Le decisioni dell’Europa
Fine settimana piuttosto importante quello appena trascorso, con il summit dei
capi di stato europei per prendere provvedimenti orientati a fronteggiare la
crisi dei debiti sovrani europei.
Incontri che sono poi proseguiti ieri, anche se le conclusioni restano
ancora molto fumose.
Per quanto riguarda il nostro paese, è stato chiesto dall’Europa un’accelerazione
delle misure orientati al contenimento del debito ed alla crescita economica.
Ma la presentazione di queste misure sta già incontrando dei problemi.
Sul fronte greco, probabilmente ci sarà un haircut del debito detenuto
dalle banche. Ma l’entità dello stesso ancora non è chiaro.
Insomma, per ora credo che restiamo sempre nell’ambito delle parole, mentre gli
interventi concreti sono ancora tutti da decifrare e forse persino da definire.
Quello che è certo è che per ora non ci sarà una monetizzazione del debito,
dato che Berlino al momento si è opposta alla trasformazione in banca del Fondo
Salva-Stati e alla possibilità, da parte di quest’ultimo, di accedere alla
liquidità della BCE. Ma anche qui non è detto che finirà così.
I mercati dopo il forte rally delle scorse settimane hanno vissuto delle
giornate interlocutorie. Giornate molto volatili, ma che tra rialzi e ribassi hanno
lasciato i mercati più o meno sugli stessi livelli.
A livello generale e macroeconomico stiamo sicuramente vivendo tempi interessanti
e cruciali. Ed anche i movimenti di protesta che si stanno sviluppando un po’ in
tutto il mondo, dagli “Indignati” europei ad “Occupy Wall Street” negli USA,
lo dimostrano.
Sicuramente tutto questo, a mio avviso, porterà a dei cambiamenti di qualche tipo.
Chi si occupa di investimenti si sta quindi sbizzarrendo nel fornire proposte e
soluzioni su come proteggersi da potenziali “tempi difficili”.
Da chi raccomanda l’oro e i metalli preziosi a chi suggerisce l’acquisto di pezzi
di terra ed allevamenti, con un conseguente ritorno nelle campagne, fino a chi
propone soluzioni di autosussistenza ancora più spinte.
L’oro, lo sanno bene i lettori di vecchia data, mi piace molto, ma deve restare
sempre nell’ambito di un’asset allocation ben bilanciata. Il tutto senza eccedere.
Circa le altre soluzioni, beh, queste presuporrebbero il venir meno della divisione
del lavoro e quindi una notevole caduta generale degli standard di vita ben oltre
quello che stiamo vivendo oggi. Molto oltre.
Ed in tal caso, credo che questi investimenti sarebbero inutili se non accompagnati
anche da adeguati investimenti (economici ed organizzativi) in sistemi di difesa
delle proprie proprietà (quindi armi, ma anche aggregazioni in comunità, perchè
nessuno singolarmente può pensare di difendersi da moltiplici attacchi esterni).
Personalmente non ritengo probabili questi scenari.
Vivremo tempi difficili, è molto probabile che andremo incontro ad un “deleverage”
più evidente. Questo comporterà anche una fase di solo moderata inflazione se
non addirittura leggera deflazione (seppur temporanea).
Ma a mio avviso ci sono altri tipi di investimenti che possono proteggerci bene.
Ma questo sarà materia di prossimi post.
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