Shock sui mercati azionari. Cosa spettarsi ora? - EF Report 122
Posted on Marzo 2, 2007
Filed Under Bolle speculative, Forex e Valute, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni, Mercati Azionari
E’ stata una settimana difficile per i mercati finanziari. Dopo che
martedì 28 febbraio l’indice cinese ha perso oltre l’8% in un solo
giorno, tutti gli altri mercati hanno reagito con effetto domino.
Gli indici europei ed americani hanno perso tutti diversi punti
percentuali, bruciando in una settimana tutti i guadagni di questo
2007, tornando ai livelli di inizio gennaio. Prima di questa caduta
a catena, Alan Greenspan ha parlato.
L’ex governatore della FED ha messo in guardia sui rischi
di una recessione negli USA per la fine del 2007.
Nulla di nuovo. Diversi analisti hanno lanciato allarmi simili a
partire dalla seconda parte del 2006. Questa volta, dopo le parole
di Geenspan, i mercati hanno reagito. Le azioni sono scese,
mentre i bond sono saliti. I mercati sembrano attendersi una
reazione da parte delle banche centrali (in particolare della FED),
che potrebbero abbassare i tassi qualora la crisi dovesse precipitare.
Oro e commodity sono rimaste abbastanza stabili.
Il carry trade: Un altro fattoru scatenante.
La scorsa settimana la banca centrale giapponese ha alzato i
tassi dallo 0,25% allo 0,50%. Lo yen è stato per lungo tempo
ed è ancora la valuta per indebitarsi nelle operazioni di carry trade.
Il processo è questo: ci si indebita in una certa valuta, generalmente
una dove i finanziatori chiedono bassi tassi e quindi si investe la
somma ottenuta in prestito in investimenti che offrono rendimenti
superiori. Spesso questi investimenti sono i mercati emergenti,
che negli ultimi anni hanno spesso offerto rendimenti superiori al 100%.
Comunque, non è necessario prendersi questi rischi. Molte
operazioni hanno semplicmente riguardato l’acquisto di titoli
di stato americani, australiani o neozelandesi, i quali offrono
rendimenti superiori al 5%. Considerando che lo yen chiede
attualmente lo 0,50% come interesse da pagare e che un titolo
del tesoro USA paga il 5,25%, se solo lo yen si mantiene stabile
contro il dollaro si può ottenere un 4,75% gratuitamente.
Metti l’uso di una leva di 10:1 ed otteniamo un rendimento
del 47% su questo genere di operazione.
Poichè i tassi giapponesi sono stati per lungo tempo prossimi
allo zero, è chiaro che lo yen è stato per lungo tempo la valuta
“principe” per indebitarsi. E lo è ancora oggi.
E’ chiaro però che ogni rialzo dei tassi, seppur marginale,
“erode” la possibilità di carry trade tramite lo yen. E se lo yen
si apprezza, questo “gioco” diviene molto più rischioso. Nelle
ultime settimane ci sono state molte preoccupazioni sulla possibilità
di rivalutazione dello yen. L’export nipponico è molto favorito da
uno yen basso, mentre l’export di altre aree, su tutti l’area euro,
ne viene penalizzata. L’Europa non ama questa situazione.
Se le possibilità di carry trade si riducono, ci saranno meno
capitali presi a prestito per investire in altri assets. Mercati
emergenti ed azioni avranno meno flussi a disposizione. E’ chiaro
che tutto questo abbia reso molto vulnerabile l’equity.
L’evoluzione
E’ sempre molto difficile, nonchè a volte controproducente,
cercare di prevedere cosa succederà in futuro. Se il panico
si scatenerà, potremo vedere ribassi pesanti. Non è una novità
che i mercati azionari (e soprattutto gli emergenti), siano cresciuti
un po’ troppo e ogni ragione potrebbe essere buona per “punire”
le azioni.
Ma al tempo stesso, la FED e le altre banche centrali potrebbero
aumentare ulteriormente l’espansione monetaria (già molto elevata)
per evitare cedute eccessive sia nelle azioni che nei mercati
immobiliari.
Bernanke, con i tassi al 5,25%, ha molte cartucce da sparare
prima di arrivare a quell’1% a cui arrivo Greenspan non molto
tempo fa. In un sistema di moneta elettronica e cartacea, questi
soggetti hanno risorse infinite, almeno finchè il sistema economico
e finanziario crede in loro ed accorda loro fiducia.
Nonostante i rischi, è bene non sottovalutare la loro
“potenza di fuoco”
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..
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