I mercati non sembrano rassicurati da Monti, per ora.

La scorsa settimana si è conclusa con le dimissioni di
Silvio Berlusconi dalla carica di Primo Ministro italiano,
dopo che il paese era finito al centro dell’attenzione dei
mercati finanziari, che avevano portato lo spread tra
BTP e Bund a livelli superiori al 5% e i rendimenti oltre
il 7%.

Ora l’esecutivo è in mano a Mario Monti, che formerà un governo
composto pressochè di soli tecnici.

Raramente ho scritto note politiche su questa newsletter, ma
mai come questa volta l’Italia è stata importante per i mercati
finanziari.

Le prime bettute non vedono una netta inversione di marcia di
spread e rendimenti dei BTP, segno che i mercati sono ancora
preoccupati.

Il paese ha grandi problemi. Un problema di debito e di conti pubblici.

Ma prima di tutto un problema di crescita. Se il paese crescesse, senza
esagerare, del 2-3% l’anno per un decennio, già con un semplice
pareggio di bilancio sarebbe possibile abbattere di molto il rapporto
debito/PIL.

Ma attualmente, questi livelli di crescita sono un miraggio.

L’Italia da diverso tempo fa fatica a crescere oltre l’1%. E una
recessione nel mondo e in Europa sembra alle porte.

Grandi speranze di vedere una crescita maggiore non ci sono.

Nel nostro sistema monetario, iniezioni di liquidità ed espansioni
monetarie favoriscono i consumi e la crescita.

E sempre nel nostro sistema monetario, la moneta non è solo quella
cartacea o elettronica.

Anche i titoli di stato ed il credito sono moneta.

Ora, però, in Italia i titoli di stato dovranno diminuire (per
ridurre il debito) e il credito bancario è in rallentamento, anzi
probabilmente in calo. E questo da tempo.

In altri termini, in Italia abbiamo, al momento, una vera e propria
deflazione monetaria. E’ una cosa che c’è ovunque in Europa (e anche
in USA, forse), siamo sicuramente in fase di “deleverage”. Ma in
Italia la cosa è probabilmente accentuata.

E questo sicuramente non favorirà la crescita.

Forse avremo delle giornate di calo della volatilità, ma a mio avviso
credo che avremo ancora diversi colpi di scena in questa crisi.

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