Perché le persone perdono soldi con gli investimenti - EF Report 217
Posted on Dicembre 18, 2007
Filed Under Wealth Building, Investire intelligentemente, Psicologia del Mercato
Quando su internet si trovano articoli e temi interessanti, credo
sia buona cosa cercare di diffonderle il più possibile.
Oggi, anziché presentare un articolo scritto di mio pugno voglio
presentarvi un testo scritto da Alessandro Pedone, consulente
indipendente ed esponente dell’ADUC - Investire Informati.
Mentre non sempre condivido quanto scrivono quelli dell’ADUC,
diciamo che un buon 70-80% è più che condivisibile.
In questo articolo, si cerca di rispondere al perché le persone, anche
quelle più intelligenti, perdono soldi con gli investimenti. Buona lettura.
Fondamentalmente, le ragioni per le quali tante persone perdono soldi si possono
riassumere in tre gruppi. Vediamoli.
1. Errori in fase di scelta.
Sappiamo che il mondo degli investimenti finanziari e’ caratterizzato dalla
cosi’ detta “asimmetria informativa”. In altre parole chi sceglie gli strumenti
finanziari dispone di conoscenze infinitamente inferiori rispetto a coloro che
producono e distribuiscono i prodotti della cosi’ detta industria del risparmio
gestito.
Accade spessissimo, quindi, che i risparmiatori scelgano gli strumenti nei quali
investire senza avere una chiara idea di quello che potra’ accadere nelle varie
situazioni di mercato.
Quando accadono gli eventi che loro non avevano previsto (perche’ il venditore
si e’ guardato bene dall’indicarli, altrimenti non avrebbero mai investito)
allora scatta un riflesso psicologico che li porta a fuggire da
quell’investimento.
E’ un dato di fatto, inoltre, che il 90% dei prodotti della cosi’ detta
industria del risparmio gestito non ha alcuna ragione di esistere perche’
l’unico servizio che realmente offrono, la diversificazione, puo’ essere
agevolmente acquistato ad un decimo del costo di questi prodotti.
Sfruttando l’asimmetria informativa a cui abbiamo accennato, l’industria del
risparmio gestito sforna centinaia di prodotti basati, essenzialmente,
sull’induzione di errori mentali negli investitori. Quando l’investitore si
rende conto, grazie ad un andamento negativo dei mercati, che i presupposti per
i quali aveva investito in quel prodotto non sono veri, allora scatta la fuga
dal prodotto. Di solito, pero’, alla fuga dal prodotto (cosa positiva) si
associa la fuga dal mercato nel quale il prodotto investiva (cosa negativa) e
questo avviene sempre nel periodo peggiore. I soldi “buttati” a causa del
prodotto, ormai non si recuperano piu’, ma i soldi buttati a causa del
momentaneo andamento dei mercati, costituiscono un ulteriore sperpero di denaro
non necessario.
Secondo la mia esperienza, questo meccanismo (con le sue mille sfaccettature) e’
alla base almeno dell’80% dello sperpero di risparmi degli investitori.
2. Strategia: assente o sbagliata.
Una volta eliminato/attenuato il problema precedente, rimangono tutti i problemi
di carattere psicologico legati agli investimenti finanziari. Le teorie
finanziarie classiche sostengono che i soggetti che operano nei mercati
finanziari sono razionali e compiono scelte finalizzate a ricavare la massima
utilita’ possibile dai loro investimenti.
L’evidenza empirica, invece, dimostra che le scelte finanziarie sono legate a
tutta una serie di errori cognitivi e schemi mentali che inducono sempre a fare
una scelta sub-ottimale. La finanza comportamentale ha studiato a lungo questi
fenomeni arrivando a definirli con molta precisione e ad accertarne ormai
inconfutabilmente l’esistenza.
Il solo modo per attenuare l’impatto di questi fenomeni e’ definire una corretta
strategia d’investimento la quale sia, oltre che corretta sul piano razionale,
anche sostenibile sul piano psicologico.
Investire senza alcuna strategia porta il risparmiatore ad essere in balia dei
propri errori mentali ed a compiere, inesorabilmente, sempre la scelta
sub-ottimale.
Le teorie finanziarie classiche (legate ai concetti della cosi’ detta Moderna
Teoria di Portafoglio) portano sovente ad impostare delle strategie che non sono
psicologicamente sopportabili. Si pensi, ad esempio al concetto di “orizzonte
temporale”, tanto caro ai venditori di prodotti di risparmio gestito.
Quanti sono i risparmiatori che sono realmente in grado di valutare i risultati
del loro portafoglio finanziario nel corretto orizzonte temporale? Secondo la
mia esperienza, ci sono, ma sono una minoranza.
Insistere sul concetto di orizzonte temporale, quando non e’ realmente compreso
e condiviso dall’investitore, induce a creare strategie d’investimento non
errate sul piano tecnico, ma insostenibili sul piano psicologico.
Quando si uniscono i problemi legati al punto 1, con l’assenza di strategia (o
l’impostazione di una strategia non sopportabile psicologicamente) il disastro
e’ garantito.
3. Eventi imprevedibili (nella vita dell’investitore)
Ai punti precedenti si possono trovare soluzioni, capita, pero’, che nella vita
degli investitori accadano degli eventi imprevisti (la perdita del posto di
lavoro, problemi di salute, un lutto imprevisto, ecc.). Questi sono gli unici
eventi per i quali e’ possibile perdere soldi senza commettere alcun errore. In
tutti gli altri casi, la ragione per la quale si perdono soldi negli
investimenti finanziari non e’ mai legata all’andamento dei mercati finanziari,
ma ad errori degli investitori. Nella maggior parte dei casi si tratta di errori
indotti.
Soluzioni.
Una buona regola per evitare di cadere nei molti errori che abbiamo
sintetizzato nel punto 1 e’ di rifiutare qualunque proposta provenga da un
soggetto che ha interesse a vendere prodotti finanziari.
Sebbene esista una remota possibilita’ che la proposta che viene sottoposta sia
valida, il fatto stesso di aderire ad una proposta che non e’ frutto di una
specifica analisi dell’investitore, crea i presupposti affinche’
quell’investimento non sia vissuto in maniera del tutto consapevole.
In altre parole, e’ necessario che l’investitore scelga direttamente gli
strumenti nei quali investire invece di essere scelto dai troppi soggetti
appartenenti all’esercito dei venditori di prodotti finanziari.
La maggior parte degli investitori non si sente sufficientemente preparato per
fare scelte di questo tipo. Ha sempre il sospetto di perdere opportunita’.
Si tratta, credetemi, di un sospetto sbagliato. Nella maggioranza dei casi , e’
molto meglio perdere ipotetiche opportunita’ piuttosto che trovare fregature
molto piu’ reali e concrete. In altre parole, molto meglio usare strumenti
estremamente semplici (come i titoli di stato o i buoni postali fruttiferi),
piuttosto che lanciarsi in prodotti ipoteticamente piu’ vantaggiosi ma che si
trasformano, nella grande maggioranza dei casi, in boomerang.
Per utilizzare strumenti finanziari diversi da quelli piu’ semplici, e’
indispensabile avere in proprio le conoscenze di base necessarie. Non bisogna
essere necessariamente squali della finanza, basta avere la pazienza di
studiarsi alcuni elementi di base per poter fare scelte consapevoli.
Se non si ha la possibile di crearsi queste conoscenze, bisogna avere l’umilta’
di non investire in strumenti piu’ complessi.
PS
Per chi volesse approfondire “dal vivo” questo argomento, Sabato prossimo, 15
Dicembre 2007, a Prato, in Piazza Macelli, 4 dalle ore 9:30 alle ore 16 si
terra’ la prima giornata dei Risparmiatori. Alle 12 ci sara’ un mio intervento
nel quale approfondiro’ i concetti appena delinearti in questo editoriale.
La partecipazione e’ gratuita, ma occorre iscriversi per partecipare. (e-mail
puntogiovani@comune.prato.it tel. 0574/183-6741 )
Alessandro Pedone
Testo Originale su: http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=203637
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…
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