Perché il recente rally delle Borse non è del tutto infondato
In molti stentano a spiegare il recente rally delle Borse, considerando
lo stato generale dell’economia e i dati macro non sempre particolarmente
positivi.
Tuttavia, io ritengo invece il recente rally ben fondato e sono convinto che,
a lungo termine, le Borse possano ancora avanzare.
E’ vero che questa affermazione può non trovare molti d’accordo. In fondo,
leggendo giornali o siti internet questi ci ricordano in continuazione che
l’economia è in difficoltà, che la disoccupazione è elevata, che le banche
hanno molti problemi sia in Europa che negli USA, che alcuni paesi
europei potrebbero andare ulteriormente in difficoltà.
Ma queste sono cose ormai note e dovrebbero essere prezzate
adeguatamente nei corsi azionari.
L’aspetto interessante è che quando il sentiment è negativo come lo è
in questo momento, generalmente non è un buon momento per vendere
azioni, ma per comprarle.
Inoltre, a livello fondamentale attualmente il multiplo degli utili P/E non
è molto più alto di quando non fosse a marzo 2009, quando iniziò la
forte salita dei listini. Infatti, nonostante il notevole aumento dei prezzi,
anche gli utili sono cresciuti nello stesso periodo e sono cresciuti a
ritmo record.
Conosciamo tutti i potenziali rischi del momento a livello macroeconomico
che potrebbero portare ad un nuovo storno dei listini.
Quello che molti non considerano, pero’, sono gli elementi positivi.
Quali?
Ecco un elenco comunque parziale:
1 – Molte grandi società sono piene di liquidità che potranno usare per
espandere il business o remunerare gli azionisti.
2 – Con i tassi praticamente a zero, molte corporations possono usare
la leva a costi molto bassi. Il basso costo del capitale, inoltre, potrebbe
spingere a nuovi e consistenti piani di buy back di azioni per sostituire
capitale proprio con il poco costoso capitale di debito ed il riacquisto
di azioni proprie spinge verso l’alto gli utili per azione anche se la crescita
degli utili contabili resta bassa.
3 – I bassi tassi di interesse possono incentivare nuove operazioni
straordinarie su vari settori.
4 – L’inflazione bassa non pone molti rischi sulle aziende circa aumenti
dei costi di produzione
5 – I multipli degli utili non sono a livelli eccessivamente alti
6 – Molte corporations si sono ristrutturate ed hanno oggi strutture più
snelle ed efficienti. Anche marginali aumenti di fatturato possono impattare
notevolmente sugli utili.
La mia idea è che in questo momento è preferibile comprare azioni anziché
venderle. I mercati si muovono in modo casuale, quindi non posso garantire
che nel breve ci sarà una salita dei listini, tuttavia date queste condizioni
preferisco essere dalla parte di chi guadagna da un rialzo piuttosto che da
quella di chi guadagna con un ribasso.
In futuro ci saranno ancora storni, discese, volatilità. Ma il rialzo non è
pretestuoso. Nel 2000, ai massimi storici e con gli indici che quotavano
multipli record oltre 40 tutti parlavano di azioni, soprattutto di quelle
tecnologiche e tutti facevano a gara per comprarle. Oggi, con valutazioni
molto più ragionevoli tutti si aspettano che i listini vadano a zero.
Se allora i mercati anziché salire scesero, questa volta il mercato potrebbe
nuovamente sorprendere il sentiment generale e, nella fattispecie, muoversi
verso l’alto.
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…eppure guardando il grafico dello S&P500 in vera moneta (oro) e non in carta straccia (dollaro) siamo sempre li, più o meno ai livelli di aprile 2009….Pura illusione monetaria.
Personalmente seguo i mercati (ops mi è scappato di chiamarli mercati…) da 20 anni e non ho mai visto un livello di manipolazione così estremo…sui tassi, quelli a breve e quelli alunga, sui cambi (vedi yen la scorsa settimana…), sulle borse che ormai chiamerei borse di stato….Per me in questa fase i fondamentali non contano quasi nulla…Non so quanto durera….ma ci faremo del male.
Ciao
Concordo sulla prima parte. Infatti il ragionamento è in moneta corrente, non in quella reale (oro). In moneta-oro dai massimi del 2000 abbiamo avuto un crollo superiore al ’29 (e anche tralasciando l’oro e usando come parametro la pura inflazione statistica abbiamo fatto comunque peggio del ’29).
Sulla second aun po’ meno. Nella storia in tutti i movimenti poco spiegabili si parlava di manipolazioni, mani forti, ecc…, poi il mercato faceva quel che doveva fare. c’è manipolazione oggi? Probabile, ma non potrà comunque durare a lungo. E se invece fosse un rialzo che ha delle motivazioni? Non bisogna dimenticare le parole di Sir Templeton, quando diceva che i rialzi nascevano sempre nello scetticismo.
Saluti.