Quando vendere un investimento
Nei libri di finanza, sui siti web e sui giornali
specializzati si dedicano pagine e pagine su tecniche,
sistemi e considerazioni che ci dicono (o provano a
farlo) quando comprare, quando entrare sul mercato,
quando comprare un titolo e perché.
Poche, in rapporto, sono le parole spese su un tema a
mio avviso più importante, cioè quando vendere.
Diverse scuole di trading, in particolare quelle aderenti
al filone del “trend following”, hanno mostrato che
persino un sistema di entrata puramente causuale basato
sul lancio di una moneta o qualcosa di simile puo’
portare a risultati profittevoli se si ha un buon sistema
di gestione della posizione che ci dice quando uscire
e, soprattutto, se lo rispettiamo.
In altri termini, un’ottima exit strategy compensa
ampiamente un timing sbagliato.
Vediamo quindi, oggi, come affrontare questo problema:
“Quando vendere un investimento”?
Il tema è stato piuttosto attuale dato il fatto che solo
un paio di settimane fa abbiamo vissuto una correzione
abbastanza marcata sui listini che ha messo in agitazione
gli investitori meno convinti. Anche all’interno del nostro
servizio premium Trend e Strategie di Investimento mi sono
arrivate diverse domande se fosse o no il caso di uscire da
alcuni investimenti.
In tutti i casi la mia risposta è stata la stessa: “Non ho
idea dicosa farà il mercato questa settimana o la prossima.
I fondamentali che mi avevano portato ad avere determinati
titoli non erano cambiati, quindi non c’era motivo per
uscire da questi titoli. Ma se proprio le cose fossero andate
male,le nostre trailing-stop sarebbe stato il livello di uscita”.
Il trailing-stop è forse il metodo migliore per decidere
quando vendere un investimento.
Si fissa un livello massimo di perdita quando si compra un
titolo, cioè si fissa la stop-loss. Quindi, man mano che il
prezzo sale, si aggiusta lo stop verso l’alto. In questo modo
si cavalca la salita fino a che tale salita c’è, poi quando
si inverte il trend si taglia.
Il livello di stop da usare è soggettivo e dipende dalla
tolleranza al rischio. Ad esempio, l’Investor Business Daily
raccomanda un 7-8%.
Questo livello puo’ andar bene, ma personalmente preferisco
un livello più ampio del 25%. Questo livello permette
all’investimento di oscillare senza essere prematuramente
tagliato.
Ma ripeto, quello che è importante non è se usare il 25%,
il 20% o il 10%. Quello che è importante è il concetto.
La trailing stop è uno dei migliori metodi per gestire la
posizione e decidere quando vendere senza farsi prendere
dalle emozioni.
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