Il mercato azionario ha fatto un top?

Nelle ultime giornate, i mercati azionari
stanno mostrando un po’ di debolezza.

Dopo un rialzo partito a marzo di
quest’anno e che, quasi senza sosta,
ha visto i principali indice crescere
quasi del 50% (o più) dai minimi,
ci sono ora dubbi sulola possibilità
di aver visto un top del mercato:
In altri termini, dopo che lo scorso
anno, a partire da settembre, abbiamo
visto cosa puo’ accadere in Borsa,
più di un operatore teme oggi una
nuova, severa, correzione.

Ora, c’è subito da sgombrare il campo
da idee sbagliate. Un ribasso degli
indici, dopo una salita di oltre il 50%,
non solo è probabile ma persino salutare.
In tutti i mercati “Toro”, la salita non
è mai diretta e “sparata” senza alcuna
pausa, ma la salita costante è intervallata
da periodi (spesso pochi giorni) di repentine
discese che poi terminano e lasciano il
campo al “colore verde”.
Il mercato Toro del 2003-2007 ha avuto
periodi di ribasso. A maggio-giugno del
2006 e del 2007, ci furono ribassi
abbastanza corposi nell’ordine del 5-10%.

Un ribasso fisiologico, quindi, è più
che normale e forse anche dovuto. Ma
uno scrollone simile a quello dello scorso
anno è possibile? In altri termini, ok ad
una correzione del 5-10%. Ma è possibile
che invece ne vedremo ancora una volta
una del 15-20% o anche di più?

O, in altri termini, abbiamo avuto un “top”
del mercato nel mese di agosto ed ora ci
attende una correzione molto, ma molto
pesante, se non addirittura la fine di questo
“Toro”, visto che in definitiva l’economia
continua a rimanere debole?

Un articolo molto interessante in proposito
è quello di Chris Puplava pubblicato la
scorsa settimana su Financial Sense.
Potete trovare l’articolo in inglese qui.

L’articolo è molto lungo e passa in rassegna
alcuni indicatori come ad esempio il rapporto
tra azioni ed obbligazioni, nuovi massimi e
minimi del mercato e il rapporto Gold/S&P500.
Questi indicatori vengono analizzati oggi e
confrontati con alcune situazioni del passato
che originarono un “top” del mercato. Gli
anni presi a confronto sono il 1987, prima
del grande crash di ottobre e il 1998, prima
della grande crisi asiatica e del fondo LTCM,
il cui default gettò il sistema finanziario in una
grossa crisi.

Come detto, l’articolo è molto lungo e sicuramente
interessante. Qui ci occupiamo pero’ delle
conclusioni e le conclusioni sono abbastanza
incoraggianti.

Sui diversi indicatori analizzati, Puplava rileva
che le similitudini non sono poi così tante.
Certo, la situazione attuale mostra dei mercati
un po’ tirati, ma non ci sono segni tangibili che
quello visto di recente sia un top importante
a cui debba seguire una correzione altrettanto
importante (o addirittura una ripresa dell’Orso).

Sostanzialmente, tendo a concordare abbastanza.
Ai livelli attuali, il mercato offre, su base storica,
un rendimento che non è poi così eccezionale,
ma è comunque abbastanza competitivo con
i rendimenti degli investimenti alternativi free-risk,
che in questo hanno rendimenti davvero irrisori.

Inoltre, per ora il trend resta rialzista, con i
prezzi che stanno sopra le medie lunghe (200
giorni, 40 settimane e 10 mesi). Anzi, stanno
molto sopra, quindi una correzione è necessaria
per riportare i prezzi più vicini alla media. Ma
è necessaria solo una piccola correzione, non
un calo devastante.

Ovviamente, i mercati possono fare qualsiasi
cosa, ma chi ha un’orizzonte temporale di medio-lungo
periodo potrebbe trovare interessante accumulare
un po’ durante questi ribassi.

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