L’anniversario della Grande Bolla
Due settimane fa è stato il decimo anniversario di una delle più
grandi bolle della storia. Anzi, sicuramente la più grande.
In un periodo, quello attuale, dove si parla di crisi, recessione, addirittura
depressione, crash dei mercati, ecc…, questa bolla sembra lontana non
dieci anni, ma secoli da noi.
Eppure, “solo” dieci anni fa, il Nasdaq toccava quota 5000 punti.
Per rendere l’idea di quanto sia implosa la bolla, si consideri che ai
minimi di marzo 2009, il Nasdaq quotava 1300 punti.
Dieci anni fa, sicuramente, si raggiunsero degli eccessi. Tuttavia, non
va dimenticato che al tempo questa bolla aveva le sue giustificazioni.
Sul finire degli anni ’90, l’economia era molto robusta, la disoccupazione ai
minimi, la crescita era elevata e continua, eventuali crisi momentanee
e locali (come la crisi finanziaria asiatica del ’98) erano brillantemente
superate, c’era grande fiducia in Greenspan come supervisore del
sistema finanziario americano e, di conseguenza, internazionale.
Internet e la tecnologia aggiungevano euforia a questa situazione, portando
le quotazioni agli estremi.
All’apice della bolla, si era disposti a pagare qualsiasi prezzo per titoli appena
quotata, che non facevano ancora utili e, alcuni, avevano anche vendite irrisorie.
Il tempo, come sempre, ha riportato alla realtà. La bolla è implosa ed il
Nasdaq ha raggiunto livelli enormemente più bassi. Come detto, ai minimi
del 2009 arrivò anche a quota 1300 punti ed ora, anche dopo l’elevato rialzo
degli ultimi 12 mesi, siamo a quota 2400 punti, cioè sotto del 50% rispetto
ai picchi del 2000.
Ad un rialzo del 10% annuo composto (una buona progressione), ci vorrebbero
ancora 7 anni e mezzo per ritornare ai livelli di allora.
La cosa interessante, comunque, è che mentre il Nasdaq si è dimezzato,
le aziende che lo compongono hanno continuato nel loro lavoro, espandendosi,
crescendo, migliorando fatturato, utili e cash flow.
Aziende come Cisco, Oracle, Intel, Microsoft e tante altre, sono oggi più di allora
leader dei loro settori, alcune hanno posizioni di quasi monopolio ed ogni anno
producono montagne di cash flow, sono prive di debiti e piene di liquidità.
Allora c’era un eccesso verso l’alto. Oggi puo’ esserci un eccesso verso il basso.
A parere del sottoscritto, il Nasdaq nasconde oggi ottime opportunità e i titoli
tecnologici sono tra quelli con i migliori fondamentali.
In un prossimo post, vedremo proprio uno di questi titoli che è stato, nell’ultimo
anno, uno dei migliori “performer” all’interno del nostro servizio premium
Trend e Strategie di Investimento.
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