Inflazione sì, inflazione no
Ad ormai circa due anni dal primo “quantitative easing” messo
in piedi per fronteggiare la grande crisi del 2008/2009, continua
la visione alternativa di cosa ci troveremo come conseguenza di
questa enorme espansione monetaria (e di quelle successive): da un
lato c’è chi vede l’inefficacia di queste manovre e, quindi, una
moderata deflazione in stile giapponese. Poi c’è chi, invece, crede
che presto o tardi questa liquidità finirà per uscire dal circuito
finanziario ed andrà ad aumentare i prezzi (inflazione).
Come sapete, io rientro nella seconda categoria.
Vediamo però ad oggi come è andata oggettivamente.
Per quanto riguarda gli indici ufficiali, l’inflazione risulta ancora
moderata. Tuttavia, è bene dirlo, non c’è segno di deflazione.
I prezzi aumentano. Poco, ma aumentano.
Inoltre, si sa che gli indici dei prezzi sono messi spesso sotto
accusa. Per molti, i prezzi stanno aumentando molto di più rispetto
a quanto dicano gli indici calcolati. Del resto, basta guardare il
prezzo della benzina.
In ogni caso, questo è l’andamento dei prezzi delle commodity
nell’ultimo anno (espressi in euro):
Petrolio: +22%
Rame +32%
Alluminio
Gas Naturale -1%
Agricolture Index: +32%
A cui si aggiungono le notevoli performance dei metalli preziosi.
Tutti questi numeri, a mio avviso, segnalano inflazione, non deflazione.
In ogni caso, è bene ribadirlo, non vediamo prezzi in discesa, ma in rialzo,
seppur moderato.
E la deflazione significa ribasso dei prezzi, non moderato rialzo (anzi,
deflazione nel termine originario significa riduzione della quantità di
moneta, ma questo è un altro discorso).
Il moderato rialzo dei prezzi è comunque inflazione.
Gli indicatori dei prezzi restano abbastanza bassi a causa della discesa
dei prezzi dell’elettronica e anche degli immobili, ma siamo ben lontani
dal poter parlare di un generalizzato ribasso dei prezzi.
E se il prezzo delle commodity continuerà a salire, difficilmente si
potrà avere una discesa dei prezzi.
Comunque, su questo fronte, statene certi, continueremo ad avere
fazioni fortemente contrapposte.
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