Solo l’inflazione puo’ risolvere il problema del debito pubblico
Da diversi mesi, si sta ponendo il problema dei debiti pubblici
dell’area euro.
Ovviamente, il paese sotto maggiore osservazione e’ la Grecia.
Portogallo e Irlanda sono altri due paesi a rischio e di recente
si stanno avanzando dubbi anche su Spagna e Italia.
Si stanno proponendo diverse idee su come risolvere questi
problemi e, giustamente, molto si concentra sul tema del
rigore fiscale.
Ma a mio avviso, pensare di risolvere il problema dei debiti
pubblici con il solo rigore fiscale e’ alquanto irrealistico.
Con debito pubblico oltre il 100%, ma anche al 70-80%, il peso
degli interessi, seppur bassi, diventa una zavorra eccessiva per
ogni economia matura che non può più crescere del 5-6% annuo.
Il rigore fiscale e di bilancio è sicuramente utile, anzi essenziale,
per evitare luna spirale negativa, ma di per se non potrà mai permettere
di riportare il debito a livelli più bassi.
Solo il mix crescita ed inflazione può riuscirci.
Non potendo contare troppo sulla prima componente, la seconda
diventa inevitabile.
Chi gestisce la finanza a livello sia di stati, sia a livello internazionale,
è consapevole di questo. Infatti, l’inflazione è già un dato di fatto.
La leva che permette l’aumento dei prezzi, cioè la creazione di moneta,
è già fortemente usata, in particolare negli USA.
Gli attuali debiti pubblici, è un dato di fatto, sono sostanzialmente impagabili
e difficilmente ridimensionabili, considerando anche le resistenze politiche.
E storicamente, gli alti debiti pubblici, generalmente presenti durante o
subito dopo le guerre, sono stati risolti con alti tassi di inflazione.
Questa volta, a mio avviso, non sarà diverso.
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Scusa ma mi sfugge qualcosa.
Io pensavo l’esatto contrario.
Mi spiego.
Se l’inflazione aumenta, gli interessi sul debito
pubblico salgono. I paesi don alto DB rischiano
di non riuscire ad onorare i loro debiti (BOT).
Se non sbaglio e’ proprio il problema che
ha la Grecia in questo momento.
Non puo’ permettersi di pagare gli alti interessi che il mercato le chiede in questo momento.
Inflazione alta -> interessi sul debito alti ->
default stati fortemente indebitati.
Se non ho capito male la mission principale
della BCE (controllo dell’inflazione) e’
proprio evitare questo scenario (per via dell’alto
indebitamento dei paesi dell’area euro).
Grazie
Ciao
Severino
L’inflazione e’ vero che comporterebbe un aumento degli interessi, ma fa aumentare anche il denominatore del rapporto debito/PIL, cioe’ il PIL nominale.
La Grecia in questo momento ha alti interessi ma non per l’inflazione, bensì per il rischio-paese (infatti l’inflazione in Grecia non è enorme), il che è proprio il quadro peggiore.
Naturalmente, quello che dice non è errato o campato per aria, infatti il fenomeno inflazione va adeguatamente “traghettato” per evitare che si perda il controllo.
In altri termini, occorrerà frontaggiare l’aumento degli interessi con un bilancio pubblico comunque in pareggio o leggermente in passivo. Solo così la crescita del denominatore potrà svolgere al meglio il suo effetto.