Il taglio dei tassi non è una soluzione
Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un
taglio coordinato dei tassi da parte di FED
e BCE, insieme ad altre importanti banche centrali
nazionali di tutto il mondo.
L’obiettivo era quello di ridare fiato al sistema
finanziario, allentando le tensioni sull’interbancario,
ripristinando la fiducia e permettere ai mercati
finanziari di smettere di scendere.
Alla prova dei fatti, nulla di tutto questo è
successo. E mentre sto scrivendo, i principali
indici mondiali si apprestano a chiudere la settimana
nel modo peggiore. Negli ultimi cinque giorni di
Borsa sono state annientate dal 15% al 25% delle
capitalizzazioni e questa è sicuramente una delle
peggiori settimane della storia che io ricordi, se
non la peggiore.
I tassi delle banche centrali non sono un problema.
La situazione dei tassi delle banche centrali sono
tutt’altro che un problema. Al momento, i tassi
in USA sono all’1,50%, in Europa al 3,75%.
Prima di questa settimana, questi tassi erano più
alti di 0,50 punti percentuali. Quindi, USA al 2%
ed Europa al 4,25%.
Se questi sono ed erano tassi storicamente alti,
tali da strozzare il mercato del credito, allora
tale mercato non doveva semplicemente esistere
in passato, quando i tassi erano doppi o tripli.
Il punto è che in questo momento non sono
i tassi delle banche centrali ad essere un problema.
Il primo problema è la fiducia e i tassi interbancari
che ne conseguono. Sul mercato interbancario,
i tassi sono ben oltre il 5% e sono aumentati
dopo il taglio della BCE. Anche negli USA
le cose non sono diverse. I mutui ora vengono
fatti a tassi ben oltre il 5%, nonostante la FED
presti all’1,50% (o al 2% la scorsa settimana).
Sicuramente il taglio aiuterà a rendere i capitali
meno onerosi per le banche, ma è ben lungi
dall’essere una soluzione seria e duratura.
Il secondo problema è la liquidità. Con gli
attivi bancari, dalle obbligazioni alle azioni
fino ai titoli più “esotici” (come i derivati con
i mutui sottostanti) che stanno svalutandosi
continuamente ed alcuni addirittura privi di
mercato e quindi non liquidabili, le banche
faticano a reperire la liquidità necessaria
per far fronte ai loro debiti, lasciamo poi
perdere la possibilità di fare nuovi prestiti.
E qui siamo alla situazione attuale, con i
mercati che si stanno contraendo e si stanno
svalutando.
Soluzioni.
Purtroppo non esiste una soluzione che
eviti una profonda crisi e una profonda
recessione. Sintetizzando e riassumento
le parole di Mises di circa un secolo fa,
“Non c’è modo di evitare il collasso
finale di un boom generato da una precedente
espansione indiscriminata del credito.
Il punto è se tale collasso arriverà subito
in seguito all’abbandono di tale espansione
creditizia o in seguito, per via di iperinflazione
e connessa distruzione del sistema finanziario
e monetario.”
A mio avviso, la cosa migliore è far si che il
sistema si spurghi il più possibile, anche se questo
significa forti ribassi borsistici, recessione, crisi
sistemica. Dopo tutto questo, si potrebbe ripartire
da basi più solide e con un sistema monetario
più onesto.
Purtroppo, vedo che si continua a combattere
la crisi con i sistemi tradizionali (che sono poi
la causa della crisi stessa). Espansione monetaria
da parte delle banche centrali, tentativo di rendere
più agevole il credito e la liquidità. Questo puo’
dare sollievo momentaneo come una dose di
droga da sollievo ad un tossico dipendente. In
seguito, tutti i problemi attuali rischiano di
ripresentarsi, ancora più accentuati.
Chiusura delle Borse.
Circola in rete la news che questo fine settimana
potrebbe essere decretata la chiusura delle Borse
per alcune giornate. A mio avviso, questo sarebbe
uno dei rimedi peggiori. L’impossibilità di vendere
i propri titoli quando si vuole vendere è una delle
cose che puo’ generare più insicurezza e spavento
negli investitori, che liquideranno non appena si
riaprirà, generando ancora più panico.
Come proteggersi.
La cosa migliore, in questo momento, è restare
assolutamente liquidi. Nel servizio premium
Trend e Strategie di Investimento abbiamo
ora quasi il 60% in liquidità e solo una piccola
quota di azioni. Quel 60% è al momento al
sicuro dai ribassi delle Borse e tornerà utile
quando il mercato invertirà. Chissà, forse
dopo tutti questi ribassi potremo non essere
lontani.
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Tutto giusto e agghiacciante, che macello sta crisi. Credo che abbiamo messo degli apprendisti stregoni a manovrare le leve della finanza mondiale e condivido l’articolo dell’esercido delle 3 scimmie che vi segnalo:
http://crisi-finanziaria.myblog.it/archive/2008/10/10/bernanke-trichet-bush.html