Il ciclo delle commodities. E perchè siamo solo a metà strada – EF Report 79

Il mese di aprile è stato “tumultuoso” per tutti coloro che sono
investiti in commodities (spero molti di voi).

Nella prima parte del mese, la crescita è stata a dir poco esponenziale.

L’oro è andato oltre i 600$/Oncia, l’argento oltre i 14$ e il petrolio
si è stabilizzato oltre i 70$.

Quindi, giovedì 20 aprile c’è stato un forte “storno”. Mentre il petrolio
non ha mostrato particolari flessioni, l’oro è sceso circa del 6%,
mentre l’argento ha perso circa il 14% in un solo giorno.

Da quel momento, c’è stata una ripresa. Con i forti progressi che le
commodities fanno registrare sia da inizio anno, sia negli ultimi cinque
anni, è normale chiedersi se siamo ormai entrati in una vera e propria
bolla come quella tecnologica di fine anni ’90 o se ci sono ancora
spazi per fare buoni guadagni.

Per rispondere, guardiamo cosa ha da dire in proposito un esperto
di commodities, Jim Rogers. Rogers fondò e gestì un Hedge Fund,
il Quantum Funds, insieme a George Soros. Si ritirò dall’attività
operativa a soli 37 anni. Ovviamente si ritirò multimiliardario.

I cicli delle commodities e perchè si verificano.

Le parole di Roger sono di questo tenore:

“Storicamente i cicli delle commodities durano circa 17-18 anni. C’è
un motivo per questo. Ad un certo punto, una o più imprese
intravedono un’opportunità di guadagno in una determinata commodity,
magari dopo anni di prezzi in caduta continua e progressiva espulsione
dal mercato di molte imprese. La progressiva riduzione delle imprese e
delle attività estrattive, ha portato la domanda a superare l’offerta e i
prezzi a crescere. Si iniziano le esplorazioni, si acquistano i terreni, si
progettano le miniere e si inizia l’estrazione. Tutto questo richiede tempo.
Senza considerare la complessità (ci si deve spesso muovere in ambienti
internazionali e poco “amichevoli”) e gli inconvenienti. E se il settore è
reduce da anni di caduta libera, probabilmente non saranno in molti a
produrre i macchinari e le strutture necessarie”.


“Risolvere tutti questi problemi, dicevamo, richiede tempo. In questo
periodo, i prezzi continuano a salire. Quando arriviamo finalmente
alla fase della produzione, il riequilibro tra domanda ed offerta
non è immediato. Nella fase iniziale le miniere producono poco.
Ci vuole tempo prima di arrivare a pieno regime. Prima che si
ritorni ad un’eccesso di offerta e a prezzi in calo, poi, è necessario
che non una, ma dieci, cento, mille imprese costruiscano nuova
capacità produttiva”.


“Ricapitolando, da quando i prezzi iniziano a salire fino al momento
in cui le imprese più lungimiranti iniziano la prima espansione passano
alcuni anni. Forse tre o quattro anni. Poi ne servono altrettanti affinchè
le prime miniere iniziano a produrre e magari altri due prima di
arrivare a pieno regime. Infine, servono ancora altri anni prima che
le imprese meno lungimiranti si uniscano ed aprano nuove miniere”.


“Una volta poi che l’industria ha raggiunto la fase di eccesso di
espansione, i prezzi iniziano a scendere. Le prime imprese vengono
espulse dal mercato, ma il settore è ancora pieno di riserve. Per questo
anche se la produzione inizia a scendere, i prezzi continueranno a calare
per molto tempo”.

Questo passo tratto dall’ultimo libro di Jim Rogers (e rielaborato) ci permette
di capire una cosa: una volta che i prezzi intraprendono la fase di crescita, essa
dura per anni.

La stessa cosa succede quando i prezzi imboccano la fase discendente.

I cicli “bull” e “bear” sulle commodities durano mediamente 17-18 anni. Il ciclo
attuale è iniziato a fine 1999. Se anche questo ciclo sarà più breve, abbiamo
davanti almeno altri 7-8 anni.

Non è un caso che la maggior parte delle risorse naturali non solo sono
ancora sotto i massimi storici, ma sono in molti casi a “metà strada” se
aggiustiamo questi massimi storici sulla base dell’inflazione.

La correzione di aprile è stata una pausa dovuta dopo una crescita
repentina, ma i prezzi sono già tornati a salire. L’oro sta approcciando
i 700 $/oncia, l’argento i 14 $/oncia, il rame i 3 $/libra.

C’è ancora molta strada davanti prima che questo “bull” market finisca.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..

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