Grandi vs. Piccoli. Chi sarà il prossimo vincitore? – EF Report 90

Nel corso degli ultimi sei anni c’è stata un’interessante divergenza
nelle valutazioni azionarie tra due classi di azioni.

Coloro che sono meno interessati al “trading” e cercano il vero
valore possono trovare in questa divergenza una buona fonte
di extra-rendimenti per il futuro.

La divergenza di cui parlo è quella tra “small-cap” e “large-cap”.

Come al solito, iniziamo l’analisi dal mercato americano, in quanto
su di esso sono pubblicate più statistiche e ricerche, ma le
conclusioni valgono anche per il mercato europeo.

Ad oggi, l’indice S&P 500 ha un P/E di poco sopra 17.

Più della sua media storica (circa 14,5). Ma se questo può
sembrarvi un mercato “costoso” allora dovete ricredervi quando
guardate il P/E dell’indice Russel 2000, l’indice delle piccole-medie
imprese americane.

Questo P/E è pari a 36.

Una ricerca che paragona i rapporti P/E delle prime 30 società
dello S&P e delle prime 30 del Russel 2000 ha evidenziato che
questa discrepanza è un ottimo indicatore della successiva performance
relativa.

Ad esempio, a inizio anni ’70 il P/E delle large cap era 1,7 volte
il P/E delle small cap, che si presentavano quindi sottovalutate.

Nei 5 anni successivi, le small cap ebbero un extra-rendimento
rispetto alle small cap quasi del 10%.

Una situazione simile si verificò a fine anni ’90.

Anche in questo caso, le small cap riuscirono a sovraperformare
di un 10% le large cap nei 5 anni successivi.

Viceversa, ad inizio anni ’90 era il rapporto tra i P/E delle large
cap era 0,7 volte quello delle small cap.

Infatti, le prime sovraperformarono le seconde del 10%.

E la situazione attuale nel rapporto tra i P/E è simile proprio
a quella di inizio anni ’90.

Mentre le statistiche di cui sopra possono “annoiare”, la cosa
importante su cui riflettere è che oggi ci sono grandi società, leader
di mercato nei loro settori, che quotano multipli degli utili molto
bassi, mentre quelli delle società più piccole sono molto alti.

Microsoft e Pfize negli USA hanno multipli tra 13 e 17. Le grandi
società petrolifere hanno P/E spesso sotto a 10, Alcune finanziarie
e bancarie europee come ABN Amro e ING hanno addirittura
multipli tra 8 e 10.

E questi sono solo alcuni nomi.

Come detto le utltime settimane, questo non è il momento
migliore per investire massicciamente in azioni.

Ma quando la fase di incertezza sara passata, le “grandi
capitalizzazioni” saranno il luogo dove andare a cercare…

Scritto da “Roberto” per Educazione Finanziaria
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Finalmente la globalizzazione può essere un’opportunità anche per te!

Se vivi e lavori in Italia sei sottoposto alle minacce della globalizzazione

Ma alcune persone stanno già traendo profitto da questo trend…..

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