L’Oro Come Anticipatore di Tassi e Inflazione. - EF Report 107
Posted on Dicembre 1, 2006
Filed Under Oro Commodity e Peak Oil, Inflazione, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni
Quando si tratta di aumento dei prezzi, il petrolio è spesso
considerato da media ed economisti come uno dei principali
indicatori (e causa).
Quando il petrolio sale significa maggiore inflazione. In altri
casi, si prendono come indicatori altre materie prime.
Quindi si può dedurre che il petrolio sia un ottimo indicatore
dell’inflazione futura.
SBAGLIATO.
Il miglior indicatore del tasso di inflazione è l’oro.
Ogni anno la produzione di nuovo oro ammonta a circa l’1-2%
dello stock già in circolazione. Questo significa che non è possibile
incrementare rapidamente lo stock in maniera consistente.
Sapere che lo stock non cresce troppo, rende il prezzo dell’oro
stabile nel tempo. Il metallo giallo ha un’enorme capacità di mantenere
un valore stabile nel tempo.
Ed è per questo che esso ha servito per secoli come moneta. Coloro che
criticano le funzioni monetarie dell’oro diranno: l’oro non mantiene un valore
stabile.
L’oro è molto volatile.
Vero, l’oro è volatile. Ma questo dipende dal fatto che la politica
monetaria delle banche centrali è volatile. I tassi di crescita della
moneta variano molto da un mese all’altro (e da un anno all’altro).
Questo rende volatile il prezzo dell’oro. Ma nel lungo periodo l’oro
mantiene il suo valore e la sua capacità di acquisto. A volte possono
volerci anni e decenni di sottovalutazione, ma se le banche centrali
“inflazionano” prima o poi il prezzo del metallo giallo sale.
In proposito c’è stata un’importante ricerca alla Columbia University.
Nel 1933 una moneta d’oro (gold coin) da 20$, il Saint-Gaudens
Double Eagle Gold Coin poteva essere speso per acquistare un vestito
su misura fatto da un sarto di città. Oggi quella stessa moneta d’oro vale,
sul mercato delle monete d’oro, tra 600$ e 1000$. Se ci facciamo
realizzare un abito su misura da un buon sarto di città (non parlo
naturalmente di Armani, Valentino e simili, ma di un buon sarto ordinario)
spenderemo una cifra piuttosto simile.
L’Oro come “Forecaster” di Inflazione e Tassi di Interesse.
L’oro è particolarmente capace di anticipare i movimenti di inflazione
e tassi di interesse.
Nei primi anni ‘70, dopo che fu eliminato il collegamento tra oro e
dollaro, il prezzo del metallo giallo aumentò sulla previsione che la
FED avrebbe inflazionato la massa monetaria.
Questo fu seguito da un aumento dei prezzi e dei tassi di interesse.
Dall’inizio degli anni ‘80 l’oro iniziò a scendere dopo aver raggiunto
il picco nel 1981.
Il ventennio 80-2000 non a caso è stato un periodo di inflazione
e tassi in discesa. La capacità di anticipatore è mantenuta ancora
oggi ed è valida anche nel breve periodo. Il nuovo millennio è
stato un periodo di aumento del prezzo dell’oro.
Non a caso, dal 2001 ad oggi i tassi hanno ripreso a salire e
con essi anche il tasso di inflazione.
A partire da maggio 2006 il prezzo dell’oro ha raggiunto il picco
e poi ha stornato. Questo ha significato un inflazione più stabile e
tassi a lungo termine in discesa. I tassi sui titoli a 10 anni negli USA
erano sopra il 5% mentre oggi sono al 4,50%.
Oggi l’oro sta ripartendo. Questo sulla speculazione che la FED e
le altre banche centrali inizieranno ad inflazionare nuovamente per
contrastare il crollo dell’immobiliare.
Prezzi e soprattutto tassi potrebbero tornare a crescere nei prossimi
6-12 mesi.
Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!
- Cina, India e le altre economie emergenti stanno “deindustrializzando”
Italia, Europa ed USA. - L’aumento dei tassi della BCE renderanno più costoso il tuo mutuo.
- Il petrolio oltre i 60$ rende la tua bolletta più onerosa.
- La delocalizzazione è realtà in molti settori lavorativi.
Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione
Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..
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