La FED taglia i tassi: ed ora? - EF Report 168

Posted on Settembre 18, 2007 
Filed Under Inflazione, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni

Bernanke ha deciso il taglio dei tassi. La decisione era quasi scontata, ma
l’entità del taglio è stato abbastanza elevata: 0,50% in un solo colpo.

I mercati azionari hanno subito reagito con un rally superiore al 2% e
domani vedremo cosa faranno Asia ed Europa.

Anche sul fronte delle commodity, l’oro è ormai stabilmente sopra i 700$
da diverse sedute e mentre sto scrivendo il petrolio è a oltre 82$.

Nel corso del 2006 e per parte del 2007, il dilemma che aveva di fronte
Bernanke e che io ho più volte presentato era: inflazione o recessione?

Ora il presidente della FED, nel momento cruciale, sembra avere scelto
la strada. Una scelta che era ampiamente prevedibile: ha scelto l’inflazione.

Ma questo sarà sufficiente ad evitare la recessione?

Naturalmente, dopo il taglio l’ottimismo dei mercati azionari è alle stelle,
ma in questo momento credo che sarà fondamentale vedere la reazione dei
mercati obbligazionari.

L’andamento dei tassi che si formano sul mercato sarà fondamentale per
l’economia reale. Le paure sull’inflazione potrebbero spingere i tassi a lungo
termine verso l’alto e non è detto che i tassi a breve scendano.

La crisi bancaria/finanziaria si sta trasformando da crisi di liquidità in crisi di
credibilità
. Se le banche continueranno a non finanziarsi più tra loro, il costo vero
dei prestiti aumenterà.

Quando la BCE ha deciso di non alzare i tassi, il tasso Euribor non è sceso,
ma è rimasto stabile. Anzi, è salito leggermente.

Solo recentemente esso si è mosso verso il basso, come reazione alle
enormi iniezioni di liquidità della BCE.

Ora, se i tassi di mercato non seguiranno i movimenti della FED,
i debitori difficilmente vedranno migliorare la loro situazione. E gli
istituti bancari eroganti non riusciranno a migliorare i recuperi dei loro
crediti.

Dopo questa giornata di esuberanza ci attendono momenti importanti.

Presto inizieranno le prime trimestrali e i riflessi della crisi dei mutui
inizierà a farsi vedere nei bilanci bancari. Inizieremo cioè a vedere la
vera entità di questa crisi. E in autunno, se è vero che molti americani
non riescono a pagare le rate dei loro mutui, vedremo l’impatto sui consumi.

Tutte incognite importanti e da verificare, prima di decretare la fine della crisi.

Personalmente, mi piacerebbe che dopo un po’ di esuberanza di questi giorni
i mercati inizino a scontare un po’ queste incognite, con una ulteriore e possibilmente
ultima fase di ribassi. Questo offrirebbe l’opportunità di altri accumuli sul mercato
azionario per godersi poi un sano rally nell’ultima parte dell’anno.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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