Le azioni sono il miglior investimento. - EF Report 163

Posted on Agosto 28, 2007 
Filed Under Investire intelligentemente, Value Investing, Banche Centrali, Mercati Azionari

I mercati finanziari stanno vivendo un periodo particolarmente
interessante.

Dopo la forte correzione di agosto abbiamo vissuto una ripresa
delle quotazioni che è ancora in corso, ma già vediamo dei segnali
di debolezza, nuove preoccupazioni ed enfasi su ogni dato
e notizia negativa.

La recente correzione ha riportato alla ribalta numerosi “perma-bears”,
cioè persone che vedono i mercati finanziari, il sistema monetario
e le economie occidentali sempre pronti ad un crollo. Molti di questi,
siano essi investitori, analisti o “titolari” di siti internet sono aderenti alla
Scuola Austriaca del’economia e sostengono l’investimento in oro
come migliore sistema per proteggersi.

Anche io ritengo che la Scuola Austriaca abbia esposto i concetti
migliori in campo economico e vedo nell’oro un importante componente
del portafoglio di ogni investitore.

Ma non condivido affatto la visione negativa e pessimistica dei “perma-bears”.

E il miglior investimento non è l’oro, ma le azioni. Per diverse ragioni.

1. La crescita economica è reale, non di carta.

Uno degli argomenti principali dei “perma-bears” è che la crescita
economica degli ultimi decenni è una crescita puramente “nominale”,
dovuta all’inflazione monetaria delle banche centrali. Dal punto di vista
reale, il mondo occidentale non ha aumentato il suo tenore di vita.

Assolutamente falso.

La crescita economica degli ultimi decenni è stata tutt’altro che
fittizia. Oggi le persone grazie ad internet possono comunicare tra
loro e scambiarsi informazioni in modo esponenzialmente più rapido
ed economico di quanto avveniva venti o trent’anni fa. Vivono più a
lungo del passato grazie ai nuovi farmaci. Possono viaggiare di più e
in più paesi grazie ai nuovi processi organizzativi delle compagnie aeree.

E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Le banche centrali, con il
processo di inflazione monetaria, “redistribuiscono” questa maggior
ricchezza. Dagli ultimi prenditori del nuovo denaro immesso
nel sistema (stipendiati, pensionati ed eventualmente piccoli imprenditori)
verso i primi prenditori (banche in primis). E con la cattiva (ed inutile)
gestione della moneta rendono gli assets reali (immobili in primis)
enormemente più costosi. Ma questo è un altro problema. La crescita
economica mondiale (o anche solamente quella del mondo occidentale)
è una crescita reale.

Nonostante le distorsioni create dalle banche centrali, l’uomo
continua (e probabilmente continuerà sempre) a cercare innovazioni
e migliori soluzioni ai problemi comuni e non.

3. Le azioni non sono carta.

Un altro argomento dei tipico dei “perma-bears” è il loro sostenere la
superiorità dell’oro in quanto asset reale contro azioni e obbligazioni
che sono puramente pezzi di carta.

Le obbligazioni possono anche essere carta. In quanto promessa di
una futura serie di pagamenti a titolo di interesse e rimborso del capitale,
finché questo pagamento non si verifica un’obbligazione non è altro, appunto,
che una promessa. Quindi un pezzo di carta.

Ma le azioni sono “pezzi di business”. Dietro il pezzo di carta c’è l’esperienza
del management e del personale, l’avviamento commerciale, le reti di vendita,
i marchi e i brevetti, i processi organizzativi e produttivi e infine anche gli assets
reali come gli impianti, i fabbricati e i terreni. Se tutto questo è “carta”, allora
abbiamo concetti diversi di quello che è “carta”. Naturalmente anche in questo
caso l’intervento delle banche centrali crea distorsioni. Come ho fatto
notare nell’ultima edizione, l’espansione monetaria e creditizia genera bolle,
anche sulle azioni. Per questo può accadere che oggi il mercato valuti
un pezzo di un business quotato 100 euro e dopo un anno magari
solo 50. Difficilmente nell’arco di un anno un business può svalutarsi della metà.

Allo stesso modo, difficilmente qualsiasi business può meritarsi in un solo
anno una valutazione doppia. L’illogicità umana genera valutazioni
diverse in periodi diversi, il controllo sulla moneta da parte delle
banche centrali ne amplifica le divergenze.

4. Infine, c’è ancora fiducia nella FED e nel sistema delle banche centrali.

La recente correzione lo ha dimostrato. Se il problema che ha generato
la bolla dei mutui era la troppa liquidità, quando le banche centrali
hanno immesso nuove ondate di denaro sul mercato ci si doveva
attendere un’esplosione dell’oro e un ulteriore caduta dei mercati.

Solo questo avrebbe lasciato intendere che c’è sfiducia nel central
banking.

Invece, i mercati hanno reagito bene e l’oro è rimasto stabile. Essi
non aspettano che nuova liquidità e taglio dei tassi. I mercati credono
nel central banking.

Questo non è logico, ma per ora è un dato di fatto. Forse tra qualche
anno potremo riparlarne. Man mano che la situazione degenererà i mercati
perderanno fiducia nelle banche centrali.

Allora le argomentazioni dei “perma-bears” meriteranno attenzione non
solo dal punto di vista concettuale, ma anche operativo. Ma quel momento
non sembra ancora arrivato.

Naturalmente la catastrofe finanziaria ed economica e il collasso del
sistema monetario è sempre una possibilità. Così come, senza arrivare
a questi livelli, è possibile un grosso crollo dei mercati e lo scoppio di qualche
bolla speculativa.

Ma in ogni caso, le azioni hanno sempre saputo recuperare il terreno perso.

Dal punto di vista storico i “pezzi di business” offrono rendimenti e protezione
migliori della liquidità, delle obbligazioni e dell’oro stesso. A patto di avere un
orizzonte temporale abbastanza lungo e di comprare maggiormente quando le
valutazioni sono ragionevoli.

Nella prossima edizione spiegherò perchè attualmente le valutazioni sono
interessanti e quindi è un buon momento per iniziare ad accumulare un po’
di azioni.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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