Siamo già in stagflazione? - EF Report 205
Posted on Novembre 20, 2007
Filed Under Oro Commodity e Peak Oil, Inflazione
Nelle ultime settimane si stanno facendo sempre più forti le voci di
un rischio recessione alle porte negli USA e, di riflesso, nel resto del mondo.
Complici la crisi immobiliare e la recente debolezza dei mercati azionari,
sono ormai molti gli indizi che ci si sta avviando verso la recessione.
Inoltre, in questa seconda metà dell’anno, stiamo assistendo all’aumento
del petrolio e anche delle altre materie prime, come quelle agricole e i
metalli industriali. Questa è, sostanzialmente, inflazione. Lo testimonia anche
l’oro, che come abbiamo detto più volte è il miglior indicatore che indica che
c’è inflazione dei prezzi.
Dunque, abbiamo inflazione dei prezzi e rischio recessione. Combinati insieme,
questi due fenomeni generano la così detta stagflazione, probabilmente la
peggiore situazione esistente in campo economico.
Siamo in stagflazione in questo momento? Per capirlo, facciamo una comparazione
con la situazione degli anni ‘70, quando il mondo visse questo fenomeno.
Allora avevamo un forte aumento del prezzo del petrolio, dovuto soprattutto a
problemi politici. A questo si accompagnò un’inflazione più elevata, un
aumento della disoccupazione e minore crescita economica.
Ed oggi?
Il prezzo del petrolio è aumentato. E anche molti altri prezzi sono aumentati,
sia quelli al consumo che quelli alla produzione.
Inoltre, stiamo senza dubbio assistendo ad un rallentamento economico. Gli
USA hanno messo a segno incrementi del PIL via via più bassi e molti
sostengono che se l’inflazione non fosse sottostimata, già oggi avremo dei
trimestri negativi o quasi. Anche l’Europa, dopo un anno piuttosto buono, sta
iniziando a rivedere verso il basso le prospettive di crescita.
Quello che ancora ci distingue dalla situazione degli anni ‘70 è la disoccupazione
molto più bassa e addirittura in molti casi in sostanziale diminuzione. Tuttavia,
considerando che il potere di acquisto degli stipendi è fortemente diminuito
rispetto al passato (e questo non solo in Italia), probabilmente questa minore
disoccupazione può essere sostanzialmente giustificata da mercati del lavoro
più liberi e dove il costo del fattore lavoro si è ridotto.
Sostanzialmente non credo che siamo già arrivati alla stagflazione. Quando
come negli anni ‘70 i lavoratori riusciranno a far passare completamente
gli aumenti del costo della vita reale sui loro stipendi, allora sì che avremo
stagflazione.
Per ora il basso costo del lavoro dei paesi emergenti aiuta ad evitare la
stagflazione, ma già stiamo assistendo ad una certa pressione sui salari
anche in questi paesi.
Come investire durante la stagflazione.
La stagflazione non è un ambiente facile per investire. Le società hanno
costi più alti per via dell’inflazione e non riescono a trasferire completamente
questi aumenti dei costi sui prezzi perché la bassa crescita economica
spinge ad una certa competizione. Non che i prezzi non crescano, ma man
mano che passa il tempo le imprese hanno sempre più difficoltà ad alzare
i prezzi. Gli utili diminuiscono. In sostanza, le azioni non sono particolarmente
indicate.
Anche i titoli a reddito fisso perdono valore perché capitale e cedole
sono “erose” dall’inflazione.
Negli anni ‘70, altro periodo di inflazione, i migliori investimenti sono stati
oro, petrolio e altri asset reali.
Probabilmente anche questa volta dovremo cercare lì per trovare i migliori
investimenti. E per la parte più tranquilla del portafoglio, i titoli legati all’inflazione
sono da preferire rispetto ai titoli obbligazionari tradizionali.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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5 Responses to “Siamo già in stagflazione? - EF Report 205”
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Ciao Roberto,
Ho letto con interesse i tuoi post sull’argomento commodities; vedo che caldeggi questo investimento, in questo periodo di instabilità dei mercati.
Tuttavia, ti chiedo se non ritieni che investire oggi in commodities sia molto condizionato dalla svalutazione del dollaro rispetto all’euro.
Ho dato un occhiata alle quotazioni dell’oro in euro http://goldmoney.com/en/charts/0eur12.png e in dollari http://goldmoney.com/en/charts/0usd12.png
Si nota come, tra inizio luglio 07 e il massimo di ottobre, il grammo sia passato da 21$ a 27$ (+6$, +29%)
e da 15.5€ a 18.5€ (+3€, +19.3%).
Se è così, su quali strumeti (ETF, Fondi, azioni, etc) pensi si possa puntare per minimizzare il rischio valuta sulle commodities?
Saluti
Marco
PS: inoltre volevo porti questo interrogativo, che ritengo molto importante: trovo i contenuti del tuo blog utili ed estremamente lucidi, però credo che a tutti possa interessare qualche info in più su chi li scrive.
Non sappiamo nulla su di te e sul tuo curriculum, la tua età, le tue esperienze, se ti avvali di un team, etc.
Credo che sia fondamentale, perchè quando si investe il proprio denaro è necessario sapere anche il minimo conflitto di interessi di chi si intende ascoltare quando si affrontano scelte così difficili.
Beh, intanto il 19% realizzato contro euro non è affatto poco. Per rischio valuta dipende cosa intendi. Cioè vuoi investire in commodity contro dollaro? Ci sono ad esempio i “Quanto Certificate” sull’oro, che pagano in euro le variazioni oro contro dollaro. Magari spiegami meglio cosa intendi, così posso dare una risposta più mirata.
Per ciò che riguarda la seconda domanda, non sono mai stato troppo propenso a parlare di me, perché sostanzialmente mi interessa poco che le persone dicano: “Guarda quanto è bravo, mi fido ciecamente (o viceversa)”. E’ l’errore tipico di chi va in banca e poi si lamenta se le cose vanno male dicendo: “Ma me le ha consigliate il direttore di quella grande banca”. Preferisco invece “allevare” un pubblico che legga e ragioni poi con la propria testa. Che badi ai contenuti e non prenda per oro colato quanto scritto solo perché conosce chi scrive. Beh, comunque magari in futuro metterò qualcosa in più su di me e su come viene gestito il blog.
Saluti.
Ciao,
Per rischio di cambio intendo che se sul conto in banca ho solo euro e investo in commodities (per la maggiorparte quotate in $), se il rapporto €/$ al momento di uscire dall’investimento, è diminuito, il valore del mio investimennto ne risente.
I quanto certificates sono armonizzati?
Per il resto, devo dire che sapere chi è la persona che scrive è importantissimo.
Io, per esempio sono Marco Bertoli, lavoro nel Marketing di Telecom, ho 29 anni, sono laureato in Economia.
Nella homepage, nella Money supply, il link verso financialsense è errato
Sì, i quanto certificate sono armonizzati. Gli altri strumenti come ad esempio gli ETC sono quotati in euro, il che significa che saliranno o scenderanno in base all’andamento della commodity e anche del cambio, ma questo è già dentro la quotazione.
I quanto certificate, sostanzialmente, sono un investimento che mira a replicare in euro l’andamento della commodity contro il dollaro, gli altri l’andamento della commodity contro l’euro. Se si pensa che l’euro salirà contro il dollaro, sono meglio i quanto.
In alternativa occorre usare strategie più complesse, come ad esempio l’uso di qualche derivato per la copertura dal cambio.
Grazie della segnalazione del link non funzonante, ora risolto.
Per le informazioni personali, in futuro magari farò una pagina di presentazione.