Perchè sono preoccupato riguardo al nuovo governatore della FED - EF Report 88
Posted on Luglio 7, 2006
Filed Under Inflazione, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni
Sono piuttosto preoccupato del comportamento del nuovo
governatore della FED Bernanke.
Perchè?
Perché i messaggi che lancia alla comunità finanziaria rendono
i mercati molto instabili.
Nelle prime uscite da governatore, Bernanke si è detto pronto a
lanciare “dollari e liquidità dall’elicottero” se ci fossero state
avvisaglie di recessione e deflazione (da qui il “nomignolo
Helicopter Bernanke”).
Queste dichiarazioni hanno dato ottimismo ai mercati, i quali
hanno continuato il loroapprezzamento che dura ormai da oltre
tre anni (quasi cinque per materie prime ed energia).
Quindi, a maggio, è stato lanciato un messaggio sul “pericolo
di inflazione”. Nel timore che la stretta sulla liquidità si faccia ancora
più forte, i mercati hanno reagito con un “sell-off” che è stato un
vero record sia dimensione e, soprattutto, per rapidità.
Infine, nell’ultima riunione della FED, il messaggio di Bernanke
ha portato gli operatori a supporre un possibile stop alla politica
restrittiva (sebbene io non sia del tutto convinto che questa
interpretazione sia corretta).
Questi continui messaggi tra loro divergenti rendono il mercato
più difficile, con repentini cambiamenti di umore.
Questa situazione durerà per un po’, almeno finché l’evidenza
dei fatti non ci indicherà più chiaramente la direzione concreta
della politica di Bernanke.
Io sono pronto a scommettere che essa sarà sulla falsa riga
della politica di Greenspan: “denaro facile”. Ma potrebbero
passare ancora alcuni mesi in cui la FED (e le altre banche centrali
del mondo) restringeranno la liquidità.
Questa non è una buona cosa per i mercati azionari. Combattere
la FED (e le altre banche centrali in generale, le quali al momento
si muovono all’unisono) non è mai una scelta saggia.
Se la liquidità viene a mancare, i mercati azionari, in particolar
modo gli emergenti, subiranno una “deflation”. Questa deflation
altro non sarebbe che il naturale “bust” che segue il “boom”.
Il concetto non è nuovo a chi conosce le teorie della Scuola Austriaca.
L’espansione monetaria delle banche centrali, che è stata
enorme a partire dal 2001, ha creato il boom. Adesso
deve seguire il “bust”.
E poiché il boom ha riguardato questa volta gli assets
finanziari, saranno proprio questi ultimi ad essere
colpiti dal “bust”.
Di conseguenza, non tornerei per ora ad essere completamente
investito sui mercati azionari e continuerei a “restare liquidi”.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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