Inflazione vs. Recessione. Cosa fa più paura? - EF Report 91

Posted on Luglio 28, 2006 
Filed Under Economia globale, Inflazione, Banche Centrali, Tassi e Obbligazioni

Ufficialmente, la FED e a ruota le altre banche centrali stanno
combattendo la loro battaglia contro l’inflazione.

Aumentando i tassi e restringendo la liquidità hanno provocato
un forte ridimensionamento di commodity e mercati azionari tra
maggio e giugno.

Ed ora, gli USA stanno vedendo i primi segni di rallentamento
dell’economia.

Le vendite al dettaglio stanno rallentando e in un’economia
dove i consumi privati contano per oltre il 70% non può lasciare
indifferenti.

Inoltre, il mercato immobiliare sta rallentando. Negli ultimi anni,
in America l’aumento delle quotazioni immobiliari e la riduzione dei
tassi sono stati fondamentali per alimentare i consumi.

Il proprietario immobiliare infatti accendeva un mutuo, ad
esempio per l’85% del valore dell’immobile, che andava a
sostituire quello precedente.

Ma poichè il valore dell’immobile era cresciuto, quell’85%
corrispondeva ad un valore maggiore del mutuo precedente.

Una volta pagato il vecchio mutuo restavano quindi risorse
finanziarie da dedicare ai consumi (e a volte anche agli investimenti
finanziari).

Ora che le quotazioni sono in calo e i tassi in rialzo, questo
“gioco” diventa sempre più difficile. E i consumi vedono venir
meno una fonte di consumatori.

Ma non è tutto.

Sempre più “debitori” hanno difficoltà a ripagare i debiti. Le
insolvenze portano poi in un secondo momento a fallimenti,
inesigilbilità dei crediti bancari, aumento dei tassi di finanziamento
perchè il rischio di credito aumenta e quindi ad un’ulteriore riduzione
della liquidità.

Naturalmente, se succede questo negli USA, il resto del mondo
non resterà immune. Cina, Giappone e altri paesi emergenti sono
fortemente dipendenti dalle esportazioni verso gli Stati Unti.

E anche l’Europa non è da meno.

Questi dati mostrano che un serio rischio di recessione tra la
seconda parte dell’anno e il 2007 non è qualche cosa di così
remoto.

Attualmente, le banche centrali continuano, a parole, a combattere
l’inflazione.

L’aumento del prezzo del petrolio e le tensioni internazionali continuano
a catalizzare l’attenzione sul pericolo inflazione. Come ha fatto ben
notare l’analista americano Puru Saxena, il compito delle banche
centrali non è quello di combattere l’inflazione, in quanto esse stesse,
stampando moneta, ne sono la prima causa.

Il loro compito è quello di combattere la “paura
dell’inflazione” che di tanto in tanto si presenta.

Per evitare che tale paura diventi eccessiva e ci sia una progressiva
fuga dalla valuta nazionale o, peggio, un rifiuto della stessa, vengono
innescati cicli di rialzi dei tassi e riduzioni di liquidità.

Questo finché una recessione è alle porte e le preoccupazioni per
l’inflazione vengono sostanzialmente meno. A quel punto le banche
centrali hanno via libera per tornare a fare il loro vero mestiere:
stampare moneta.

Investire in periodi di recessione

Mentre attuamente siamo ancora nella fase in cui le banche centrali
stanno combattendo l’inflazione (sempre a parole, NDR), se lo scenario
recessivo si presenterà ci saranno altri investimenti che torneranno a far
bene e altri che saranno da evitare.

I bond a lunga scadenza performano bene poichè i tassi si abbassano
e aumenta la domanda. Le azioni fanno male poichè gli utili scendono
(generalmente poi salgono nella fase finale recessione). L’oro dovrebbe
far bene perchè le banche centrali tornano ad espandere la moneta.

Negli USA c’è stata un’inversione della curva dei tassi quasi completa.

Questo è uno dei segnali più attendibili che predicono una recessione
all’orizzante.

Da qui ad un anno presta quindi attenzione. Lo scenario
potrebbe cambiare…

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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