Le azioni non sono mai costate così poco negli ultimi anni. - EF Report 164

Posted on Agosto 31, 2007 
Filed Under Investire intelligentemente, Value Investing, Mercati Azionari

Nella precedente edizione ho evidenziato perchè nel lungo termine
le azioni sono il miglior investimento. Questo non significa ovviamente
che in qualsiasi momento noi acquistiamo azioni abbiamo la certezza
che stiamo facendo la cosa migliore.

Infatti, anche se le azioni sono la classe che statisticamente ha
reso di più nel tempo, ci sono momenti in cui esse sono particolarmente
costose ed è preferibile stare fuori per un po’.

Ad esempio, chi avesse investito nel momento del picco della bolla
tecnologica, oggi sarebbe ancora in territorio negativo, mentre un investimento
in oro avrebbe reso quasi il 150% e anche le obbligazioni avrebbero fatto
molto meglio.

Se però riusciamo ad isolare questi momenti di picco e ad evitarli,
allora ci sono buone probabilità che le azioni ci offriranno un buon
rendimento e senza neanche aspettare tempi biblici.

In questo momento siamo in uno di questi momenti di picco? Il mio parere
è che non siamo affatto in uno di questi momenti.

Anzi, dopo la recente correzione, in rapporto a utili e flussi di cassa,
le azioni non sono mai state così economiche negli ultimi dieci anni.

Anche nel 2002, dopo lo scoppio della bolla internet e due anni di
mercato Orso, le azioni erano più costose di oggi in termini di P/E.

Per selezionare delle buone azioni per il mio servizio Trend e Strategie di Investimento,
uso diversi “stock-screener” automatici (forniti ad esempio gratuitamente da Yahoo Finanza)
per avere una short-list di titoli meritevoli di attenzione. Questi stock-screener
sono basati su parametri “value” (utili, cash-flow, solidità finanziaria, ecc…)
e devo ammettere che sono piuttosto “severi”. Nel corso di questo 2007,
i risultati derivanti da questi stock-screener sono stati molto ridotti e dopo
l’ulteriore approfondimento, raramente ho trovato qualcosa meritevole di
attenzione.

Ma dopo la recente correzione, i risultati prodotti sono piuttosto numerosi
(sebbene non si tratti di un numero di risultati poi così vasto). Ora, ovviamente
questa cosa di per se può anche significare poco, ma la realtà è comunque che ci
sono settori poco legati all’immobiliare, alla finanza e ai sub-prime che sono
stati colpiti severamente e senza motivo e ora hanno quotazioni molto
interessanti.

E se fossero gli utili ad aver raggiunto il picco?

Una delle obiezioni a quanto detto fino ad ora è che gli utili hanno raggiunto un
massimo storico, per questo i rapporti P/E sono bassi.

Questo è vero. Credo che nel corso dei prossimi trimestri vederemo gli
utili scendere, soprattutto nel settore bancario, finanziario ed
immobiliare/costruzioni.

Ma altri settori possono tenere bene. Materie prime, energia, utility
e farmaceutico, solo per fare alcuni esempi, non dovrebbero vedere i loro
profitti scendere molto.

Credo insomma che se anche ci fosse, questa riduzione dei profitti non
dovrebbe essere drammatica e non dovrebbe “impattare” troppo sul
rapporto P/E dei mercati.

Solo un po’ di attenzione.

Prima di correre a comprare una montagna di azioni, un attimo di
attenzione. Recentemente ho scritto delle somiglianze che la correzione di
quest’anno ha con quella dello scorso anno e di come mancasse ancora
l’ultima fase di discesa prima di un solido rimbalzo di medio
periodo. Questa fase discendente non c’è ancora stata (a meno che non
si consideri tale quelle due giornate negative della metà della settimana).

Non è detto che quest’ultima fase discendente debba esserci per forza,
ma non è neanche da escluderlo. Il miglior modo per entrare (o rientrare)
sull’azionario in questo momento è “un po’ per volta” ripartendo
il capitale che volete investire in almeno tre o quattro parti e quindi
ogni mese investire le somme. In questo modo eviterete di essere
eccessivamente schiavi del timing.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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