Il pensiero di Sir Templeton - EF Report 63

Posted on Gennaio 13, 2006 
Filed Under Wealth Building, Investire intelligentemente, Value Investing

Di tanto in tanto pubblico su questo blog il pensiero e la filosofia di alcuni grandi
investitori della storia.

Oggi è la volta di una leggenda degli investimenti, il novantatreenne Sir John
Templeton. Per chi non lo conosce, Sir Templeton è stato un grande gestore di
fondi il cui patrimonio è stimato in alcuni miliardi di dollari.

Rischio, risparmio, valore, mercati internazionali e risparmio fiscale.

Questi sono i pilastri su cui Sil Templeton ha costruito la sua fortuna.

Templeton ha iniziato facendosi prestare dei capitali dal suo datore di lavoro,
investendo in azioni e quindi chiudendo la posizione, restituendo il prestito e
conseguendo un significativo guadagno.

Mentre questo è un percorso eccessivo per l’investitore medio, esso dimostra
comunque come si può solo pensare di proteggersi (forse) dall’inflazione “statistica”
se si tengono i soldi su un conto liquidità.

Ma se si vuole costruire un capitale o persino diventare ricchi, bisogna assumersi alcuni
rischi. Rischi previsti, calcolati, gestiti tramite un adeguato “piano di uscita” se le cose
vanno male in modo da minimizzare le perdite (stop-loss).

Templeton è anche un sostenitore del risparmio.

Una volta sposato, egli fissò con sua moglie l’obiettivo di risparmiare almeno il 50%
del proprio reddito. Nonostante la sua infanzia e la sua gioventù furono povere, non
fece nessun debito, persino la prima casa fu acquistata senza mutuo. E anche quando
iniziò a girare in Rolls Royce, teneva a sottolineare che era usata.

Templeton non ha mai guardato agli indicatori tecnici, ma ha sempre cercato aziende
con buone prospettive future che vendevano a prezzi ragionevoli. E le teneva, mediamente,
cinque o sei anni. Questo è stato anche il segreto di Warren Buffett e Benjamin Graham.
Forse significa qualcosa?

Quando si tratta di investire, si deve trarre vantaggio dai mercati internazionali. Templeton è
un forte sostenitore della libera impresa e nei suoi investimenti ha sempre cercato di investire
in quei paesi con maggiore libertà economica e più “business-friendly”.

Recenti studi da parte della Heritage Foundation hanno indicato i paesi scandinavi e la
Germania in Europa, Hong Kong tra gli “emergenti” e gli USA come i paesi più accoglienti
per il business. L’Italia è molto indietro. Prendete nota…

Templeton, come molti che hanno ingenti fortune, si è presto spostato nel “paradiso fiscale”
delle Bahamas. Mentre ovviamente questa strada non è percorribile da tutti, l’importante
lezione da imparare è che il risparmio fiscale è una componente fondamentale nella
costruzione di un capitale.

La deducibilità degli accantonamenti pensionistici, l’evitare la doppia imposizione in caso di
strumenti esteri o l’utilizzo di strumenti a tassazione “secca” in luogo di strumenti da indicare in
dichiarazione (l’esempio tipico sono gli ETF armonizzati invece di quelli non armonizzati) sono
fondamentali nel migliorare la performance del vostro patrimonio.

Anche se non si dispone dell’ingente patrimonio di Sir Templeton, ognuno dei suoi
suggerimenti sono perseguibili, su piccola scala, da ogni investitore medio.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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