Il 2007 in Rassegna. Cosa mi aspetto dal nuovo anno. - EF Report 114

Posted on Gennaio 26, 2007 
Filed Under Forex e Valute, Oro Commodity e Peak Oil, Banche Centrali, Mercati Emergenti, Tassi e Obbligazioni, Mercati Azionari

Con il nuovo anno appena iniziato, è il momento di passare in
rassegna quello che questo 2007 può riservarci. Non si presenta
come un anno facile.

Dopo diversi anni in cui c’è stato un “bull market” praticamente in tutto,
una crisi dell’immobiliare americano che ormai è reltà e un rallentamento
economico alle porte, occorre muoversi con particolare attenzione.

Questo è il mio quadro di riferimento…

SITUAZIONE ECONOMICA GENERALE
: da molti mesi diversi
economisti hanno chiamato una recessione pesante per gli USA. Altri invece
continuano a prevedere un “soft landing”, cioè un rallentamento economico
senza però arrivare alla recessione.

Il mio punto di vista è che un rallentamento ulteriore sarà inevitabile
dato che la crisi immobiliare si sta ora ripercuotendo sull’economia
americana. Credo anche che questo porterà ad una minore
crescita europea, anche se non credo che qui si arriverà mai a
parlare di recessione (almeno non nel 2007).

Questo avrà ripercussioni sui mercati finanziari, ma prima di vedere
quelle che sono le mie idee in proposito non si può tralasciare
le azioni delle banche centrali.

BANCHE CENTRALI NEL 2007: la FED sembra abbia ripreso
ad inflazionare e questo ha spinto bond e azioni nel rally di fine anno. La
ripresa della crescita della massa monetaria ha coinciso con minori
preoccupazioni dal lato inflazione.

Negli ultimi giorni del 2006 sembra però che l’inflazione sia
tornata a preoccupare sia negli USA che in Europa. Al momento,
dal governo americano non arrivano grosse pressioni sulla FED.

E’ pertanto probabile che se le pressioni inflazionistiche non saranno
passeggere la FED tornerà a ridurre l’espansione monetaria. Ricordo quanto
ho scritto più volte: Ben Bernanke ha costruito tutta la sua reputazione
sul combattere l’inflazione. Finché non avrà davanti a se le richieste del
governo, continuerà con questa politica.

Detto questo e considerando il possibile peggioramento dell’economia
USA, se dovessi fare una previsione secca sui tassi negli USA (che va
presa appunto come tale), mi aspetto di vedere i tassi americani
(tasso FED) intorno al 4,75% - 4,50% per la fine del prossimo anno.

Dall’altra parte dell’atlantico la BCE continua ad alzare i tassi.
Nonostante questo, la liquidità continua a crescere e in questi
primi giorni del 2007 si sono presentati nuovi rialzi dell’inflazione
come negli USA. Con una crescita economica ora più spedita
rispetto agli anni scorsi in area euro, la BCE continuerà probabilmente
ad alzare i tassi almeno nella prima parte del 2007.

L’analisi della situazione economica e della politica monetaria
ci porta ora a parlare delle cose più interessanti, le opportunità
di investimento.

AZIONI: mettendo assieme la situazione economica e monetaria,
sono moderatamente ottimista sulle azioni. Mi aspetto che nella prima
parte dell’anno ci sia, in qualche modo, la correzione che stiamo
aspettando da qualche tempo. Non credo sarà drammatica, forse
nell’ordine del 10-20%. Poi credo comincerà la risalita.

Sull’azionario credo la strategia migliore sarà un aumento
dell’esposizione nel corso dell’anno. Preferisco ancora l’Europa
agli USA. E il mio investimento preferito in questo comparto sono,
nell’ordine, le azioni ad alto dividendo, seguite dalle utilities.

Credo che queste due componenti siano preferibili rispetto
all’indice generale sia in fase ribassista che in fase rialzista dei
mercati.

Comunque, credo che in questo 2007 un occhio di riguardo
lo meriti il Giappone. Questa grande economia asiatica sembra
uscita dal lungo letargo, il denaro costa poco rispetto al resto
del mondo e la sua borsa non ha partecipato poi molto ai rialzi
di questi anni.

MERCATI EMERGENTI
: chi mi legge da un po’ più
di tempo sa che io vedo molto bene i mercati emergenti. Sotto
molti aspetti, considero le loro economie persino più solide nei
fondamentali rispetto a quelle mature, minate dall’alto debito sul
versante anglosassone e da squilibri demografici su quello
continentale europeo.

Nonostante questo, le borse dei paesi emergenti sono
ancora piccole rispetto a quelle dei mercati maturi. Questo significa
che sono fortemente dipendenti dalle iniezioni di liquidità e dalle
scelte di fondi speculativi e non.

Quando il sistema è ricco di liquidità, essi riceveranno molti
flussi e cresceranno più dei mercati maturi. Ma quando la liquidità
viene drenata, succede l’esatto contrario.

Il miglior modo per operare su questi mercati credo sarà
attendere la correzione generale, quindi entrare ed accumulare
ad ogni correzione. Il trend macroeconomico di lungo termine
resta fortemente rialzista, ma correzioni forti come quelle di
maggio/giugno del 2006 sono tutt’altro che improbabili.

OBBLIGAZIONI: Il 2006 ha visto, negli USA, il raro
fenomeno della curva invertita, che si ha quando i tassi sui titoli
a breve superano quelli sui titoli a lungo termine.

Questo è anche un indicatore importante in termini di previsione
di una recessione alle porte. Man mano che i rischi di recessione
diventano realtà, sia essa sotto forma di soft o hard landing, la curva
invertita verrà meno e tornerà più piatta. Non so, onestamente, se
il 2007 sarà sufficiente per riportare la curva dei tassi americani
ad una forma più normale. Ma, come tendenza, io vedo comunque
da un lato i tassi a breve, fissati dalla banca centrale, in leggero
ribasso e dall’altro i tassi a lungo termine (maggiormente influenzati
dalle condizione macroeconomiche) in lieve rialzo.

Bill Gross, il più grande gestore obbligazionario, stima,
per la fine del 2007, un tasso della FED al 4,25% e i tassi a
5-10 anni circa 0,25 punti sopra (quindi al 4,50% circa).

Mi trovo in difficoltà ad andare contro le previsione
del “Re dei Bond”. Questo significa che le obbligazioni americane
a lungo termine non dovrebbero subire grossi scossoni e ci sono
buone opportunità nei titoli a scadenza più breve.

In Europa, credo invece che ci muoveremo più verso la
curva invertita, la quale segnalerà un rallentamento dell’economia
all’orizzonte. La BCE dovrebbe continuare ad alzare i tassi
almeno per un po’, mentre i titoli a lungo termine non dovrebbero
subire eccessive impennate. Se, anzi, il mondo finanziario
sposterà un po’ delle sue riserve dal dollaro all’euro, i titoli a
lungo termine potrebbero persino vedere tassi più bassi.

Oggi siamo ad un tasso di sconto della BCE al 3,50% mentre
il Bund a 10 anni è poco sotto il 4%. Non serve molto per avere
l’inversione, soprattutto se la BCE alzerà i tassi in poco tempo.

Questo significa che per i bond europei a lungo termine non
dovrebbe essere un anno particolare. Non dovrebbero esserci
grosse perdite, ma neanche grossi profitti.

Per chi vuole utilizzare i bond quale strumento di conservazione
del capitale senza grossi scossoni può guardare alle scadenze
brevi e ai titoli a tasso variabile (come i CCT) con maggior
“simpatia” rispetto ai titoli a scadenza più lunga.

VALUTE: per noi investitori europei l’eterno problema
è il rapporto euro/dollaro, che ha di gran lunga maggiore
importanza rispetto a tutti gli altri cambi (a meno che non siate
anche operatori in valuta estera).

Oggi tutti parlano della crisi del dollaro. Per questo credo che,
salvo situazioni particolari, grossi crolli del biglietto verde non
si verificheranno nell’immediato. Se tutti pensano che il dollaro
scenda i portafogli saranno probabilmente già posizionati di conseguenza.

Per questo nelle ultime edizioni del servizio premium
Trend e Strategie di Investimento ho iniziato ad introdurre alcuni
investimenti legati al dollaro.

Credo che il dollaro potrebbe (ed ho sottolineato potrebbe) essere
un tema interessante almeno nella prima parte dell’anno. Nel lungo termine,
tutta la partita è aperta.

ORO e COMMODITY
: io sono un grande fan degli asset
tangibili. Con la FED che ha ripreso ad inflazionare la massa monetaria
e l’area euro che è piena di liquidità, potrebbero esserci buone
opportunità di crescita in questo campo.

Tuttavia devo anche affrontare la realtà. Finché non si verifica
qualcosa di grosso come una recessione più grave del previsto
o un crollo molto forte del mercato azionario o, ancora peggio, una
crisi sistemica nel sistema finanziario internazionale, le banche centrali
non hanno una necessità impellente di inflazionare troppo pesantemente.

Il che significa che appena le commodity si infiammano, le banche
centrali intervengono contro di esse. Le banche centrali seguono la
regola del “rospo bollito”. Se buttiamo un rospo nell’acqua bollente
questo, per il dolore, spiccherà un salto e uscirà dall’acqua. Ma se
immergiamo il rospo in acqua fredda e poi mettiamo l’acqua a bollire
a fuoco lento, il rospo finirà lesso senza neanche accorgersi.

Il sistema delle banche centrali vede con il fumo negli occhi
un crollo immediato del potere d’acquisto delle valute cartacee. Preferisce
una svalutazione leggera ma costante nel tempo (e questo per l’uomo
comune come me e voi è persino peggio, perché non ci accorgiamo
di nulla proprio come il rospo di prima).

Detto questo e recuperando quanto scritto sopra in tema di banche
centrali, arrivo a concluderee che questo 2007 non dovrebbe essere
un anno particolare per le commodity. Almeno ai nastri di partenza non
ci sono condizioni particolarmente favorevoli. Credo che alla fine, salvo
casi particolari, potremo trovarci a fine 2007 con valori non troppo superiori
a quelli di oggi.

Il motivo per detenere oro e commodity in portafoglio è legato
maggiormente alla protezione in caso di cambiamenti repentini. Con il
terrorismo ancora vivo, le tensioni internazionali non del tutto sopite
e la guerra in Iraq ancora incerta, sarebbe da pazzi non tenere
qualcosa (senza eccedere) legato almeno a oro e petrolio in portafoglio.

Sono la nostra assicurazione. Come tutte le assicurazioni, sono una cosa
buona, ma se l’assicurazione va oltre le nostre esigenze, si tratta di un
costo inutile.

Ricapitolando, credo che un buon portafoglio, almeno ai nastri
di partenza, debba essere carico di azioni high dividend, utilities,
obbligazioni a breve e/o a tasso variabile, più piccole porzioni di
titoli in dollari e strumenti legati ad oro e petrolio. E pronti a valutare
Giappone e Mercati Emergenti se dovessero presentarsi delle
opportunità.

Prima di concludere un avviso importante: queste analisi sono fatte
ad inizio 2007, pertanto pensare di non rivederle più nel corso dell’anno
sarebbe da pazzi. Durante l’anno può verificarsi di tutto, con le relative
minacce ed opportunità.

Questo 2007 si presenta così pieno di variabili che queste analisi
rischiano di essere meno attendibili di quelle fatte lo scorso anno.

Continuerò a seguire la situazione sia da queste “colonne”, sia con
il servizio premium Trend e Strategie di Investimento.

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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