Le dimensioni contano - EF Report 202

Posted on Novembre 15, 2007 
Filed Under Economia globale, Mercati Emergenti

Con il dollaro in difficoltà e ormai in un “Bear Market” che dura da alcun anni,
da molte parti si sente dire che gli USA sono in fase discendente, in declino,
e che entro qualche decennio lascerà ad altri paesi (la Cina è il candidato numero
uno) il ruolo di maggiore economia del mondo.

Mentre è molto probabile che in futuro vedremo gli USA perdere la
leadership, questo giorno è ancora lontano. Attualmente, le dimensioni dell’economia
americana sono ancora molto maggiori di quelle degli inseguitori.

Iniziamo dal valore assoluto. Il PIL americano è, nel suo complesso, maggiore
dei PIL di Giappone, Germania, Cina e Regno Unito messi insieme. Cioè, maggiore
di quello, combinato, delle quattro economie inseguitrici.

Dopo questo raffronto, possiamo vedere la situazione a livello di singoli paesi.

Le economie della Germania o della tanto enfatizzata Cina non superano
la dimensione delle economie del Texas e della California messe insieme. In altri
termini, la Cina che riempe le prime pagine dei giornali, ha un’economia pari
a quella di soli due stati americani. Certo, i tassi di crescita sono diversi, ma
intanto per ora questo è il rapporto.

E gli altri paesi?

La Corea del Sud ha un’economia delle dimensioni della sola Florida. E la
sola Florida ha le dimensioni economiche dell’India. L’economia della California
è pari a quella della Francia, quella del Texas pari all’economia canadese, il
solo Ohio è pari all’Australia. New York vale da sola come tutto il Brasile.

Mentre il confronto è già di per se impietoso, le differenze diventano ancora
più evidenti quando dai valori assoluti si passa ai valori pro-capite.

Ad esempio, dicevamo che la Cina ha una dimensione economica pari a
California e Texas messi insieme. Ma mentre questi ultimi due stati hanno
una popolazione combinata di soli 60.000.000 di abitanti, la Cina ne
ha 1,3 miliardi. In termini pro-capite, se anche la Cina diventerà la
maggiore economia mondiale (ai tassi di crescita attuali questo dovrebbe
avvenire intorno al 2040), il PIL pro-capite sarà appena pari a quello che
oggi (oggi, non nel 2040) ha l’Ungheria o qualche altro paese dell’Est
Europa.

In passato, le stesse stime che facciamo oggi per la Cina venivano fatte per
il Giappone, che secondo tutti avrebbe superato per dimensione gli USA. La
realtà ha mostrato una storia completamente diversa. E anche l’Unione Europea,
che realisticamente è l’area che ha più probabilità di superare per ricchezza
pro-capite gli USA, celebra come eccezionale una crescita del 2,5%,
mentre negli USA si parla di crisi o recessione con il PIL che per qualche
trimestre è sceso sotto il 3%).

Ora, mentre io do’ poco risalto a queste cifre statistiche (PIL, inflazione, ecc…
possono e nei fatti sono calcolate anche in modo diverso tra un’area e l’altra),
è indubbio che chi anche solo si ferma per vacanza in America, difficilmente
ha l’impressione di un paese meno prospero degli altri. E le grandi multinazionali
che maggiormente stanno beneficiando della globalizzazione e della crescita
dei paesi emergenti sono in buona parte americane.

Le dimensioni e i valori assoluti contano. Prestiamo attenzione a dare l’economia
americana per morta troppo presto.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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