Un po’ di allarme alla FED - EF Report 120
Posted on Febbraio 16, 2007
Filed Under Economia globale, Oro Commodity e Peak Oil, Inflazione, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni
Ci sono parole e frasi che non ti aspetteresti mai di sentire
da qualcuno.
Personalmente, mai mi aspetterei di sentire un banchiere
centrale dire che il continuo incremento della quantità di
moneta è la principale causa dell’aumento dei prezzi.
In un discorso di fine gennaio, Ben Bernanke, il governatore
della FED, ha lasciato intendere qualcosa di simile.
Naturalmente non ha detto chiaramente che la creazione
di moneta da parte della FED e delle sue controparti
internazionali (BCE, Bank of Japan, autorità monetarie
cinesi, ecc…) ha provocato o può provocare l’aumento dei
prezzi.
Ha messo però in evidenza il fatto che attualmente la FED è
costretta a “caricare di lavoro” la macchina stampa-soldi a causa
del deficit di bilancio americano.
Nonostante il leggero miglioramento degli ultimi tempi, il deficit
degli USA è ancora vicino al 6% del PIL e con i democratici che
ora controllano il congresso, la pressione per aumentare la spesa
potrebbe tornare a farsi pesante.
Generalmente, i democratici sono più inclini ad aumentare la spesa,
anche se l’amministrazione Bush (Repubblicana) è stata quella che
più di ogni altra ha aumentato il deficit e la spesa pubblica (soprattutto
per finanziare la guerra). Secondo le parole di Bernanke, la stabilità
dei prezzi (inflazione statistica), il dollaro che comunque scende
poco nei confronti delle altre valute (rispetto a quanto ci si aspetterebbe
da una moneta di un paese con un deficit del 6%) e l’economia che
continua a crescere abbastanza bene sono i segni di una “calma prima
della tempesta”.
In particolare, il governatore pone l’accento sui rischi della spesa
sociale e di quella sanitaria. Se queste non saranno contenute, la spesa
complessiva esploderà nel prossimo decennio e oltre.
Infine, Bernanke pone l’accento sul fatto che la FED non può
continuare all’infinito a “monetizzare” il deficit americano e che nel
lungo periodo le spese dovranno essere totalmente coperte dalle
entrate tributarie.
CONCLUSIONI
Nonostante il discorso, Bernanke e la FED continueranno a
monetizzare il deficit all’infinito.
Il Congresso, esattamente come tutti i parlamenti dei paesi industrializzati,
continuerà a spendere per garantirsi il consenso a breve termine.
Nessun politico è seriamente interessato alle politiche di medio-lungo
periodo. Solo il breve conta, dato che le elezioni si svolgono quasi
ovunque nell’arco di 4-5 anni.
Sotto Alan Greenspan la quantità di moneta è aumentata
notevolmente.
Greenspan ha sempre monetizzato il deficit quando c’è stato
bisogno. Bernanke sta facendo e farà lo stesso. Dal momento
del suo insediamento, il nuovo governatore ha potuto perseguire
una politica di stabilizzazione della moneta e di mantenimento dei tassi.
Nonostante questi ultimi fossero oltre il 5% e più alti di quelli delle
altre aree “concorrenti”.
In Europa, Giappone e, fino a poco tempo fa, Inghilterra, i tassi
sono più bassi. Ma nonostante questi tassi e la moneta cresciuta
“solo” al 4-5% anno su anno (M2), il credito ha continuato ad espandersi
molto bene e l’economia ha solo vissuto un piccolo “soft landing”.
Ora l’espansione monetaria ha ripreso a crescere per contrastare la
crisi immobiliare. Anche in questo caso, ad oggi, sembra che il peggio
sia passato. Subito l’oro ha ripreso a crescere sull’anticipazione che
la FED avrebbe ripreso ad inflazionare. Bernanke cercherà di non
eccedere in una politica inflazionistica finché questo sarà possibile.
Ma nel lungo termine il deficit americano dovrebbe continuare e la
FED dovrà “monetizzare” espandendo la quantità di moneta. Nel breve
periodo può esserci qualche dubbio su quali investimenti scegliere,
ma per il lungo periodo, “Buy Gold”, compra Oro ed investimenti
legati al metallo giallo e ti proteggerai dalla politica inflazionistica
della FED e della BCE.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
—————————————————————————————————–
Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..
—————————————————————————————————–
Per ricevere gli articoli via e-mail, clicca qui ed inserisci il tuo indirizzo di posta
—————————————————————————————————–
Comments
Leave a Reply