Italia a rischio?
E’ indubbio che da qualche mese i mercati abbiano iniziato a “scommettere”
contro l’Italia. Lo spread tra il rendimento dei BTP e quello del Bund,
entrambi a 10 anni, ha raggiunto nelle scorse settimane livelli record
ben oltre i 300 punti base.
Un record storico e, per capirne la portata, si consideri che, durante i
periodi più difficili della crisi greca del 2010, tale spread fu pari a
circa 150 punti base.
Secondo il Financial Times, gli hedge funds stanno direttamente shortando
i titoli di debito italiano.
Infine, i CDS sul nostro paese sono, ugualmente, a livelli record.
E’ quindi chiaro che l’Italia è ormai a rischio.
L’Italia non è un paese come la Grecia o il Portogallo. L’Italia è un
“peso massimo”. Relativamente al debito, è il terzo peso massimo al mondo
dopo USA e Giappone ed il primo tra quelli che non possono fronteggiare
problematiche finanziarie tramite la stampa diretta della moneta necessaria,
eventualmente, ad assorbire i titoli non sottoscritti dal mercato.
Infatti, avendo adottato l’euro, il paese non ha quella che si chiama
“sovranità monetaria”.
L’Italia dovrà quindi affrontare questa crisi agendo esclusivamente sul
fronte delle finanze pubbliche e contando, forse. sull’eventuale sostegno
istituzionale della UE e della BCE.
Dico sostegno istituzionale perche’ è improbabile pensare a piani di aiuti
simili a quelli visti per Grecia, Portogallo ed Irlanda. Infatti, nessun
paese (anche fosse la Germania), anzi nemmeno nessun “consorzio” di paesi,
avrebbe le risorse per sostenere il nostro paese.
L’analisi tecnica non lascia presumere nulla di buono. Secondo i grafici,
il BTP dovrebbe scendere ancora.
L’Italia, date le sue dimensioni, puo’ far saltare l’intera area euro e
porre un serio pericolo per l’intero sistema finanziario internazionale.
Massima attenzione, quindi, agli sviluppi su questo fronte.
E se si vogliono detenere in portafoglio titoli di stato per la parte
“sicura” del proprio portafoglio, meglio guardare ai titoli tedeschi o
olandesi. I rendimenti sono quelli che sono, ma in questo momento la
“sicurezza” è forse più importante.
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Ciao Roberto,
due curiosità in merito:
1) Il fatto che l’Italia, se non sbaglio, sia al 4° posto per quantità di oro detenuto dalla Banca d’Italia (circa 2500 tonnellat) può, secondo te pesare in qualche modo su un possibile default? Cioè funzionare come una specie di assicurazione…
2) Vuoi dirmi che raccomanderesti di sbarazzarsi dei BTP in portafoglio oggi? Pure dei BTPi?
Grazie e Complimenti per il blog che seguo da anni!
LightQuantum
1) Beh, sono sicuramente importanti, bisogna vedere come saranno usate. Se la proposta è quello di venderle si farebbe una gran cavolata
2) I BTP non mi piacciono per nulla. Anche senza default c’è rischio che si deprezzino ancora.
Riguardo i BTP, supponendo di avere in portafoglio titoli vecchi degli anni 90 che attualmente rendono ancora parecchio…che consigliate di fare? venderli per mettere il gruzzolo in qualcosa di più sicuro o continuare a tenerli sfruttando i rendimenti degli anni 90 impensabili per un investimento fatto al giorno d’oggi?
Saluti
Ormai non credo che i rendimenti degli anni ’90 siano tanto superiori a quelli attuali (che sono intorno al 6%). Forse quelli dei primissimi anni ’90 o anni ’80.
Consigli in questa sezione free tendo a non darne e comunque i BTP non sono tra i miei investimenti preferiti, poi dipende anche dalla propensione al rischio di ognuno e dalla durata residua.
Ora era davvero il merito di credito d’America “downgrade” che un altro è imminente crisi finanziaria, le ultime settimane hanno già risposto ai mercati finanziari.