Non seguite ciecamente i “guru” – Parte Terza

Negli ultimi due post ho scritto di due “esperti” i cui risultati
storici lasciano molto a desiderare. La conclusione è stata
che l’investitore intelligente non dovrebbe seguire i “guru”,
ma avere una propria solida strategia di investimento
che prescinda dalle analisi indovinate o meno.

Tuttavia, come in tutti i campi, c’è sempre un’eccezione ed
oggi ve la voglio presentare. Un “guru” che, se seguito, avrebbe
portato ad ottimi risultati.

Si tratta di Jeremy Grantham, Chief Investment Officier della
società di asset management GMO di cui è co-fondatore.

Diverse analisi sul suo “track record” rivelano che chi lo avesse
seguito dall’85 ad oggi avrebbe moltiplicato il proprio capitale per 13.

La sua analisi è generalmente di lungo termine, concentrandosi sui cicli più
importanti. 10 anni fa, al top della bolla azionaria (e tecnologica in particolare),
Grantham scrisse che le blue chip USA e le società tecnologiche sarebbero
state le “worst performer” della decade successiva. Addirittura, Grantham
predisse che l’indice S&P500 sarebbe sceso dell’1,8% medio annuo per
i successivi 10 anni. La performance effettiva non è stata per nulla lontana
da questa percentuale.

Nello stesso periodo, mentre diceva di uscire dall’azionario (o shortarlo),
contestualmente raccomandava di acquistare i REITs (Real Estate Investment
Trusts americani, cioè trust che investono in complessi immobiliari come
centri commerciali, residenziali, centri direzionali, ecc… e li affittano, distribuendo
poi per statuto gran parte dei proventi come dividendi con diverse esenzioni
fiscali). Chi avesse seguito il suo consiglio, non solo si sarebbe salvato dalla lost
decade sull’azionario,ma tra il 1999 e il 2007 avrebbe cavalcato in pieno tutta la
bolla immobiliare realizzando, sull’indice dei REITs americani, il 244% circa.

Nel 2007, poi, chiamo l’inizio della bolla immobiliare, raccomandando di uscire
dai REITs.

Venendo ai giorni nostri, nei primi mesi del 2009 Grantham dichiarò che la lunga
discesa azionaria era ormai vicina alla fine e che il mercato era “cheap”. Nei
prossimi 7-10 anni, Grantham dice di attendersi un rendimento delle azioni
superiore e di molto rispetto a quello registrato nei precedenti 10-15 anni.
Ad oggi sembra avere avuto ragione.

In questo momento, Grantham ritiene che per i prossimi 7 anni i mercati emergenti
dovrebbero fare molto bene e scommette su di essi. Ma ancora di più, questo “guru”
scommette sulle grandi blue chip USA con business stabili e prevedibili, marchio
forte e piene di liquidità come Wal Mart, JNJ, Microsoft, Pfizer, Google,
Exxon ed altre di questo tipo.

Se Grantham confermerà i suoi passati successi, investimenti in queste società
o in ETF che detengono questi titoli (come gli ETF sul Dow Jones o sull’S&P500)
dovrebbero ripagar emolto bene nei prossimi anni.

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