Non seguite ciecamente i “guru” - Parte Prima

Posted on Marzo 16, 2010 
Filed Under Wealth Building, Investire intelligentemente, Operatività e Gestione Portafoglio, Psicologia del Mercato, Mercati Azionari

Il mondo dell’economia, della finanza e dei mercati è piena di guru
seguiti come veri e propri messia non solo e non tanto da cittadini o
investitori comuni, ma anche da stampa, mezzi di comunicazione, politici ed
operatori anche di alto livello di questo stesso mondo.

Negli ultimi due anni il guru per eccellenza è sicuramente Nouriel Roubini.
Roubini è stato sicuramente uno dei pochi, nel mondo degli economisti
“mainstream”, ad anticipare la crisi del 2008/2009.

In questo e nel prossimo post, presentero’ due “guru” che personalmente
ritengo molto deleteri per gli investitori che li seguono. Mi rendo conto che
questi post potrebbero non essere molto popolari, poiché molti ritengono
questi due soggetti molto validi ed interessanti, ma questo è il mio pensiero.

In un terzo post, poi, presentero’ invece uno di questi “guru” che ritengo
molto valido ed i cui risultati parlano per lui.

Andando per ordine, il primo “esperto” che voglio presentare è Robert Pretcher.

Tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80, Pretcher prese alla grande i movimenti
di azioni e commodity ed iniziò a brillare la sua stella.

A metà anni ‘80 divenne ribassista ed anche questa volta un crash lo
indovino’ sul serio, quello dell’87. La sua stella era all’apice e la sua newsletter
contava circa 20.000 iscritti.

Dopo qualche mese, comunque, il trend cambiò rapidamente ed il crash
venne riassorbito. Chi non si affettò a cambiare posizione si fece molto male.

La stella di Pretcher si offuscò decisamente negli anni ‘90, quando chiamò
un nuovo ribasso, ma questa volta non fu fortunato come nel decennio
precedente, quando comunque un crash di breve durata ci fu.

Ribassista dal ‘95, sbattè contro il più grande Bull Market di tutti i tempi,
uno carico di euforia e di esuberanza.

Nel 1995 uscì con il libro: “On the crest of a Tidal Wave” dove anticipava il
Dow a 400. Purtroppo per lui, però, l’indice andò a 13.000. Alla fine, da quel
livello, il crash ci fu, verso il 2000, ma in ogni caso, all’apice dello sgonfiamento
della bolla tecnologica, le quotazioni erano un buon 20-30% sopra quelle del
1995.

Stavolta, a seguire Pretcher nello short si rischiava di giocarsi la casa (sebbene
vada detto che non per tutto il periodo fu ribassista).

Ci riprovo’ poi con le commodity. Nel 2006, verso la metà dell’anno, chiamò
il top per oro e petrolio. Allora il petrolio era a 70$. Sì, nel 2008 finalmente
scese fino 40-45$, ma nel mentre arrivò anche a 150$ e non so in
quanti siano riusciti a restare tranquillamente short contro un trend
al rialzo così robusto per due anni.

A questo punto, il conto di molti investitori dovrebbe essere prosciugato.
Ed è un peccato, perché nel 2008 e 2009 Pretcher ci ha preso. Prima ha
indovinato il top a fine 2007 e quindi li ha fatti chiudere proprio verso
marzo 2009.

Solo che i fedeli di lungo corso probabilmente non avrebbero più avuto
molti capitali per queste scommesse.

Il servizio Hulbert Financial Digest, che negli USA effettua il monitoraggio di
centinaia di investment newsletter, ha registrato che il servizio di Pretcher ha
reso con il suo Trading Portfolio circa il -20% annuo composto dal 1985.
Nello stesso periodo un semplice buy and hold avrebbe reso un +12%
annuo composto.
Con altri portafogli della sua newsletter fece un po’ meglio, ma generalmente
si comportò peggio di un Buy and Hold.

In ogni caso, almeno di tanto in tanto Pretcher ha indovinato qualcosa.

Il che non è poco, considerando che. forse, c’è forse chi ha fatto anche
peggio, ma lo vedremo nel prossimo post.

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