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	<title>Consigli per investire e guadagnare in borsa</title>
	<link>http://www.educazionefinanziaria.com</link>
	<description>Idee per investitori indipendenti</description>
	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:07:17 +0000</pubDate>
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			<item>
		<title>La recessione dovrebbe essere finita</title>
		<link>http://www.educazionefinanziaria.com/la-recessione-dovrebbe-essere-finita/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 18:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia globale]]></category>

		<category><![CDATA[Crisi Subprime]]></category>

		<category><![CDATA[Banche Centrali]]></category>

		<category><![CDATA[Tassi e Obbligazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[So che questa frase probabilmente non sarà condivisa da molti.
Dopotutto, continuano ad uscire dati in   Europa su PIL negativi,
riprese molto lente ed incerte, disoccupazione ancora alta ed in aumento.
E condivido che al momento i dati non lasciano ancora intendere
che la recessione sia finita e che il peggio è alle spalle. Tuttavia,
guardando un solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So che questa frase probabilmente non sarà condivisa da molti.</p>
<p>Dopotutto, continuano ad uscire dati in   Europa su PIL negativi,<br />
riprese molto lente ed incerte, disoccupazione ancora alta ed in aumento.</p>
<p>E condivido che al momento i dati non lasciano ancora intendere<br />
che la recessione sia finita e che il peggio è alle spalle. Tuttavia,<br />
guardando un solo indicatore che in passato ha individuato quasi<br />
tutte le recessioni e la   loro fine, non si puo&#8217; che concludere che le<br />
probabilità di una ripresa dell&#8217;economia sono molto alte.</p>
<p>L&#8217;indicatore in questione è il così detto “Yield Curve”, cioè la curva<br />
dei rendimenti. Quando i tassi a breve sono più alti di quelli a lungo<br />
termine (curva invertita), allora la recessione è molto probabile. Viceversa,<br />
quando i tassi a lungo termine sono stabilmente più elevati di quelli a breve,<br />
allora ci troviamo in uno scenario più ordinario e normale e generalmente<br />
questo è compatibile con una più o meno elevata crescita<br />
economica.</p>
<p>Nella storia, ogni qual volta il differenziale è passato in negativo,  c&#8217;è<br />
poi stata una recessione, con l&#8217;esclusione di un periodo a metà anni &#8216;60,<br />
quando c&#8217;è stato un falso segnale.</p>
<p>In questo momento, il differenziale è molto ampio, su livelli simili a<br />
quelli di inzio anni &#8216;90 e di inizio 2000. In entrambi i casi, la recessione<br />
è stata superata e i mercati azionari hanno messo a segno degli ottimi rally<br />
(negli anni &#8216;90 direi eccezionali).</p>
<p>Per oggi, quindi, appuntatevi il fatto che il livello di questo indicatore<br />
ci sta dicendo che la   recessione è terminata.</p>
<p>In un prossimo post, vedremo anche il motivo economico per cui<br />
la curva dei rendimenti è un importante indicatore delle recessioni e<br />
della loro fine.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Possiamo avere deflazione?</title>
		<link>http://www.educazionefinanziaria.com/possiamo-avere-deflazione/</link>
		<comments>http://www.educazionefinanziaria.com/possiamo-avere-deflazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia globale]]></category>

		<category><![CDATA[Bolle speculative]]></category>

		<category><![CDATA[Crisi Subprime]]></category>

		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>

		<category><![CDATA[Banche Centrali]]></category>

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		<description><![CDATA[Da diverso tempo, questo è sicuramente uno dei temi
più dibattuti.
Gli schieramenti sono due: da un lato c&#8217;è chi vede una situazione
simile a quella giapponese degli anni &#8216;90 e 2000, dove la stagnazione
economica e lo &#8220;sgonfiamento&#8221; della bolla creditizia portò, negli ultimi
venti anni,   ad alcuni    anni di  deflazione, alternati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diverso tempo, questo è sicuramente uno dei temi<br />
più dibattuti.</p>
<p>Gli schieramenti sono due: da un lato c&#8217;è chi vede una situazione<br />
simile a quella giapponese degli anni &#8216;90 e 2000, dove la stagnazione<br />
economica e lo &#8220;sgonfiamento&#8221; della bolla creditizia portò, negli ultimi<br />
venti anni,   ad alcuni    anni di  deflazione, alternati a brevi periodi di<br />
lieve inflazione.</p>
<p>Dall&#8217;altro, c&#8217;è chi ritiene che l&#8217;enorme espansione monetaria posta<br />
in essere dalle banche centrali nell&#8217;ultimo anno per fronteggiare<br />
la crisi bancaria prima o poi entrerà in circolo nell&#8217;economia,<br />
portando i prezzi di beni, servizi ed asset verso l&#8217;alto.</p>
<p>Due settimane fa, il &#8220;guru&#8221;Robert Pretcher ha   rilasciato un&#8217;intervista dove<br />
ha detto che la deflazione sta arrivando. Ho già espresso i miei dubbi su<br />
Pretcher (ed i guru in genere) in passato, ma al di là di questo credo che<br />
anche questa volta Pretcher sbagli.</p>
<p>Abbiamo avuto un momento di deflazione, ma ora gli indici dei prezzi si<br />
stanno riprendendo.</p>
<p>Sicuramente non credo che vedremo nell&#8217;immediato livelli inflattivi simili<br />
a quelli degli scorsi anni, serve tempo per far sì che gli stimoli monetari<br />
entrino nel sistema economico reale.</p>
<p>Ma ad un certo punto, questo accadrà. E per parlare di deflazione, è<br />
necessario che i prezzi scendano per più anni consecutivi e ritengo la<br />
cosa abbastanza improbabile.</p>
<p>Comunque, Pretcher parla di deflazione da anni, forse decenni, sbagliando<br />
sempre. Forse questa volta avrà ragione. A forza di gridare “al lupo”, prima<br />
o poi capita che il lupo arrivi veramente.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le small cap sono tra i migliori investimenti durante la ripresa dei mercati</title>
		<link>http://www.educazionefinanziaria.com/le-small-cap-sono-tra-i-migliori-investimenti-durante-la-ripresa-dei-mercati/</link>
		<comments>http://www.educazionefinanziaria.com/le-small-cap-sono-tra-i-migliori-investimenti-durante-la-ripresa-dei-mercati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 10:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Investire intelligentemente]]></category>

		<category><![CDATA[Operatività e Gestione Portafoglio]]></category>

		<category><![CDATA[Value Investing]]></category>

		<category><![CDATA[Psicologia del Mercato]]></category>

		<category><![CDATA[Mercati Azionari]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo molte statistiche, le small cap battono le large
cap per ben tre anni dopo l&#8217;uscita da una recessione.
Questo significa che, quando il “Bear Market” che di solito
anticipa la recessione arriva alla fine, nei 36 mesi successivi,
generalmente, le piccole battono le grandi capitalizzazioni.
Il 2009 non ha fatto eccezione, con le small cap che sono state
le migliori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo molte statistiche, le small cap battono le large<br />
cap per ben tre anni dopo l&#8217;uscita da una recessione.</p>
<p>Questo significa che, quando il “Bear Market” che di solito<br />
anticipa la recessione arriva alla fine, nei 36 mesi successivi,<br />
generalmente, le piccole battono le grandi capitalizzazioni.</p>
<p>Il 2009 non ha fatto eccezione, con le small cap che sono state<br />
le migliori, se si esclude alcuni settori che hanno fatto meglio.</p>
<p>Quali settori? Semplice, quelli che erano stati colpiti<br />
maggiormente dal precedente ribasso. Non a caso, nel 2009 il<br />
settore bancario è stato uno dei migliori con un rally molto<br />
forte dai minimi di marzo.</p>
<p>In questa fase, gli operatori credono molto sul “rebound” dei<br />
titoli precedentemente colpiti e quindi puntano su di essi a<br />
prescindere dalla qualità.<br />
Quando, però, la prima parte del rally è terminata, gli operatori<br />
iniziano ad abbandonare questi titoli e spostarsi su quelli che<br />
hanno vera qualità.</p>
<p>Nella seconda fase, quindi, le “value” small&#8221; cap sono il comparto<br />
meglio posizionato.</p>
<p>Ma perché nelle fasi positive dei mercati le Small Cap tendono<br />
a fare meglio delle grandi capitalizzazioni? Ci sono essenzialmente<br />
quattro motivi:</p>
<p><strong>Innovazione:</strong> generalmente le small cap tendono ad innovare molto.<br />
Tutte le grandi capitalizzazioni di oggi, da Microsoft ad Apple<br />
ad Intel e molte altre, erano un tempo delle innovative small cap.<br />
E mentre le grandi capitalizzazioni generalmente durante le fasi<br />
difficili dell&#8217;economia tendono a ridurre l&#8217;innovazione<br />
concentrandosi magari sull&#8217;efficienza (ad esempio tagliando i posti<br />
di lavoro), le small cap spesso sopravvivono solo grazie all&#8217;innovazione<br />
e quindi continuano ad innovare indipendentemente da come va<br />
l&#8217;economia. E quando poi arrivano le fasi positive dei mercati,<br />
l&#8217;ottimismo tende a premiare queste piccole realtà innovative.</p>
<p><strong>Dimensioni:</strong> la piccola dimensione permette a queste società di<br />
essere particolarmente elastiche nell&#8217;adattarsi alle diverse<br />
condizioni dei mercati.</p>
<p><strong>Mercati di nicchia:</strong> le small cap operano spesso in piccole nicchie<br />
di mercato che possono essere in espansione anche durante le fasi<br />
negative dell&#8217;economia. Tali nicchie, poi, possono diventare ancora<br />
più rilevanti una volta che la recessione è terminata.</p>
<p><strong>Ignorate dagli investitori istituzionali:</strong> spesso queste società<br />
non sono seguite da analisti e non sono nei portafogli degli istituzionali.<br />
Quando questi iniziano a seguire queste società, il flusso di capitali<br />
che si riversa su di esse puo&#8217; portare a notevoli espansioni della<br />
capitalizzazione.</p>
<p>Uno dei modi per investire in Small Cap è tramite l&#8217;ETF Ishares DJ Eurostoxx<br />
Small Cap, che da diverso tempo deteniamo anche all&#8217;interno del nostro<br />
portafoglio generale del servizio premium Trend e Strategie di Investimento.<br />
Altri emittenti di ETF come Lyxor o DB hanno ETF equivalenti a quello<br />
di Ishares ugualmente validi.</p>
<p>Tuttavia, bisogna dire che le small cap che sono detenute dall&#8217;ETF non<br />
sono proprio “small” e purtroppo non ci sono ETF che investono in vere<br />
e proprie piccole capitalizzazioni. Tuttavia lo stock-picking su questi<br />
titoli non è facile e quindi questi ETF rappresentano un giusto compromesso.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quando finirà la crisi</title>
		<link>http://www.educazionefinanziaria.com/quando-finira-la-crisi/</link>
		<comments>http://www.educazionefinanziaria.com/quando-finira-la-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:13:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia globale]]></category>

		<category><![CDATA[Psicologia del Mercato]]></category>

		<category><![CDATA[Banche Centrali]]></category>

		<category><![CDATA[Mercati Azionari]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro recentemente pubblicato dal titolo:
“This Time is Different: Eight Centuries of Financial
Folly”, scritto da Rogoff e Reinhard (due economisti),
fa il resoconto su diverse crisi finanziarie della storia.
Sebbene questi due autori non siano operatori dei mercati
finanziari, né puntano a fare il market timing degli indici
azionari, diversi spunti e dati di questo testo ci aiutano
a comprendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un libro recentemente pubblicato dal titolo:<br />
<em>“This Time is Different: Eight Centuries of Financial<br />
Folly”</em>, scritto da Rogoff e Reinhard (due economisti),<br />
fa il resoconto su diverse crisi finanziarie della storia.</p>
<p>Sebbene questi due autori non siano operatori dei mercati<br />
finanziari, né puntano a fare il market timing degli indici<br />
azionari, diversi spunti e dati di questo testo ci aiutano<br />
a comprendere meglio la crisi che abbiamo vissuto e<br />
a che punto siamo.</p>
<p>Semplificando le conclusioni del libro, questo è quanto<br />
accade dopo un crisi finanziaria:</p>
<p>1 – Il prezzo delle case e i mercati azionari scendono<br />
spesso in modo drammatico durante questi anni;</p>
<p>2 – Il debito pubblico aumenta;</p>
<p>3 – L&#8217;economia ristagna e la disoccupazione cresce.</p>
<p>Ognuno di questi aspetti viene analizzato in dettaglio, con<br />
precise “timeline” di ogni crisi e questo ci aiuta a<br />
capire a che punto siamo. Vediamo meglio il dettaglio.</p>
<p><strong>Mercato azionario</strong></p>
<p>Durante le crisi finanziarie, al picco minimo generalmente<br />
i mercati azionari scendono del 56% rispetto al precedente<br />
massimo e la discesa dura mediamente 3 anni e mezzo.<br />
In questa crisi, l&#8217;indice americano al picco minimo è sceso<br />
leggermente di più rispetto alla discesa media, ma il<br />
percorso ribassista è avvenuto in molto meno tempo (poco più<br />
di un anno). Ora, stando alla storia, la discesa come entità<br />
è in linea con la media. Dato comunque che abbiamo ancora<br />
un altro anno per arrivare alla durata media della discesa,<br />
non è escluso che possa esserci un&#8217;altra gamba ribassista.</p>
<p>Dal punto di vista del mercato azionario, quindi, i giochi<br />
sarebbero ancora aperti. Personalmente, comunque, credo che<br />
il minimo di marzo 2009 sia un minimo definitivo e che<br />
l&#8217;ultima gamba ribassista non ci sarà. Questo non significa<br />
che dai livelli attuali non potremo far altro che salire, ma a mio<br />
avviso non dovremmo andare più sotto le quotazioni di marzo 2009.</p>
<p><strong>Prezzi delle case</strong></p>
<p>Questo è un settore che non amo particolarmente sia perché<br />
non lo conosco bene come il mercato finanziario, sia perché<br />
esistono molti mercati immobiliari a seconda della diversa<br />
zona geografica.</p>
<p>In ogni caso, durante la recente crisi il comportamento dei<br />
prezzi immobiliari è stato simile a quello dell&#8217;azionario.<br />
Rispetto alle medie storiche, gli immobili sono scesi di più<br />
e in più breve tempo. Anche qui, i minimi sono forse stati<br />
fatti, ma i prezzi potrebbero muoversi poco ancora per anni.</p>
<p><strong>Disoccupazione</strong></p>
<p>Durante le crisi bancarie, generalmente la disoccupazione<br />
sale di 7 punti percentuali. Ad oggi, essa è salita di soli<br />
cinque punti. Su questo aspetto, quindi, potrebbe verificarsi<br />
ancora un aumento della stesso fino ad arrivare al 12% circa<br />
(in USA).</p>
<p><strong>Debito pubblico</strong></p>
<p>Storicamente, rispetto ai livelli pre-crisi, il debito pubblico<br />
sale di ben 86 punti percentuali. In questo momento, è difficile<br />
quantificare effettivamente quanto sia salito il debito pubblico<br />
USA, ma probabilmente non siamo ancora a questi livelli. In altri<br />
termini, anche in caso di peggioramento del deficit la cosa potrebbe<br />
essere incredibilmente in linea con quanto già accaduto nella storia.</p>
<p><strong>Conclusioni:</strong></p>
<p>Stando alla storia, questa crisi è stata leggermente più pesante<br />
della media, ma si è realizzata in un arco di tempo estremamente<br />
minore e quindi è stata più rapida. L&#8217;aspetto positivo è che, stando<br />
a diversi elementi, il peggio dovrebbe essere alle spalle.</p>
<p>Il mercato azionario e quello delle case dovrebbero aver fatto il<br />
bottom lo scorso anno. La disoccupazione potrebbe crescere ancora,<br />
ma anche qui gran parte del percorso è stato fatto.</p>
<p>Quello che ora deve essere tenuto sotto controllo è il debito pubblico<br />
che potrebbe salire più del previsto.</p>
<p>Attualmente, non credo siano ancora mature le condizioni per<br />
la nascita di un nuovo Bull Market di lunghissimo periodo, ma<br />
quantomeno per un po&#8217; dovremmo goderci questo Bull Market ciclico.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quando vendere un investimento</title>
		<link>http://www.educazionefinanziaria.com/quando-vendere-un-investimento/</link>
		<comments>http://www.educazionefinanziaria.com/quando-vendere-un-investimento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Wealth Building]]></category>

		<category><![CDATA[Investire intelligentemente]]></category>

		<category><![CDATA[Operatività e Gestione Portafoglio]]></category>

		<category><![CDATA[Value Investing]]></category>

		<category><![CDATA[Mercati Azionari]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.educazionefinanziaria.com/quando-vendere-un-investimento/</guid>
		<description><![CDATA[Nei libri di finanza, sui siti web e sui giornali
specializzati si dedicano pagine e pagine su tecniche,
sistemi e considerazioni che ci dicono (o provano a
farlo) quando comprare, quando entrare sul mercato,
quando comprare un titolo e perché.
Poche, in rapporto, sono le parole spese su un tema a
mio avviso più importante, cioè quando vendere.
Diverse scuole di trading, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei libri di finanza, sui siti web e sui giornali<br />
specializzati si dedicano pagine e pagine su tecniche,<br />
sistemi e considerazioni che ci dicono (o provano a<br />
farlo) quando comprare, quando entrare sul mercato,<br />
quando comprare un titolo e perché.</p>
<p>Poche, in rapporto, sono le parole spese su un tema a<br />
mio avviso più importante, cioè quando vendere.</p>
<p>Diverse scuole di trading, in particolare quelle aderenti<br />
al filone del &#8220;trend following&#8221;, hanno mostrato che<br />
persino un sistema di entrata puramente causuale basato<br />
sul lancio di una moneta o qualcosa di simile puo&#8217;<br />
portare a risultati profittevoli se si ha un buon sistema<br />
di gestione della posizione che ci dice quando uscire<br />
e, soprattutto, se lo rispettiamo.</p>
<p>In altri termini, un&#8217;ottima exit strategy compensa<br />
ampiamente un timing sbagliato.</p>
<p>Vediamo quindi, oggi, come affrontare questo problema:</p>
<p>&#8220;Quando vendere un investimento&#8221;?</p>
<p>Il tema è stato piuttosto attuale dato il fatto che solo<br />
un paio di settimane fa abbiamo vissuto una correzione<br />
abbastanza marcata sui listini che ha messo in agitazione<br />
gli investitori meno convinti. Anche all&#8217;interno del nostro<br />
servizio premium <a href="http://www.educazionefinanziaria.com/trend1.htm" target="_blank" >Trend e Strategie di Investimento</a> mi sono<br />
arrivate diverse domande se fosse o no il caso di uscire da<br />
alcuni investimenti.</p>
<p>In tutti i casi la mia risposta è stata la stessa: &#8220;Non ho<br />
idea dicosa farà il mercato questa settimana o la prossima.<br />
I fondamentali che mi avevano portato ad avere determinati<br />
titoli non erano cambiati, quindi non c&#8217;era motivo per<br />
uscire da questi titoli. Ma se proprio le cose fossero andate<br />
male,le nostre trailing-stop sarebbe stato il livello di uscita&#8221;.</p>
<p>Il trailing-stop è forse il metodo migliore per decidere<br />
quando vendere un investimento.</p>
<p>Si fissa un livello massimo di perdita quando si compra un<br />
titolo, cioè si fissa la stop-loss. Quindi, man mano che il<br />
prezzo sale, si aggiusta lo stop verso l&#8217;alto. In questo modo<br />
si cavalca la salita fino a che tale salita c&#8217;è, poi quando<br />
si inverte il trend si taglia.</p>
<p>Il livello di stop da usare è soggettivo e dipende dalla<br />
tolleranza al rischio. Ad esempio, l&#8217;Investor Business Daily<br />
raccomanda un 7-8%.<br />
Questo livello puo&#8217; andar bene, ma personalmente preferisco<br />
un livello più ampio del 25%. Questo livello permette<br />
all&#8217;investimento di oscillare senza essere prematuramente<br />
tagliato.</p>
<p>Ma ripeto, quello che è importante non è se usare il 25%,<br />
il 20% o il 10%. Quello che è importante è il concetto.<br />
La trailing stop è uno dei migliori metodi per gestire la<br />
posizione e decidere quando vendere senza farsi prendere<br />
dalle emozioni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dopo il rialzo della FED&#8230;</title>
		<link>http://www.educazionefinanziaria.com/dopo-il-rialzo-della-fed/</link>
		<comments>http://www.educazionefinanziaria.com/dopo-il-rialzo-della-fed/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia globale]]></category>

		<category><![CDATA[Forex e Valute]]></category>

		<category><![CDATA[Inflazione]]></category>

		<category><![CDATA[Banche Centrali]]></category>

		<category><![CDATA[Tassi e Obbligazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.educazionefinanziaria.com/dopo-il-rialzo-della-fed/</guid>
		<description><![CDATA[La scorsa settimana la FED ha alzato il tasso di sconto
di 0,25 punti percentuali, portando lo stesso allo 0,75%.
L&#8217;operazione, secondo le parole della FED, è orientata a
riportare a condizioni di normalità nella politica della FED,
dopo le ampie facilitazioni monetarie implementate a partire
dalla fine del 2008 per affrontare la crisi creditizia. L&#8217;aumento
riguarda il tasso di sconto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana la FED ha alzato il tasso di sconto<br />
di 0,25 punti percentuali, portando lo stesso allo 0,75%.</p>
<p>L&#8217;operazione, secondo le parole della FED, è orientata a<br />
riportare a condizioni di normalità nella politica della FED,<br />
dopo le ampie facilitazioni monetarie implementate a partire<br />
dalla fine del 2008 per affrontare la crisi creditizia. L&#8217;aumento<br />
riguarda il tasso di sconto, che è diverso dal più noto e<br />
monitorato tasso di riferimento che rimane ancora tra lo 0%<br />
e lo 0,25%.</p>
<p>In ogni caso, l&#8217;azione mostra la volontà della FED di procedere<br />
ad una riduzione degli stimoli monetari. Sulla notizia, il dollaro<br />
ha guadagnato molto contro le altre principali valute, in particolare<br />
contro l&#8217;euro.</p>
<p>Personalmente, credo che questo sarà un trend dei prossimi<br />
mesi, cioè che la FED implementerà altre azioni orientate a<br />
ridurre gli stimoli monetari, anche per evitare potenziali spinte<br />
inflazioniste.</p>
<p>Man mano che la FED incrementerà i tassi a breve, inevitabilmente<br />
anche quelli a lungo termine ne risentiranno e dovrebbero tendere<br />
a risalire. Non escluderei che per la fine dell&#8217;anno i tassi sui<br />
decennali americani possano guadagnare più di un punto, andando<br />
oltre quota 5%.</p>
<p>Questo mi porta a considerare l&#8217;ambiente in cui ci troveremo ad<br />
investire. I tassi in rialzo sono uno degli ambienti peggiori. Infatti,<br />
le obbligazioni a lungo termine, in particolare i titoli di stato, soffrono<br />
quando i tassi salgono.<br />
Tuttavia, anche le azioni soffrono, perché man mano che i tassi<br />
aumentano, il free-risk diventa più competitivo come rendimento<br />
e quindi il multiplo P/E si contrae.</p>
<p>Detto questo, credo che il rialzo delle azioni non sia terminato,<br />
tuttavia difficilmente avremo un altro anno positivo come il<br />
2009. Soprattutto, dovrebbe esserci maggiore volatilità rispetto<br />
agli ultimi mesi.</p>
<p>Quello che, invece, dovrebbe accompagnare questo rialzo<br />
dei tassi, è una ripresa economica abbastanza robusta, soprattutto<br />
in USA, ed un dollaro tutto sommato forte.   A mio avviso, dollaro<br />
ed inflazione in aumento dovrebbero essere due temi che renderanno<br />
bene in questo 2010.</p>
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		<title>Alla ricerca di rendimento</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Economia globale]]></category>

		<category><![CDATA[Banche Centrali]]></category>

		<category><![CDATA[Tassi e Obbligazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, il differenziale tra tassi di
interesse a lungo termine e quelli a breve termine
è raramente stato più alto di oggi.
Sebbene i tassi a lungo termine non siano ai massimi
storici, la  differenza con quelli a breve è molto
elevata proprio a causa del livello molto basso di
questi ultimi.
Nel tentativo di evitare il meltdown del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, il differenziale tra tassi di<br />
interesse a lungo termine e quelli a breve termine<br />
è raramente stato più alto di oggi.</p>
<p>Sebbene i tassi a lungo termine non siano ai massimi<br />
storici, la  differenza con quelli a breve è molto<br />
elevata proprio a causa del livello molto basso di<br />
questi ultimi.</p>
<p>Nel tentativo di evitare il meltdown del sistema<br />
finanziario circa una anno e mezzo fa, le principali<br />
banche centrali del mondo hanno mandato i tassi<br />
a breve ai minimi.</p>
<p>Dal punto di vista economico, comunque, questo è<br />
relativamente positivo. Infatti, uno spread positivo<br />
ed elevato tra tassi a lungo e tassi a breve è<br />
storicamente positivo. Infatti, mentre la parte<br />
della curva dei tassi gestita in modo &#8220;politico&#8221;,<br />
cioè quella a breve termine, mira a sostenere<br />
l&#8217;economia nel breve, la parte della curva gestita<br />
dal mercato, cioè quella a lungo, anticipa già<br />
la maggiore inflazione futura e quindi un buon<br />
andamento dell&#8217;economia.</p>
<p>Questo, comunque, non è l&#8217;argomento che voglio<br />
approfondire oggi.</p>
<p>Quello su cui, invece, voglio soffermarmi, è che<br />
chi è alla ricerca di rendimenti, in questo momento,<br />
non dovrebbe scegliere titoli di stato a lungo termine,<br />
nonostante il differenziale positivo con quelli a<br />
breve.</p>
<p>Infatti, anche se il differenziale è alto, i tassi<br />
a breve sono ai minimi. Questo significa che, più<br />
avanti, inevitabilmente essi torneranno a salire,<br />
con le banche centrali che rialzeranno il costo del<br />
denaro.</p>
<p>Questo finirà inevitabilmente per creare pressione<br />
anche sui titoli a lungo termine, i cui tassi<br />
saranno spinti ulteriormente verso l&#8217;alto. E se i<br />
tassi salgono, i prezzi scendono.</p>
<p>Personalmente, continuo a ritenere i titoli di stato<br />
a lungo termine ancora una classe di investimento<br />
rischioso.</p>
<p>Per chi cerca rendimenti, credo che delle azioni che<br />
pagano buoni dividendi e hanno business relativamente<br />
stabili possono ancora fare molto meglio dei bond a<br />
lungo termine.</p>
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