Una crisi diversa dalle altre - EF Report 232
Posted on Febbraio 12, 2008
Filed Under Economia globale, Bolle speculative, Crisi Subprime, Banche Centrali
Nel corso della storia recente, abbiamo avuto diverse crisi
sistemiche.
Possiamo ricordare la crisi asiatica del 1997, il fallimento del
fondo LTCM sempre sul finire degli anni ‘90 e poi il rischio
default della Russia, quello poi avvenuto dell’Argentina e poi la crisi
più importante degli ultimi anni, quella del crollo delle Borse legate
allo scoppio della bolla tecnologica e degli eventi dell’11 settembre.
Ma questa crisi che stiamo vivendo oggi è senza dubbio più
grave e soprattutto diversa.
Osservando le precedenti crisi, possiamo vedere che esse
erano sostanzialmente confinate in una specifica area
geografica o in specifici settori dell’economia o addirittura
riguardavano specifici operatori.
Il fallimento del fondo LTCM riguardava, appunto, un fondo, le
crisi di Russia ed Argentina singoli paesi, quella asiatica un’area
geografica.
Persino la crisi del 2000, che forse è quella che si è diffusa
maggiormente, prese piede soprattutto dalla febbre riguardante
il settore tecnologico. Fu comunque capace di produrre una
recessione (comunque breve), ma alla fine fu superata nel giro
di poco tempo.
Quasi tutte queste crisi si estesero dal’area in cui erano nate
versoaltre aree dell’economia e del sistema finanziario. Le banche
centrali iniettarono liquidità per evitare un’estensione eccessiva
e sono state piuttosto efficaci in questo (al prezzo, però, della
creazione di bolle speculative ed eccessi di liquidità) e poi il
mercato fece il resto.
Il fondo LTCM, appunto, fallì. L’Argentina anche. La Russia si
è salvata grazie alla crescita dei prezzi delle commodity e la
bolla internet ha visto il fallimento di moltissime società anche di
grandi dimensioni, trasformando l’euforia in scetticismo.
Questa crisi, invece, è diversa.
In primo luogo, essa non è circoscritta, ma si è generata da eccessi
sia sul settore immobiliare che su quello bancario e finanziario.
Poiché poi immobili e debiti sono stati usati per acquisire liquidità
(tramite il continuo “rifinanziamento”) a sua volta destinata ai consumi,
anche gli altri settori sono stati interessati fin dal momento della
nascita della crisi. In altri termini, gli eccessi si sono estesi fin
da subito agli altri settori dell’economia, per questo il tentativo
di evitare la propagazione della crisi arriva ormai in ritardo.
L’espansione della liquidità questa volta difficilmente può
evitare il “contagio”, perché esso è già presente. E sarà molto
difficile che i governi lascieranno le banche semplicemente fallire,
soprattutto quando parliamo di istituti di maggiore dimensione.
Di conseguenza, questa volta per il mercato sarà più difficile
fare il suo corso. Anche perché le ripercussioni sarebbero
ben più gravi di quelle delle altre crisi.
Quesa crisi è più grave e fino a che non vedremo chiari segni di
inversione (i mercati azionari anticiperanno, come sempre, che la
crisi è finita), è assolutamente necessario restare prudenti con
investimenti in cash, oro e preziosi, oltre ad altri investimenti
alternativi che si caratterizzano per stabilità e sicurezza.
Per molti di noi, questa potrebbe essere la crisi più grave
che abbiamo vissuto direttamente sulla nostra pelle.
Onestamente, io non sono tra coloro che prevedono
l’Armageddon economico e/o finanziario, ma è comunque
opportuno restare vigili e prudenti.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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