbligazioni soffrirebbero della prospettiva di aumenti dei tassi di interesse.

Le alte valutazioni pongono però problemi ulteriori. Infatti:

  1. da un lato, se l’inflazione sarà bassa potrebbero esserci dei problemi, perché gli azionari sono già alti e con inflazione elevata non basterà avere buoni utili, ma dovrebbero essere molto elevati per soddisfare le attese.
  2. Dall’altro lato, se vi fosse un’inflazione troppo elevata è chiaro che bisognerebbe intervenire con l’aumento dei tassi di interesse. Cosa che farebbe inevitabilmente scendere le obbligazioni e anche le azioni, in quanto si avrebbero maggiori tassi su alternative più sicure come i titoli a reddito fisso.

Un problema non da poco per le classiche asset allocation azioni/obbligazioni.

Più dinamicità per l’asset allocation tattica

Non c’è dubbio, quindi, che questo nuovo scenario vada affrontato con un’asset allocation tattica più dinamica.

Non solo i classici portafogli azioni/obbligazioni tradizionali. Nelle obbligazioni, ad esempio, occorrerà iniziare a selezionare anche titoli inflation linked e/o titoli a tasso variabile e a breve termine.

Allo stesso tempo, diventerà più importante avere una quota di oro e asset reali.

Nulla di sconvolgente, insomma, ma certamente le cose potrebbero essere un po’ più complicate del recente passato.

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Buon investimento.

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