I titoli di stato saranno il prossimo problema
Posted on Maggio 28, 2009
Filed Under Economia globale, Bolle speculative, Tassi e Obbligazioni
Ieri abbiamo avuto un assaggio di
dove sarà il vero prossimo problema.
Non nell’S&P500 o DJ Industrial,
non nel petrolio a 150$. Il vero
problema sarà nei bond governativi.
Tornando indietro, nel pieno della
crisi del sistema finanziario ad ottobre
e novembre 2008, il luogo dove chiunque
si rifugiava erano i bond statali emessi da
paesi ritenuti solidissimi, su tutti USA e
Germania.
La forte domanda, unita anche al “quantitative
easing” delle banche centrali, hanno spinto
i rendimenti verso i minimi storici, portando
le quotazioni a mio avviso a livelli quasi
da “bolla”.
Da ottobre e novembre ad oggi, le quotazioni
sono scese, seppur non eccessivamente, perché
il livello di “tensione” sui mercati finanziari è
diminuito. Basta guardare semplicemente il “VIX”
per vedere che la “paura” è via via scesa.
Così, anche l’urgenza di essere investiti solo
in titoli ad altissima sicurezza sta venendo
meno e gli investitori hanno progressivamente
ridotto la domanda di bond pubblici.
Ma ora ci sono altri due problemi all’orizzonte
che possono spingere i titoli di stato ulteriormente
verso il basso e i rendimenti verso l’alto.
Si tratta del rischio paese e dell’inflazione.
Sul rischio, oggi i paesi che un tempo erano
ritenuti finanziariamente solidi stanno mettendo
in atto politiche di rapida espansione del deficit.
Su tutti, parlo degli USA, dove il disavanzo sta
crescendo a ritmi spaventosi.
Ma anche la Germania, che pure ha un disavanzo
molto inferiore, il forte calo del PIL sta portando a
un drastico peggioramento del rapporto debito/PIL.
Ma la cosa vale un po’ per tutti i paesi più
industrializzati.
Infine, l’inflazione. La forte espansione monetaria
dei mesi scorsi, una volta entrata in circolo
nell’economia, farà aumentare prezzi e valori
nominali. In una situazione di crescita dell’inflazione,
i bond sono sotto pressione perché i tassi devono
crescere per proteggere dall’aumento dei prezzi.
Abbiamo quindi due elementi che rischiano di
creare una crisi sul mercato dei bond statali.
Ieri in America i tassi sui bond decennali
sono schizzati al 3,70% e il trentennale al
4,61%. Una rapida impennata rispetto ai
giorni precedenti, ma la discesa dei bond
è in atto ormai da alcuni mesi. Il rapido
deterioramento visto ieri potrebbe segnalare
che il futuro per i bond statali è fosco.
Anche il Bund tedesco è sceso rapidamente
e ormai si trova sotto quota 120 punti.
Nel nostro servizio premium Trend e Strategie
di Investimento, siamo fortunatamente fuori
dai bond statali a tasso fisso ormai da molti mesi
e credo che il trend al ribasso su questa classe di
investimento continuerà. Anzi, temo che proprio
sui bond statali possa iniziare a sgonfiarsi l’ennesima
bolla. Vedremo.
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