La morte dell’equity.

Nell’edizione dell’8 luglio del Telegraph, importante e famoso
giornale inglese, veniva riportato un articolo dal titolo:
Why the bond markets are signalling a depression”.

Nello stesso, veniva riportato che, poiché i rendimenti dei titoli
di stato europei sono scesi sotto il rendimento dell’equity
(dividend yield), probabilmente questo segnala l’inizio di una
generalizzata fase di stagnazione economica o peggio, con
conseguente progressiva fuga degli investitori dal “rischio”,
con ulteriori conseguenze negative per il mercato azionario.

Non è l’unico articolo con outlook negativo sui mercati azionari
uscito da quando iniziò il grande Bear Market del 2008.

La cosa interessante e per noi investitori positiva è che questo
genere di articoli sembrano uscire molto frequentemente al termine
di lunghe fasi di discesa dei mercati. Emblematico fu il famoso
articolo che uscì nell’edizione di “Business Week” del 13 agosto
1979 che, appunto, si intitolava “The death of equity”.

Allora, sappiamo bene come andò. Il mercato, all’uscita di
quell’articolo, aveva già visto il peggio e dopo qualche anno
(circa due) di incertezza e titubanza iniziò il più grande bull
market della storia, quello degli anni ’80 e ’90.

E, comunque, anche nel solo 1979 l’indice S&P500 mise a
segno un rialzo a doppia cifra.

Al contrario, difficilmente apparivano articoli di questo tipo
nel tardo 1999 o nei primi mesi del 2000.

Gli operatori finanziari, siano essi investitori o giornalisti, tendono
a proiettare nel futuro l’esperienza degli anni più recenti. Pertanto,
se veniamo da un periodo di ottimismo ed esuberanza, essi
tendono a stimare per il futuro scenari ancora più ottimisti.

Viceversa, se il recente passato è stato negativo, per il futuro si anticipa
ogni sorta di sciagura.

Come investitori, noi dobbiamo cercare di essere immuni da questi
comportamenti. Per farlo, in primo luogo dobbiamo avere la giusta
strategia, basata nel nostro caso sull’asset allocation, che come sappiamo
determina gran parte dei rendimenti che si ottengono dal proprio
portafoglio.

Quindi, nell’ambito dell’asset allocation dobbiamo selezionare ETF
o azioni che abbiano come sottostanti paesi, settori o business con
buone prospettive.

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