Il futuro del cambio euro/dollaro – EF Report 185

Sul mercato valutario, il tema degli ultimi mesi è stata la debolezza
del dollaro contro la maggior parte delle altre valute. L’euro è
stata la valuta che più di ogni altra è cresciuta contro il biglietto
verde (almeno nell’ambito delle valute più importanti).

Differenti situazioni economiche.

Nel corso del 2007, il problema dei mutui subprime sta avendo il
suo impatto negli USA ed ora è innegabile la sua ripercussione
anche nei dati economici.

La FED ha reagito al problema mutui riducendo i tassi al 4,75%
dal precedente 5,25%.

Per contro, nel 2007 i dati economici dell’area euro sono stati molto
positivi, dando l’impressione di un’economia in ripresa, trainata
come sempre dalla Germania. E l’impatto della crisi dei mutui è stato,
per ora, piuttosto limitato.

Questo lascia supporre che la BCE potrà permettersi di non tagliare
i tassi, ma di tenerli fermi o persino alzarli (anche se io per ora non
scommetterei troppo su questa seconda opzione).

Poiché come ripeto spesso i soldi vanno dove sono trattati meglio,
secondo voi, in questo momento, dove preferiranno andare? In un’economia
che sta rallentando, in cui gli eccessi degli anni scorsi stanno venendo al
pettine e i tassi sono in discesa o in una dove la crescita economica è elevata
e i tassi possono restare stabili o addirittura salire?

Per questo stiamo assistendo a vendite sul dollaro e acquisti sull’euro, con
conseguente rialzo dell’euro.

Non è tutto oro quello che luccica e forse troppo pessimismo
sul dollaro.

Mentre in linea di massima c’è poco da dire sulla migliore situazione
attuale dell’Europa rispetto agli USA, attenzione al troppo ottimismo.

L’Europa, se pur più rigida e forse un po’ meno dinamica, non è molto
dissimile rispetto agli USA in termini di stili di vita, modello di consumi
e scelte finanziarie dei cittadini. In altri termini, l’immobiliare è in bolla
anche qui e presto anche noi potremo avere a che fare con le
ripercussioni sull’economia delle difficoltà immobiliari.

Inoltre, dal punto di vista politico l’euro forte non è ben visto e la BCE
potrebbe non riuscire a resistere per sempre alle pressioni. In altri
termini, se la FED continuerà a tagliare, anche la BCE potrebbe farlo,
sebbene in modo meno veloce e meno consistente.

Osservando gli indicatori sulla previsione dei tassi, come i futures su
Euribor e Bund decennale, si notano per il futuro (dicembre 2007 e
marzo 2008) tassi più bassi rispetto a quelli attuali. Il mercato
scommette cioè su tassi più bassi nell’immediato futuro.

Altro aspetto importante è l’eccessivo pessimismo sul dollaro. Dopo il
taglio della FED, il biglietto verde è finito sotto pressione e la discesa
è stata di proporzioni davvero elevate, almeno per quelli che sono gli
standard del mercato valutario.

Tutto sembra contro il dollaro USA e quindi, quando questo accade,
è probabile che gli operatori si siano già posizionati. Chi doveva
vendere dollari ha già venduto, chi doveva acquistare euro ha già
acquistato.

Come sempre, i mercati anticipano (o cercano di anticipare) il mondo
reale. Forse la discesa è arrivata al capolinea, almeno per un po’ e
già in questi giorni stiamo assistendo ad un piccolo recupero del
dollaro.

Se operate sui mercati valutari, attenzione quindi a puntare a senso unico
sull’apprezzamento dell’euro sul dollaro. Le condizioni macroeconomiche
sembrano tutte a favore della moneta europea, ma se il mercato scontasse
già questi dati (come è probabile) forse potremo assistere, nel breve termine,
ad un piccolo recupero della valuta USA.

Concludendo, per il lungo termine l’euro dovrebbe essere destinato a
crescere ancora contro il dollaro, ma nel breve, attenzione al timing,
perché potremo avere, forse, delle sorprese.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria

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