Presto queste società ripartiranno – EF Report 199
Nei decenni scorsi, diciamo dal primo dopoguerra fino alla fine del millennio,
si sono sviluppate a livello mondiale quelle società che sono state e sono
ancora oggi dei marchi super famosi.
Soprattutto nel campo dei beni di consumo, nomi come la Coca Cola, i
prodotti di Procter & Gamble, la stessa Microsoft e decine, persino
centinaia di altri nomi, si sono affermati nel mondo.
A livello di investimento, queste società, sulla scia anche di quanto ha fatto
Warren Buffett, sono state viste spesso come azione da tenere per sempre.
In pratica, si comprava e si tenevano per sempre, perché di certo non
avrebbero fallito nell’offrire un rendimento adeguato.
In realtà, non sempre è andata bene. Anche queste società hanno vissuto le
loro fasi di mercato toro ed orso.
Il primo mercato toro si è avuto dal 1949 fino ai primi anni ’70. Verso il 1972,
le valutazioni di queste società avevano raggiunto livelli elevatissimi. Tanto per
rinfrescare la memoria, Xerox raggiunse un P/E di 49, Coca cola di 42, Polaroid
addirittura 91. Chi avesse acquistato a questi livelli, sarebbe stato sostanzialmente
travolto nel mercato orso durato fino al 74/75.
Qui viene l’aspetto interessante. Dal ’72 fino ai primi anni ’80, queste società
nel migliore dei casi erano rimaste stabili come quotazione e rendimento. Ma
a livello aziendale, utili, vendite, margini di profitto e altri parametri gestionali
erano migliorati enormemente. In pratica, a livello operativo buona parte di
queste società erano tutt’altro che rimaste ferme. E presto questo si è manifestato
nel prezzo delle azioni. Dal”82 all’86, molte di queste società, già grandi in assoluto,
raddoppiarono o triplicarono di prezzo.
A mio avviso, oggi stiamo assistendo ad una situazione abbastanza simile.
Un altro mercato toro su queste grandi società è terminato intorno al 2000. Dopo di
allora, anche quando è passato uno dei più grandi “orsi” della storia, la ripresa
delle Borse è stata guidata sostanzialmente dalle società petrolifere, delle materie
prime e soprattutto dai finanziari/bancari.
Società come Coca Cola, General Eletric ma anche la stessa Microsoft sono
cresciute poco in Bosa e nonostante una generale eccellenza a livello operativo,
non hanno consegnato agli azionisti rendimenti eccezionali. In generale, le
“Large Cap” hanno sottoperformato le “Small Cap” e se non fosse stato, appunto,
per energetici e finanziari, il divario sarebbe stato quasi imbarazzante.
Questo per segnalare che, forse, terminata questa fase un po’ difficile sui mercati,
con molte incertezze e paure, la “riscossa” potrebbe essere guidata proprio dalle
grandi capitalizzazioni.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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