Il leader del commercio elettronico

Posted on Aprile 9, 2010 
Filed Under Investire intelligentemente, Value Investing, Mercati Azionari

Nell’ultimo post ho scritto dell’anniversario della Bolla Tecnologica,
con il Nasdaq che dieci anni fa raggiungeva i suoi massimi storici
prima di implodere. Dieci anni dopo, i livelli di questo indice sono
enormemente inferiori rispetto ad allora.

Ho anche scritto, pero’, che i titoli che lo compongono, in questi
dieci anni, non si sono tutti ridimensionati, ne sono tutti falliti.
Al contrario, alcuni di essi sono diventati (o si sono confermati)
leader del loro settore e producono ogni anni utili e flussi di
cassa che fanno invidia a molte società di altri settori.

Uno di questi è sicuramente Amazon, che all’interno del nostro
servizio premium Trend e Strategie di Investimento è stato inserito
in portafoglio a fine giugno 2009 e da allora ha guadagnato il 70%.
Non solo, ma questo +70% è il rendimento in dollari. Per noi
investitori europei che determiniamo il valore dei nostri investimenti
in euro, il progresso nella valuta europea è ancora maggiore e
raggiunge il +78%.

Amazon è il leader mondiale del commercio elettronico e tramite il
suo sito vende di tutto. Molti pensano ad Amazon come “retailer”
di libri, perché questo è il prodotto con cui ha iniziato ormai più
di un decennio fa, ma oggi questo colosso vende anche videogames,
DVD, musica, articoli sportivi, computer ed elettronica, prodotti per
giardinaggio, abbigliamento, gioielli e molte altre cose.
Amazon ha poi puntato molto sull’editoria digitale, con il suo reader
Kindle che ha avuto molto successo. Con questo reader, è possibile
acquistare le versioni elettroniche dei libri, risparmiando così i costi
di trasporto, oltre che poter archiviare biblioteche di migliaia di libri
senza occupare i relativi spazi fisici.

In questo momento (ma anche al tempo in cui l’avevamo inserita in
portafoglio), i multipli della società non identificano proprio una situazione
di sottovalutazione. Il titolo quota 66 volte gli utili. Ma si tratta di multipli
innanzitutto più bassi rispetto a quelli di 10 anni fa e poi la società è una
vera “growth stock” con un vantaggio competitivo notevole.

I numeri parlano da soli. Negli ultimi cinque anni, l’EPS è cresciuto del
34% l’anno. La società ha un buon ROE (22%) ed ogni anno gran parte
dei suoi utili si trasformano in “free cash flow”, dato che la società deve
investire annualmente un capitale veramente minimo per mantenere le sue
“operations” o espanderle, dato che non sono richiesti investimenti in
impianti, macchinari, scaffalature o superfici fisiche. Il vantaggio rispetto
ai retailers tradizionali è evidente. Mentre questi per servire nuovi clienti
o aggiungere nuovi articoli devono fare investimenti fisici, Amazon per
fare tutto questodeve al massimo potenziare un po’ la sua infrastruttura
tecnologica per sostenere l’eventuale maggior traffico. A mio avviso,
Amazon è destinata a diventare un colosso tra tutti i retailers. Non solo
tra quelli on-line (dove è già leader), ma anche tra i tradizionali.

I numeri non solo sono molto buoni, ma sembrano destinati a migliorare
ulteriormente. Le stime per il 2011 parlano di un EPS di circa 3,80$ per azione.
Ai prezzi attuali, vorrebbe dire un P/E più sostenibile, pari a 35.

Continuo ad avere molta fiducia in Amazon, visto che i mesi scorsi ci ha
ben ripagato. Naturalmente molti si chiedono se dopo questa lunga cavalcata
puo’ essere ancora un buon investimento. Certo le potenzialità non sono
quelle di 10-12 mesi fa quando il titolo, come tutti, era reduce dal grande
“Bear Market” del 2008 e quotava quindi prezzi e multipli più economici rispetto
ad oggi. Tuttavia, piazzando ed eventualmente rispettando un’ampia stop-loss
per proteggersi da eventuali e repentine discese, credo che il titolo possa
ancora ripagare bene.

Comments

2 Responses to “Il leader del commercio elettronico”

  1. fabio on Aprile 21st, 2010 09:48

    Per quanto riguarda i fondamentali del titolo non mi posso esprimere e tu ne parli con cognizione di causa, però abbiamo vissuto un’altra stagione in cui i P/E erano oltre 40 e in cui si diceva che questi erano parametri non più determinanti perchè il mondo stava cambiando. Quel film poi sappiamo essere finito male. Senza contare che oggi come allora di certo abbiamo solo il prezzo mentre sugli utili ogni tanto c’è qualche sorpresa. Certo Amazon non è una banca….ma il business in cui opera non mi sembra di quelli dove si può avere il monopolio. Insomma io un titolo con P/E previsto a 35 lo lascio comprare agli altri….fermo restando i complimenti a chi lo ha comprato il 70% fa…Ciao

  2. Anonimo on Aprile 21st, 2010 10:42

    Beh, su singoli titoli l’mportante è usare sempre una stop-loss.

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