L’Oro è Veramente un “Porto Sicuro”? – EF Report 125
Uno dei maggiori punti fermi del mondo della finanza e che,
durante i periodi difficili e di instabilità, l’oro è sempre un “porto
sicuro”.
Mentre io sono un grande sostenitore del metallo giallo,
sono allo stesso modo abituato a non dare nulla per scontato.
Pertanto è sempre il caso di indagare.
La storia recente dell’oro può essere divisa in due parti:
la prima è la fase antecedente il 1971, la seconda quella
successiva (in realtà la fase antecedente il 1971 potrebbe
a sua volta essere divisa nel periodo che và dalla creazione
della FED al 1971 e nel periodo precedente la creazione
della FED).
Prima del 1971, semplificando, l’oro era assimilabile a quello
che oggi è la liquidità. Il dollaro era ufficialmente ancorato all’oro
(e le altre valute facevano riferimento al dollaro). Questo significa
che detenere oro e detenere dollari era equivalente.
Con la differenza che era più difficile per i minatori estrarre più
oro rispetto alla facilità con cui la FED stampava nuovi biglietti
verdi. Questo è il motivo per cui ad un certo momento gli USA
e il resto del mondo hanno preso atto che la FED aveva
emesso troppi dollari rispetto all’oro in circolazione e che
il cambio tra dollaro ed oro, allora fissato a 35 dollari per
oncia, non poteva più essere mantenuto. Fino al 1971, quindi,
l’oro era come il denaro in cassa. Anzi, meglio perchè perdeva
valore più difficilmente.
E’ chiaro quindi che in periodi come la Grande Depressione
o altre crisi economiche, finanziarie e politiche (guerre,
dissoluzioni di stati), l’oro preservava il potere d’acquisto
mentre gli assets finanziari e reali si deprezzavano.
Dopo il 1971 il cambio tra oro e dollaro (e tra oro ed altre
monete cartacee) non è più fisso ma variabile. In una prima fase,
il mercato ha premiato l’oro sulla moneta di carta. Durante gli
anni ’70, l’oro è passato da 35$ per oncia ad oltre 800$ per
oncia. In seguito, però, il metallo giallo ha ripiegato per circa
vent’anni, arrivando sotto i 300$ per oncia. E’ storia del
nuovo millennio una nuova fase di ascesa. Sicuramente l’oro
non è mai sceso sotto gli originari 35$ e se posso azzardare
una previsione non vedremo mai più l’oro sotto i 35$.
Tuttavia, tutto si può dire meno che in questi 35 anni l’oro
sia stato un investimento sicuro e tranquillo. Chi avesse
comprato l’oro a 35$ avrebbe oggi ottenuto un rendimento
ampiamente capace di proteggere il potere d’acquisto.
Ma chi avesse comprato ad 800$ nei primi anni ’80, oggi sarebbe
ampiamente sotto.
E per tutti gli ’80 e ’90 un investimento sugli indici azionari
americani avrebbe preservato il capitale molto meglio che un
investimento in oro.
Il fatto è che anche l’oro viene espresso, nel linguaggio comune,
in dollari, euro, yen. La verità, non molto amata dai sostenitori ad
oltranza dell’oro, è che il metallo giallo ha perso la sua funzione
monetaria.
Le persone guadagnano, comprano, investono in dollari ed
euro, non in oro. E mentre un tempo le valute cartacee emesse
erano convertibili in oro e quindi, comunque, il metallo giallo
aveva una funzione monetaria, oggi non è più così.
Se investi in un ETF azionario espresso in euro che cresce
del 10% e nello stesso tempo l’oro cresce del 15%, pensi di
aver guadagnato o perso? Se l’oro fosse assimilato alla moneta,
sicuramente dovresti pensare di aver perso. In termini “auriferi”
sei più povero. Ma in realtà, sono sicuro che ti senti più ricco.
Questo perchè la tua vita si svolge con gli euro ed è in euro che ragioni.
Così faccio io, così fanno quasi tutti. L’oro non è più moneta.
E’ un assets, esattamente come le azioni, le obbligazioni e gli immobili.
E come asset, è soggetto agli eccessi del mercato e alle bolle speculative.
L’oro a 800 nei primi anni ’80 era sicuramente sopravvalutato. L’oro a 250
ad inizio millennio era sicuramente sottovalutato. Data questa caratteristica,
è più difficile per il metallo giallo svolgere la sua funzione di “ancora” in caso
di turbolenze finanziarie. Non a caso, durante le crisi recenti, sia quella delle
ultime settimane che quella di maggio/giugno 2006, l’oro non ha preservato
proprio nulla ed è sceso insieme agli altri assets. In queste settimane ha retto
in po’ meglio rispetto ai mercati finanziari, ma durante lo storno del 2006
fece peggio.
A tutti gli effetti, la correlazione tra oro ed assets finanziari oggi è
molto forte.
Quando l’oro è un “porto sicuro”.
Ci sono due situazioni in cui l’oro puo tornare ad esercitare
la sua antica funzione.
La prima è una situazione che non ha una dimostrazione pratica recente.
Si tratta del caso in cui l’attuale sistema monetario/finanziario
crolli completamente e con esso crollino le istituzioni collegate
(FED, BCE, Fondo Monetario Internazionale, ecc…). In questa
situazione, detenere dollari, euro e altre valute simili sarà come
avere tra le mani coriandoli. Lo stesso sarà possedere bond,
compresi quelli governativi. In questa situazione le persone
vorranno avere qualcosa di reale tra le mani. Terre, cibo, acqua,
beni materiali. Poichè coloro che hanno, ad esempio, vestiti debbono
procurarsi il cibo e viceversa. Poichè non è sempre facile effettuare
lo scambio tramite il baratto, sarà necessario un “mezzo di scambio”,
una moneta.
La moneta cartacea non è più in grado di assolvere la funzione
monetaria. La storia dell’umanità ha portato a considerare l’oro
particolarmente adatto come mezzo di scambio. Per questo, in una
situazione simile, l’oro tornerà ad essere un porto sicura, un’ancora
di salvezza. Lo scenario delineato è altamente improbabile, almeno
nel breve termine. Sarebbe un caos totale.
L’altra situazionè in cui l’oro recupera gran parte della sua capacità
di dare sicurezza e stabilità è quando i prezzi salgono velocemente
e le banche centrali infiammano l’espansione della massa monetaria.
In queste situazioni, la liquidità e le obbligazioni non riescono a coprire
l’inflazione statistica e gli operatori si spostano sugli assets reali.
L’oro è una destinazione privilegiata del deflusso dei capitali da
cash e obbligazioni.
Detto questo, non dobbiamo eccedere nel togliere all’oro quello
che merita.
Nonostante negli ultimi tempi il metallo giallo si muova insieme
agli altri assets finanziari, il suo grado di correlazione con azioni
ed obbligazioni resta storicamente abbastanza basso. Inoltre, l’oro
resta un buon “anticiclico”. Quando il ciclo economico rallenta,
le azioni iniziano a scendere prima. Le banche centrali reagiscono
espandendo la liquidità e qui entra in gioco la qualità dell’oro quale
protezione contro l’espansione monetaria, giocando un buon ruolo
anticiclico.
Nella prossima edizione, vedremo altri due tipologie di investimenti
che diventano interessanti quandi i mercati finanziari sono in panico..
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
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