Un secondo “riparo” in questa crisi europea
La scorsa settimana ho scritto di un “porto sicuro” durante
questa tempesta finanziaria che nelle ultime settimane ha
investito le Borse, soprattutto quelle dell’area euro, a causa
della crisi della Grecia.
Questo porto sicuro è l’oro, che denominato in euro sta
registrando continui rialzi.
Oggi vediamo un altro riparo contro questa tempesta. Preferisco
chiamarlo riparo anzichè “porto sicuro” perché a mio avviso
è meno solido dell’oro e nel lungo termine potrebbe avere
problemi strutturali. Tuttavia, nell’immediato è una buona difesa.
Questo riparo è il dollaro.
Ricapitoliamo brevemente la situazione dell’area euro.
La Grecia ha avuto bisogno di un aiuto notevole per coprire il suo
fabbisogno finanziario. Gran parte di questo aituo è arrivato dagli
altri paesi europei ed il resto dal Fondo Monetario Internazionale.
In cambio degli aiuti, la Grecia dovrà implementare misure di forte
austerità e riequilibrio dei conti.
Personalmente, non credo che la Grecia riuscirà a generare le risorse
per ripagare questi debiti, ma al momento le previsioni non sono
rilevanti e lasciano il tempo che trovano, visto che ci muoviamo in
un terreno storicamente del tutto inesplorato.
Il punto rilevante è che, vada come vada, l’euro si è rivelato molto
meno solido di quanto sembrasse.
La Germania non riuscirà a tappare tutti gli eventuali “buchi” che si
creeranno nell’area, visto che dopo la Grecia anche il Portogallo
potrebbe aver bisogno di sostegno. Poi forse la Spagna e, chissà,
magari un domani l’Italia. Mentre per Grecia e Portogallo, date le
dimensioni, è possibile fare qualcosa, per la Spagna sarebbe molto
difficile, mentre per l’Italia praticamente impossibile, dato che parliamo
della terza economia dell’area euro, non molto più piccola rispetto alle
prime due (Francia e Germania).
Strutturalmente, l’euro ha una grande debolezza ed è destinato a svalutarsi.
Detto questo, è il caso di guardare l’altra faccia. Chi beneficerà della debolezza
dell’euro?
Ovviamente il dollaro.
Qui non bisogna fare errori e confusione. Il dollaro ha un’economia sottostante,
quella USA, che è ugualmente piena di problemi. Anche in America, alcuni
stati sono pressoché in bancarotta, il governo ha un deficit notevole e il debito
sta salendo. Ma in questo momento ci sono due cose che giocano a favore
del dollaro rispetto all’euro.
In primo luogo, il dollaro ha dietro la FED, che puo’ stampare quanto vuole.
L’America ha bisogno di finanziare 10 miliardi di dollari di deficit? La FED puo’
stampare quei soldi. Ci saranno poi problemi di inflazione, ma comunque possono
essere stampati tutti i dollari necessari.
Anche la BCE puo’ farlo (lo sta facendo e continuerà a farlo), ma con più
difficoltà. Non è detto che i tedeschi saranno sempre disposti ad accettare
una maggiore inflazione a causa della svalutazione della moneta dovuta ai
problemi di altri stati. E, ugualmente, potrebbero essere poco disposti ad
accettarlo altri paesi relativamente virtuosi (Olanda, Austria e, in parte, la
stessa Francia).
Secondo, il dollaro è la valuta di riserva mondiale. Negli ultimi anni, l’euro stava
togliendo una parte di questo ruolo al dollaro. Ma con i problemi attuali della
valuta europea, è probabile che “l’immagine” del dollaro ne uscirà rafforzata e
riguadagnerà, da questo punto di vista, buona parte di quanto perso negli scorsi
anni.
Detto tutto questo, il dollaro è stato un ottimo investimento in questo 2010, un
ottimo riparo. E probabilmente continuerà ad esserlo. Nel nostro servizio premium
Trend e Strategie di Investimento siamo dentro ormai da fine 2009. Non è, ovviamente,
la mia scelta numero uno come “riparo”, quella è l’oro, ma è la scelta numero due
e in un portafoglio diversificato c’è spazio per entrambi.
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Non so se lo segui, ma il franco svizzero, come lo vedi nel lungo periodo rispetto all’euro?
Rispetto all’euro meglio. In questo momento direi che quasi tutto è meglio dell’euro. Peraltro non solo da questo momento, sul dollaro è da diversi mesi. Anche il franco mi sembra preferibile alla valuta europea.
”
Vertice FMI-BNS: Hildebrand, BNS lotta ancora contro franco forte
Philipp Hildebrand, presidente della Banca nazionale svizzera (BNS), ha ribadito oggi la sua volontà di lottare contro un franco forte. La BNS non permetterà un apprezzamento “eccessivo” del franco, ha affermato. La settimana scorsa la moneta svizzera aveva toccato un massimo storico nei confronti dell’euro.
”
C’è da stare allegri!
Beh, se il franco svizzero perde nei confronti di tutte le valute tranne che contro quella europea, nei confronti dell’euro resterà forte. Comunque concordo che c’è di meglio rispetto al franco (dollaro USA, dollaro Canadese, dollaro Australiano).
Cool! That’s a cleerv way of looking at it!