ETF o singoli titoli?
Alcune settimane fa mi è arrivata nella mia casella e-mail
un’interessante domanda da un abbonato di vecchia data del
nostro servizio premium Trend e Strategie di Investimento, il
quale mi faceva notare che nel tempo il servizio ha
progressivamente ridotto il numero di singoli titoli in portafoglio,
mentre ha aumentato il peso degli ETF. Lo stesso chiedeva se
c’era un motivo per questo.
Sebbene la cosa sia stata sostanzialmente abbastanza involontaria,
è effettivamente vero quanto riportato, cioè che da qualche tempo
abbiamo privilegiato gli ETF rispetto ai singoli titoli.
La cosa a mio avviso ha diverse motivazioni.
In primo luogo, Trend e Strategie di Investimento esiste come
servizio premium dal tardo 2006. Allora sul mercato italiano erano
disponibili pochi ETF. C’erano degli ETF sui principali indici
americani ed europei.
Iniziavano ad essere quotati i primi ETF settoriali, ma erano ancora
pochi e scambiavano pochi volumi. Sui mercati emergenti ricordo
che il primo ETF inserito era un armonizzato ma non quotato in Italia
e anche per l’oro, quando inserimmo il Lyxor Gold Bullion Securities
questo non era ancora quotato nel nostro paese, ma in Francia.
Allora, per investire in particolari settori o perseguire determinate
strategie di investimento era necessario ricorrere a singoli titoli azionari.
Con la possibilità di sovraperformare il mercato, ma anche perdendo in
diversificazione.
Questo non è più vero oggi.
Fortunatamente per noi, gli ETF hanno vissuto un vero e proprio boom
anche nel nostro paese e le case emittenti hanno emesso un quantitativo
enorme di ETF, che ora coprono i piu’ disparati settori ed indici.
Ci sono ETF su moltissimi paesi e su intere aree geografiche, i quali ci
offrono ampie possibilità di investimento, coniugando questo con i
benefici della diversificazione.
A questo si aggiunge il fatto che ritengo che l’investitore medio retail,
quale sostanzialmente è il tipico abbonato del nostro servizio, riesca a far
meglio operando con ETF che detengono panieri interi piuttosto
che con singoli titoli.
Lo stock-picking è un’attività molto complicata dove persino i professionisti
per lo più falliscono e anche se ben svolta il beneficio rispetto ad un indice non
è spesso particolarmente elevato.
Si pensi che lo stesso Benjamin Graham, padre del value investing e di un
gruppo di investitori che con lo stock-picking hanno fatto grandi successi
(il più famoso di tutti è Warren Buffett), in una delle ultime interviste rilasciate
ha dichiarato di non essere più un sostenitore di elaborate tecniche di analisi
delle azioni. Questa attività di analisi era stata il suo pane quotidiano nei
decenni precedenti e in passato era un’attività molto remunerativa, ma negli
anni più recenti c’erano sempre più analisti capaci di prezzare discretamente
i titoli e gli errori di valutazione, comunque presenti, non erano facilmente
individuabili dagli investitori ex-ante. Questa attività, in sostanza, non era
più lucrativa e lo stesso Graham abbracciava quella che viene chiamata
Teoria dei Mercati Efficienti.
Si consideri anche che Graham rilasciò questa intervista negli anni ’70.
In altri termini, l’attività di stock-picking ritengo sia eccessivamente rischiosa
per chi, avendo disponibilità limitate, non puo’ con essa raggiungere anche un’elevata
diversificazione. Dovevamo ricorrere ad essa quando non avevamo prodotti per
investire sugli indici, ma ora è meno necessaria.
Si consideri che i nostri portafogli, sia quello Dinamico, sia quello Lazy, sono
portafogli globali, cioè possono essere assunti in toto ed essere usati per tutto
il proprio portafoglio. Il nostro non è un servizio di trading a cui diciamo di
destinare il 5%, 10% o 20% del proprio capitale. Il nostro servizio puo’ essere
usato per il 100% del proprio capitale. Pertanto, oltre ai risultati in se lo
stesso deve garantire anche una volatilità non eccessiva e un’adeguata
diversificazione.
In questo, gli ETF sono preferibili rispetto a singoli titoli azionari, anche se
ovviamente dovessero presentarsi interessanti occasioni non mancheremo di
investire qualcosa anche su singoli titoli.
Detto questo, per coloro che, comunque, vogliono operare con singole
azioni, è molto importante seguire una tecnica di cui parleremo, pero’, in
un prossimo post.
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